18/05/2026
Siamo a Fort Augustus, un villaggio di 700 anime, sulle Highlands, nel cuore verde della Scozia, lungo il Lochness, il lago famoso per la presunta presenza di Nessie, che forse non è mai esistito o forse si, ma di sicuro attrae costantemente molti turisti. Da qui partono i battelli per la crociera sul lago, molto richiesta anche perché, nella remota ipotesi che riusciate ad avvistarlo e fotografarlo, il Governo Britannico vi farà cortese omaggio di 22 mila Sterline.
A prescindere da Nessie e dall'alone di mistero che lo ha reso celebre, la zona è bellissima, costeggiare i 36 km della sua lunghezza un gran bel vedere. Dopo diverse ore di pulmann, partiti da Edimburgo al mattino presto, la sosta a Fort August arriva molto gradita. Noi scartiamo la crociera e optiamo invece per una bella passeggiata nel villaggio. Non ci sono molti locali per prendere qualcosa, ma qui si respira una atmosfera molto Scottish, semplice, austera, direi autentica. Abbiamo voglia di un fish and chips, ma un paio di posti sono pieni di gente e non ci va di fare lunghe file. Poi scorgo un locale, The Legion, insegna rossa, interno da Pub anni '70, al bancone una ragazza bionda e lentigginosa, corpulenta e dall'aria simpatica, un biliardo, una vecchia tv con video musicali dei Led Zepelin e altri pezzi rock "vintage". Ai tavoli diversi avventori con boccali di birra e l'inconfondibile doratura del "fish" passato in generosa pastella, insieme alle "chips".
Eppure, mi sembra un posto dove si beve, non dove si cucina. Incuriosito, vado a chiedere alla ragazza al bancone. È sola, ma riesce a gestire tutto sempre col sorriso: risponde a tutti, spiega le differenze tra le varie birre, riempie boccali a raffica, quasi che avesse sei mani e non due, scambia persino due chiacchiere con le persone. Se sono turisti, e in maggioranza naturalmente lo sono, chiede da dove vengano, racconta qualcosa del posto, insomma, chiacchiera con una naturalezza che sembra genuina e non affettata. A un paio di ragazzi dice dove prendere le stecche per giocare a biliardo.
Quando tocca a me, le chiedo se fanno anche da mangiare. Mi dice di no, ma aggiunge che venti metri più avanti c'è un Fish and Chips da asporto, possiamo prendere il cibo, portarlo lì da lei e consumarlo tranquillamente seduti ai tavoli, purché consumiamo almeno una birra.
Detto fatto: torniamo dopo dieci minuti coi nostri piatti traboccanti di pesce e patatine, troviamo un tavolo libero e vado a scegliere la birra. Ci sono 5-6 barili per quelle alla spina, più una infinità di bottiglie, la scelta è ardua. Lei è sempre da sola, con un sacco di cose da fare e gente cui dar retta, non voglio farle perdere tempo con domande inutili, ma lei sembra capire le mie inespresse domande e mi spiega le caratteristiche delle varie birre. Ovviamente, capisco la metà di quello che mi dice, ma alla fine le dico: ne voglio una Scozzese e non troppo alcolica, prendo quella che mi consigli tu. Mi fa un sorriso e mi riempie un boccale da mezzo litro. Le faccio: "ma tu riesci a gestire questo locale da sola, con tutta questa gente di passaggio -immagino- continuamente?"
"Oh sì - mi risponde- sono abituata. E poi mi piace conoscere ogni giorno tante persone nuove, sia pure per pochi minuti. Sai, qui soprattutto in inverno è pesante, fa freddo, buio presto e ci si annoia tanto. Quando arriva primavera mi stanco ma mi piace".
Intanto mi porge il boccale. Soli 4 Pounds, mi sembra fin troppo poco, pago, prendo la birra, me la porto al tavolo. È buonissima. Nel frattempo un paio di ragazzi sta giocando a biliardo, credo abbiano più di qualche birra in corpo, mi chiedono con allegria se voglio giocare con loro. In effetti ne avrei voglia, ogni tanto giocavo a Carambola da ragazzo e mi farei volentieri un giro, in questo posto così lontano da casa in cui però sembra così naturale fare amicizia. Ma rispondo che ho un pullman da riprendere e devo andare.
Torno al banco, poso il boccale, la saluto e la ringrazio.
"Do you like here?" mi chiede.
"Scotland Is wonderful, I hope to come back soon"