VisitIrpinia

VisitIrpinia Cultura, arte, natura, enogastronomia, esperienze uniche, identitarie. Tour, escursioni e visite guidate costruite su misura.

Ricerca delle radici per viaggiatori ancestrali.

23/08/2026

Un amore impossibile, un dolore immenso, una rinascita ed una fine silenziosa!
Da tutto ciò una arte nuova...

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Bontà Irpine! 😊
08/08/2026

Bontà Irpine! 😊

S. I. T. A.Società Irpina Trasporti AutomobilisticiDopo il ritrovamento del volantino di ieri, abbiamo fatto una ricerca...
06/08/2026

S. I. T. A.
Società Irpina Trasporti Automobilistici

Dopo il ritrovamento del volantino di ieri, abbiamo fatto una ricerca ed abbiamo trovato, la storia di questa azienda.

"La nascita e la vita della Sita

La S.I.T.A. (Società Irpina di Trasporti con Autobus) è stata la più importante azienda privata di autotrasporti della provincia, che liberò dall’isolamento numerosi paesi dell’Irpinia collegandoli ad Avellino e da qui a Napoli. Essa nacque da un’idea di mio padre, Leondino Pescatore (1884-1951), durante la permanenza negli Stati Uniti, dove nel 1906 all’età di 22 anni era emigrato col padre. Dopo aver conseguito negli USA la specializzazione in motorismo e tecniche delle comunicazioni, facendo tesoro delle esperienze maturate a contatto con l’avanzata società americana, elaborò un dettagliato progetto per realizzare ad Avellino un’impresa moderna di comunicazione investendo in essa i suoi risparmi e quelli dei suoi familiari ed ottenendo l’adesione e il sostegno di altri benestanti irpini.

Trovati i capitali (circa 50.000 lire), nell’aprile 1912 convocò gli aderenti presso il notaio Di Marzo e costituì la SITA, società per il trasporto pubblico di persone e per il procacciato postale (distribuzione di sacchi di posta, servizio espressi, raccomandate, plichi e pacchi). Era un avvenimento importante, direi quasi storico. È appena il caso di ricordare che fino ad allora la posta veniva distribuita solo una volta la settimana!

I principali soci, oltre mio padre, furono il comm. Fabrizio Cappucci, cognato del giornalista Guerriero (il famoso Ricciardetto), l’avv. Achille Benigni, il dr. Alfredo Maccanico e qualche altro. Leondino Pescatore fu eletto Direttore Generale e Fabrizio Cappuccio Amministratore delegato.

Era la svolta per l’Irpinia per la sostituzione degli omnibus (diligenze a cavalli) e per l’instaurarsi di relazioni quotidiane con trasporti pubblici tra i vari paesi dell’Irpinia con Avellino, Napoli e Foggia. Come scrisse sul Corriere dell’Irpinia del 2 agosto 1958, l’avv. Angelo Scalpati, futuro sindaco di Avellino, “la SITA era insieme l’orgoglio e la bandiera della nostra Provincia”.

La Società però divenne operativa solo alla fine del I conflitto mondiale. Il parco veicoli inizialmente era costituito da 5-6 autobus di colore azzurro sistemati all’interno di un’officina-deposito in un capannone di fronte al Distretto militare in via Colombo, mentre gli uffici e la biglietteria trovarono posto prima in piazza Libertà, poi si trasferirono in via Matteotti.

Grazie a una gestione oculata, priva di qualsiasi spreco, fu incrementata notevolmente l’attività della SITA con la realizzazione di nuove linee e servizi per più rapidi e comodi collegamenti, che procurarono sviluppo all’Irpinia, oltre a progresso ed occupazione. I dipendenti nel giro di qualche decennio superarono il numero di 100.

Di mio padre il giornalista Antonio Aurigemma (il famoso Nacchettino), recentemente scomparso, evidenziava su Cronache irpine del 23 agosto 1958 “la sua solidità morale (veniva, come si dice, dalla gavetta) e la sua volontà di fare e produrre (investiva in servizi migliori gli utili che gli venivano dalle poche corse che portavano passeggeri a Baiano e li riportavano la sera ad Avellino)”.

Don Leone Pescatore (come veniva affettuosamente chiamato) ebbe il merito di salvare la SITA dalla gravissima crisi del 1930-31 combattendo con coraggio i servizi abusivi e la sleale concorrenza delle auto private e creando nuove corse sulla tratta Napoli-Avellino, che riuscirono a risolvere la difficile situazione finanziaria dell’azienda e resero il collegamento col capoluogo partenopeo così efficiente da non far rimpiangere ai cittadini la mancanza di una ferrovia.

Ma il periodo veramente eroico dell’ attività di mio padre fu quello dell’invasione tedesca nel 1943, allorquando, per salvare gli autobus dalla requisizione degli invasori, fece smontare tutti i motori per nasconderli, insieme alle attrezzature, nelle cantine della nostra casa in via Fratelli Del Gaudio mettendo in serio pericolo la propria vita a causa di delazioni da parte dei fascisti. Per la seconda volta riuscì a mettere al riparo dalla rovina il patrimonio della SITA dimostrando col sacrificio personale il suo amore e il suo attaccamento alla Società..

