05/09/2026
Oggi voglio parlarvi di un oggetto della casa che è diventato parte dell’accoglienza, proprio come la casa stessa: LE LENZUOLA.
Quelle che trovate sui nostri letti arrivano quasi tutte dai corredi di famiglia che mia nonna ha conservato per anni negli armadi di casa.
Sono lenzuola di cotone, lino, canapa e, in alcuni casi, anche misto-seta. Tessuti diversi, colori diversi, lavorazioni e orli diversi. Alcuni hanno piccole irregolarità nella trama che raccontano la lavorazione artigianale del filato, altri conservano quella che in casa abbiamo sempre chiamato "la giunta": due teli uniti insieme per ottenere la larghezza necessaria.
Un tempo, infatti, i tessuti venivano spesso realizzati in pezze la cui larghezza dipendeva dal telaio. Quando una sola pezza non era sufficiente per un lenzuolo, se ne univano due o più. È così che alcuni dei nostri lenzuoli portano ancora oggi i segni di come venivano fatti.
E forse è proprio questo che mi piace di loro: non sono perfetti nel senso in cui intendiamo oggi la perfezione. Hanno piccole differenze, trame che non sono sempre identiche, dettagli che raccontano il modo in cui sono stati realizzati.
Ma sono tessuti che hanno attraversato il tempo. La qualità delle fibre e della manifattura ha permesso a molti di questi corredi di arrivare fino a noi e di trovare oggi un nuovo posto nella casa.
Naturalmente, accanto a loro utilizziamo anche biancheria contemporanea: perché accogliere significa anche scegliere ciò che è più adatto, pratico e confortevole per chi soggiorna qui.
Ma quando apro questo armadio e vedo tutti questi colori, ordinati e ben piegati, mi piace pensare che in fondo sto scegliendo quale piccolo pezzo della storia di questa casa accompagnerà, per qualche giorno, chi viene a soggiornare qui.
E tra le cose conservate negli armadi ho trovato anche questa piccola etichetta, elegantemente legata ad un asciugamano:
“Articolo fuori serie: Cotone - Con marchio di fabbrica: Fabbriche Telerie di Frette e C. Monza.”
Una piccola traccia di un tempo che non c'è più, ma che qui, in qualche modo, continua a fare parte dell'accoglienza.