Natura&Cultura - I Viaggi del Gufo

Natura&Cultura - I Viaggi del Gufo Studio Professionale Natura & Cultura: diffusione della cultura ambientale, ricerca naturalistica, conservazione della natura, turismo naturalistico.

Gli Anfibi sono il gruppo di vertebrati più minacciato a livello mondiale. Secondo la IUCN (Unione Internazionale per la...
16/03/2026

Gli Anfibi sono il gruppo di vertebrati più minacciato a livello mondiale. Secondo la IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) circa il 41% delle specie descritte di Anfibi sono minacciate. Come molti altri animali, gli Anfibi sono minacciati dalla perdita e dalla frammentazione degli habitat, dai cambiamenti climatici, dall'inquinamento e dalla introduzione di specie esotiche invasive. Molte specie di Anfibi, inoltre, sono minacciate anche da gravi malattie, causate dai funghi Batrachochytrium dendrobatidis e Batrachochytrium salamandrivorans, che attaccano la pelle di questi animali compromettendo la loro capacità di respirare e la funzionalità dei muscoli, cuore compreso. Queste malattie fungine hanno causato il declino di più di 700 specie di Anfibi in tutto il mondo e per esse non si è trovata ancora una soluzione definitiva.
L'interessante mostra "AMPHIBIA. La vita tra due mondi di rane, rospi e salamandre", allestita presso gli spazi espositivi di Ecomuseo del Freidano di Settimo Torinese, racconta l’affascinante vita sospesa fra due mondi – la terra e l’acqua – di rane, rospi, salamandre e cecilie. Le splendide foto e i bellissimi video dei curatori della mostra, Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli, raccontano la vita di specie di Anfibi di tutto il mondo. Dagli accoppiamenti dei rospi comuni (Bufo bufo) alle cure parentali dei geotritoni (Speleomantes sp.), dai bizzarri comportamenti riproduttivi di alcune specie esotiche al mimetismo della rana muschio (Theloderma corticale), dalle salamandre delle Alpi alle rane delle foreste pluviali, sono numerose le curiosità che vengono svelate ai visitatori, sempre con un occhio di riguardo alle problematiche di conservazione delle diverse specie. Completano l'esposizione animazioni, installazioni sonore, e alcuni Anfibi esotici (di specie non protette e nati in cattività), ospitati all’interno di terrari che ricreano il loro ambiente naturale. Consigliata!

IL VELENO DOPO LO SPARO. Il piombo nella caccia avvelena gli uccelli, l'ambiente e l'uomo.Interessantissima mostra promo...
01/03/2026

