12/12/2023
SANTA CECILIA, FACCIA A TERRA NELLA POLVERE
🔹Il 22 novembre 1599 papa Clemente VIII - seguendo otto cardinali che portavano a spalla una bara - scoppio a piangere, e con lui pianse tutto il popolo romano: «per l’ultima vista, che più non si doveva avere, di un sì bello e tanto miracoloso corpo».
🔸Era passato un mese, ormai, da quel mercoledì 20 ottobre in cui il corpo dell’antica martire Cecilia era stato trovato sotto l’altare della chiesa di Trastevere: l’attenzione di tutta Roma si era concentrata sul senso della vista, in un’ossessione di massa.
🔹Subito si era sparsa la notizia che voleva quel corpo incorrotto: il sangue ancora fresco, le ferite del martirio evidenti dopo quasi millequattrocento anni. E benché stia scritto «beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno», tutti, dal papa in giù, avevano voluto vedere, con i propri occhi. Il concorso del popolo fu «incredibile», e nemmeno la guardia svizzera riuscì a contenere le ondate di pellegrini e romani che si accalcavano pericolosamente nelle vie di Trastevere, inducendo a istituire sensi unici per le carrozze, a dichiarare festive il giorno della solenne ritumulazione e chiudere a più riprese la Basilica.
🔸Oggi abbiamo molti dubbi su ciò che realmente conteneva quella cassa, che era stata «confezionata» da papa Pasquale I nell’anno 821, ed era stata probabilmente riaperta almeno nel 1466. Alcune caute precisazioni di illustri testimoni del 1599 suggeriscono che forse si volle intravedere, nella singolare sagoma di un mucchio di stoffe, la forma di un corpo umano. Ma un cardinale con meno scrupoli - Paolo Camillo Sfondrati, che era il padrone di casa, cioè il titolare della chiesa - invitò uno scultore, Stefano Maderno, a scolpire nel marmo candido ciò che tutti dicevano di aver visto. E Maderno lo fece, con la forza e la verità di un Caravaggio della scultura. Oggi non ci chiediamo più se nel 1599 i romani videro proprio ciò che noi vediamo nel marmo di Maderno. Non ce lo chiediamo perché sentiamo che Maderno dice il vero; non su Cecilia, ma su altri corpi. Su corpi di oggi, che cerchiamo di non vedere. Questa ragazza senza occhi e senza labbra non può vederci, e non può parlarci. Perché ha la faccia a terra, nella polvere.
🔹Proprio come i corpi dei migranti che il mare spinge sulle nostre spiagge. Corpi che questo corpo di marmo senza volto, scolpito quattrocento anni fa, in qualche modo ci forza a vedere. Costringendoci a dire che siamo testimoni oculari. Che lo vogliamo o no.
✒️Tomaso Montanari. L’ora d’arte
ℹ️Il libro può essere acquistato direttamente al link 👉https://amzn.to/3EjFpia
📷Carlo Maderno. Santa Cecilia