08/08/2026
On August 8, 1991, Bari woke up to a scene that would forever remain part of its history.
🚢 The Vlora had arrived in the port, a merchant ship that had left Durrës carrying 20,000 people fleeing an Albania shaken by the collapse of the communist regime and a deep economic crisis.
After a journey in inhumane conditions, men, women and children reached Bari exhausted by hunger, thirst and heat.
But while part of the public narrative reacted by speaking of an "Albanian invasion", many people in Bari looked at those who had arrived and simply saw someone in need of help.
🫂 The local community mobilized to provide food, water, clothes and anything else the newcomers might need. During those difficult and confusing days, countless people chose to open their doors rather than turn away.
Thirty-five years have passed since then, yet some images still feel terribly close.
The story of the Vlora cannot provide an answer to the major migration issues we face today, nor could it. But it does invite us to ask ourselves: who do we choose to see when a stranger arrives at our door?
In August 1991, many people in Bari looked at the Albanian refugees and chose to see people first.
At a difficult time for the local community itself, that choice helped Bari reconnect with a deep-rooted part of its identity as a port city, shaped by encounters, departures and cultural exchange.
It is a memory worth preserving today, because it tells us something about who we are and who we want to continue to be.
Because, then as now, "in Bari, no one is a stranger." 🇦🇱
L'8 agosto 1991 Bari si svegliò davanti a un'immagine che sarebbe rimasta per sempre nella sua storia.
🚢 Nel porto era arrivata la Vlora, una nave mercantile partita da Durazzo con a bordo 20.000 persone che lasciavano un'Albania sconvolta dal crollo del regime comunista e da una profonda crisi economica.
Dopo una traversata in condizioni disumane, uomini, donne e bambini raggiunsero Bari sttemari dalla fame, dalla sete e dal caldo.
Ma se una parte del racconto pubblico reagì parlando di "invasione albanese", molti baresi guardarono quelle persone e videro solo qualcuno che aveva bisogno di aiuto.
🫂 La comunità locale si mobilitò per offrire cibo, acqua, vestiti e tutto ciò che poteva servire a chi era appena arrivato. In giorni difficili e confusi, tantissime persone scelsero così di aprire le proprie porte invece di voltarsi dall'altra parte.
Sono passati 35 anni da allora, eppure alcune immagini sembrano ancora terribilmente vicine.
La storia della Vlora non dà una risposta alle grandi questioni migratorie del presente, né potrebbe farlo. Ma ci spinge a chiederci: chi scegliamo di vedere quando davanti a noi arriva uno straniero?
Nell'agosto del 1991 molti baresi, davanti ai profughi albanesi scelsero di vedere prima di tutto delle persone.
In anni difficili per la stessa comunità, quella scelta aiutò Bari a ritrovare una parte profonda della propria identità di città di porto, cresciuta attraverso incontri, partenze e contaminazioni.
È una memoria che oggi vale la pena custodire, perché racconta qualcosa di ciò che siamo e di ciò che vogliamo continuare a essere.
Perché, ieri come oggi, "a Bari nessuno è straniero" 🇦🇱
©️ photo credit: Ansa//Luca Turi