Scomparsi con grande rimpianto uno dietro l’altro questi uomini coraggiosi, veri pionieri (mio padre morì il 7 ottobre 1951), che avevano superato ogni difficoltà economica, profondendo il meglio delle loro energie nella dura lotta per lo sviluppo della massima società automobilistica, i nuovi amministratori, mirando ad obiettivi troppo ambiziosi, per contrastare la concorrenza di altre aziende (prima la Circumvesuviana e poi l’AGITA) raddoppiarono le corse dirette con Napoli, procedendo all’acquisto di moderni e costosi autobus e all’assunzione di un numero eccessivo di fattorini, che aggravarono la già pesante situazione economica, provocando un dissesto finanziario tanto che il tribunale di Avellino, su istanza dei creditori, il 23.7.58 dichiarò fallita la società, dalle cui ceneri qualche mese dopo nacque l’ASITA."

Da uno scritto di
Gerardo Pescatore


Oggi ricordiamo SAN GIACOMO (IL MAGGIORE) o Sancti Jacobi da cui SantYagoSan Giacomo il Maggiore fu uno dei dodici apost...
25/07/2026

Oggi ricordiamo SAN GIACOMO (IL MAGGIORE) o Sancti Jacobi da cui SantYago

San Giacomo il Maggiore fu uno dei dodici apostoli di Gesù. Pescatore sul lago di Tiberiade, fu testimone di eventi cruciali come la Trasfigurazione e l'agonia nell'Orto degli Ulivi.

Primo apostolo a subire il martirio, fu decapitato a Gerusalemme per ordine di Erode Agrippa I tra il 41 e il 44 d.C.

La sua figura è particolarmente nota per i seguenti elementi della tradizione e della storia religiosa:

Secondo una pia tradizione medievale, dopo la Pentecoste si recò a predicare il Vangelo nella pen*sola iberica.

Dopo il martirio, si narra che il suo corpo sia stato trasportato miracolosamente via mare fino in Galizia.

Le spoglie sarebbero state ritrovate nell'831, rendendo la Cattedrale di Santiago de Compostela la meta del famoso Cammino di Santiago, uno dei più importanti itinerari di pellegrinaggio al mondo.

È raffigurato spesso come un pellegrino con il bastone, la bisaccia e la caratteristica conchiglia (la co**ha) appesa al mantello o al cappello.

In epoca medievale, durante la Reconquista, si diffuse la leggenda di San Giacomo apparso su un cavallo bianco per aiutare i cristiani contro i Mori (Matamoros) venendo proclamato patrono della Spagna.

Presso la

LA BOMBARDA DI AVELLINOLa bombarda è il tipico dolce artigianale della città di Avellino. Consiste in un morbido pan di ...
23/07/2026

LA BOMBARDA DI AVELLINO

La bombarda è il tipico dolce artigianale della città di Avellino. Consiste in un morbido pan di spagna imbevuto di liquore Alchermes (che gli conferisce il caratteristico colore rosa tramonto), farcito al suo interno con crema di ricotta vaccina, gocce di cioccolato e arricchito esternamente da granella di nocciole, rigorosamente irpine!

Nato storicamente tra il 1915 e il 1918 – oppure, secondo altre fonti, come dolce celebrativo dopo i bombardamenti del settembre 1943 – è un dolce molto apprezzato nella tradizione irpina. Per via della sua forma bombata, viene a volte chiamato scherzosamente il "babà avellinese", anche se le ricette sono completamente diverse.



11/07/2026

⚠️ CHIUSURA PALAZZO DEL LORETO DAL 14 LUGLIO AL 2 SETTEMBRE

  all' imbrunire!
06/07/2026

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“O passeggero questa casa che tu vedi sappi che l’ho costruita io, proprio io, Dionisio Mannetta nell’anno del Signore 1...
29/06/2026

“O passeggero questa casa che tu vedi sappi che l’ho costruita io, proprio io, Dionisio Mannetta nell’anno del Signore 1774″.

Su una pre-esistenza cinquecentesca.

Antica Stazione di Posta




"Redistribuire i flussi è una direzione sensata, ma vale la pena essere precisi su cosa si intende. Spostare la pression...
10/06/2026

"Redistribuire i flussi è una direzione sensata, ma vale la pena essere precisi su cosa si intende. Spostare la pressione dalle destinazioni sature verso zone che stanno fuori dai circuiti turistici, non è automaticamente una soluzione: dipende da come avviene e da quanto quei territori siano in grado di reggere."

Quasi il 44% dei viaggiatori vuole evitare mete affollate, e il 57% trascorrerà le vacanze in Italia. Due indagini (...)

Stemma verginiano nel Palazzo Abaziale di Loreto, a Mercogliano.Da notare la scritta "Nullius" abbreviazione di "nullius...
05/06/2026

Stemma verginiano nel Palazzo Abaziale di Loreto, a Mercogliano.
Da notare la scritta "Nullius" abbreviazione di "nullius diocesis" (libero da ogni diocesi) che conferiva autonomia dalle diocesi locali, ponendo, di fatto, l' abate come un vescovo.
Un grande privilegio!


Indirizzo

Avellino
83100

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