23/05/2026
Quanto aveva ragione!
Che vuoto immenso ci lascia.
"Un turismo che non sa governare i suoi limiti è come il vino mal fatto: ti fa sentire brillo all’inizio, ma poi ti lascia il mal di testa. Bisogna tornare a dare valore al senso del limite e ricordarsi delle umili origini contadine di questi territori nel rispetto della storia e della relazione armoniosa con la Terra; precondizioni necessarie per il successo di qualsiasi territorio che prospera in virtù del patrimonio naturale e culturale in esso presente.
Perché il punto è questo: un borgo senza bottega, senza forno, senza osteria, senza parrocchia, è solo una cartolina. Bella, sì. Ma vuota. Così come un paesaggio in cui non esiste altra forma di diversità al di fuori della vite è monotono. Oggi si parla tanto di "turismo sostenibile", ma troppe volte è solo uno slogan. Sostenibilità vuol dire che il turismo deve far bene, e non solo far soldi. Deve lasciare più di quello che prende.
Affinché ciò avvenga uno degli elementi distintivi deve essere quello di operare per far sì che gli abitanti del territorio siano felici. Io vado alla scoperta di un luogo perché c’è gente che sorride, c’è una comunità viva e aperta all’accoglienza, che sa ancora raccontare la genesi degli edifici e delle storie di vita che hanno ospitato, del perché quel muretto a secco è lì, e del perché si coltivano alcune varietà specifiche e altre no. Ho fatto il riferimento specifico alle Langhe, ma questo discorso si può trasporre a molte altre aree del nostro Belpaese. Dobbiamo impegnarci affinché i luoghi non siano solo belli e accoglienti per i turisti che li ammirano, ma anche per i cittadini che li vivono".
- CARLO PETRINI
All'età di 76 anni, è mancato Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. La sua più grande eredità culturale si manifesta forse nell'invito a rifuggire gli eccessi per calibrare le azioni sulle nostre effettive esigenze; su un rivoluzionario equilibrio. Ne abbiamo parlato su L'Altramontagna, qui: https://shorturl.at/vpRVO