30/08/2026
🇲🇳 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟲 # 𝗟𝗲 𝗱𝘂𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗮𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗲 𝗹'𝗮𝗿𝗰𝗼𝗯𝗮𝗹𝗲𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮 🇲🇳
La mattina ci ha portati nel 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗚𝘂𝗿𝘃𝗮𝗻 𝗦𝗮𝗶𝗸𝗵𝗮𝗻, nel profondo sud del Gobi, davanti alle dune di 𝗞𝗵𝗼𝗻𝗴𝗼𝗿𝘆𝗻 𝗘𝗹𝘀, che locali chiamano 𝗗𝘂𝘂𝘁 𝗠𝗮𝗻𝗸𝗵𝗮𝗻, "le dune che cantano". Il nome non è un vezzo poetico: camminando sulla cresta, con il vento che smuoveva la sabbia, si sentiva davvero un suono grave, quasi un respiro della terra. Alcune di queste dune superano gli 𝟴𝟬𝟬 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 di altezza e corrono per circa 𝟭𝟬𝟬 𝗸𝗺, chiuse tra pascoli e catene montuose. Tra capre selvatiche e gazzelle avvistate lungo il cammino, la salita fino in cima, un passo dopo l'altro nella sabbia che cedeva sotto i piedi, è stata uno dei momenti più intensi del viaggio.
Da lì la rotta è cambiata: dopo giorni spesi a scendere verso sud, abbiamo iniziato a risalire verso il 𝗚𝗼𝗯𝗶 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲 (𝗗𝘂𝗻𝗱𝗴𝗼𝗯𝗶).
Siamo arrivati così a 𝗧𝘀𝗮𝗴𝗮𝗮𝗻 𝗦𝘂𝘃𝗮𝗿𝗴𝗮, lo "𝗦𝘁𝘂𝗽𝗮 𝗕𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼": pareti di calcare e argilla alte fino a 𝟯𝟬 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶, scavate dal vento in forme che ricordano rovine di un'antica città… almeno secondo le leggende locali! E poi, il momento che ha zittito tutti: la luce del tardo pomeriggio ha acceso quelle pareti come brace, il rosso si è fatto vermiglio, il giallo oro, e per pochi minuti l'intero canyon si è trasformato in un affresco vivo, mutevole a ogni istante. Restavamo lì, semplicemente estasiati, a guardare la terra incendiarsi di luce prima che il buio la spegnesse.
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