27/04/2026
Istanbul e la Turchia non sono state solo un viaggio.
Sono state un’esperienza intensa, piena, difficile da spiegare a parole.
Giorni veloci, ricchi di meraviglie,
di luoghi che ti fanno restare in silenzio,
di momenti che non riesci a raccontare davvero se non li vivi.
Come quello della mongolfiera.
Io ho sempre avuto paura dell’altezza.
Le vertiggini, il cuore che accelera, quella sensazione che ti blocca ancora prima di provarci.
Eppure questa volta ho deciso di non dargliela vinta.
Ho scelto di salire lo stesso.
Con paura, sì… ma anche con la voglia di non perdere qualcosa che sapevo sarebbe stato unico.
E quando quella mongolfiera si è alzata da terra…
la paura ha lasciato spazio alla meraviglia.
Una di quelle sensazioni che non si spiegano, si vivono.
E che, una volta vissute, non dimentichi più.
Durante questo viaggio c’era anche un gruppetto di persone tra i 75 e gli 85 anni.
E vederli vivere ogni esperienza con entusiasmo, curiosità, energia…
è stata una delle lezioni più belle.
Perché la verità è questa:
non esiste un’età giusta per viaggiare.
Esiste solo la voglia di continuare a vivere davvero.
E poi c’è un’altra cosa che questo viaggio mi ha confermato.
Siamo partiti nonostante i tanti dubbi, le paure, i pregiudizi legati alla Turchia per quello che sta succedendo nel mondo.
Molti pensano che, essendo vicina a paesi in guerra, anche lì non sia sicuro.
Ma noi abbiamo visto con i nostri occhi qualcosa di diverso.
Abbiamo vissuto città piene di vita, di persone, di turisti provenienti da ogni parte del mondo.
Abbiamo respirato serenità, normalità, energia.
E questa è forse la lezione più grande che mi porto a casa:
a volte sono le paure e i limiti che ci costruiamo nella mente a impedirci di vivere esperienze straordinarie.
Questo viaggio è stato intenso.
Stancante, a tratti.
Ma pieno di meraviglia, di emozioni vere, di momenti che restano.
E se c’è una cosa che mi ha insegnato…
è che le esperienze più belle iniziano proprio quando smetti di farti fermare dalla paura.
“Non è stato solo un viaggio. È stato anche un atto di coraggio.”