IL VELENO DOPO LO SPARO. Il piombo nella caccia avvelena gli uccelli, l'ambiente e l'uomo.
Interessantissima mostra promossa da Comune di Milano e realizzata dal Museostorianaturale_milano con il Museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo e la Società Italiana di Scienze Naturali.
Il piombo, in natura, si trova generalmente all'interno di alcuni minerali, il più comune di quali è la galena (foto 1).
All'interno dei minerali, il piombo non è pericoloso per gli organismi viventi. Ma in presenza di ossigeno, acqua e in condizioni di acidità si libera in forma ionica. Il piombo ionico passa facilmente in soluzione e può essere assorbito dalle piante, dagli animali e dai microrganismi del terreno. L'assorbimento può avvenire per via cutanea, inalazione e ingestione e, poiché il piombo e i suoi composti sono considerati neurotossine, accumulandosi negli organismi causano danni irreparabili al cervello e al sistema nervoso centrale.
La grave malattia dovuta all'esposizione al piombo si chiama saturnismo. Si manifesta con vari sintomi aspecifici (nausea, vomito, convulsioni, disturbi neuropsichiatrici, ...) e nei casi più gravi conduce a coma e morte. Non esiste un livello di esposizione al piombo noto per essere privo di effetti nocivi.
Paolo Savi (1798 - 1871), naturalista italiano, fu il primo a descrivere l'effetto del saturnismo sugli uccelli acquatici (foto 2) anche se il collegamento tra piombo ingerito e la morte degli anatidi fu accertato scientificamente solo molto tempo dopo.
Nonostante vi siano valide alternative (acciaio, bismuto, tungsteno, rame) ancora oggi le cartucce utilizzate dai cacciatori contengono centinaia di pallini di piombo. L'utilizzo di pallini di piombo è espressamente vietato solo nelle aree umide (Regolamento 2021/57 dell'Unione Europea) ma l'Italia, su questo punto, si trova in procedura d'infrazione per mancato adeguamento della normativa nazionale.
A causa dell'attività venatoria, ogni anno nell'Unione Europea vengono disperse circa 14.000 tonnellate di piombo. Per l'Italia non ci sono dati certi ma le stime più prudenziali ipotizzano che ogni anno nel nostro Paese vengono disperse alcune migliaia di tonnellate di piombo.
Dopo lo sparo, i pallini di piombo restano per molti decenni nello strato superficiale del terreno e gli uccelli possono quindi ingerirli. Il piombo delle munizioni, una volta ingerito, si dissocia in forma ionica a causa dell'elevata acidità dei succhi gastrici e, in tal modo, entra nella circolazione sanguigna e porta l'animale ad una rapida intossicazione. Si stima che ogni anno in Europa almeno 2.300.000 uccelli muoiano per intossicazione da piombo.
In particolare, i rapaci, come le aquile (foto 3), e gli avvoltoi, come il grifone (foto 4), il capovaccaio (foto 5), l'avvoltoio monaco (foto 6) e il gipeto (foto 7), si intossicano ingerendo schegge o pallini di piombo nutrendosi dei resti degli ungulati o della piccola selvaggina abbattuta dai cacciatori. Ciò dimostra quanto il piombo penetri nelle reti alimentari.
Anche l'essere umano non è esente da rischi, quando si nutre delle carni di animali abbattuti da cacciatori.
Alternative non tossiche sono già disponibili. Per tutelare uomo, fauna e ambiente è necessario evolvere verso una caccia più sostenibile.

14/11/2025

Reintroduction of 3-year old plants of Liparis loeselii at a site where it had gone extinct due to site abandonment and lack of management. Plants are in the...

27/10/2025
24/10/2025
21/08/2025
09/07/2025

📣 PARTECIPA AL CONCORSO FOTOGRAFICO "IL MIO GIARDINO BIODIVERSO"
📅 dal 7 luglio al 31 agosto
🦋 racconta la che abita spazi verdi privati o condivisi, giardini, orti, terrazzi, balconi, aiuole 🍀
ℹ️ per sapere come partecipare e per info ➡️ https://naturachevale.it/news/partecipa-al-concorso-fotografico-il-mio-giardino-biodiverso/
👉 promuove Legambiente Lombardia nel quadro del progetto LIFE NatConnect2030 e in collaborazione con Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta, Legambiente Veneto, Legambiente Emilia-Romagna APS e Legambiente Trento



Regione Lombardia ERSAF FLA - Fondazione Lombardia per l'Ambiente WWF Lombardia LIPU Comunità Ambiente Regione del Veneto Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po Regione Emilia-Romagna Aree protette, Foreste e Natura 2000 in Emilia-Romagna Parco Delta Po Emilia-Romagna Provincia autonoma di Trento - Pagina Ufficiale Regione Piemonte Piemonte Parchi Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po Fondazione Cariplo LIFE Programme NCP LIFE Italia

03/07/2025

Regione Lombardia e ATS Città Metropolitana di Milano hanno trasmesso indicazioni relative agli atti e ai materiali informativi che indicano il comportamento da tenere in caso di puntura dalle zecche.

Le Zecche, attraverso la loro puntura
che di solito è indolore, possono essere vettori di patologie.

Dove si possono trovare?
Erba, cespugli; ambienti umidi ed ombreggiati (zecche dei boschi); zone calde e asciutte con vegetazione bassa (zecca dei cani); ambienti boschivi e con erba incolta

Azioni Preventive

☑️Indossare abiti chiari, coprire le estremità, soprattutto quelle inferiori, con calze chiare (che permettono di vedere più facilmente la zecca)
☑️Utilizzare pantaloni lunghi e, preferibilmente, un cappello.
☑️Non addentrarsi in zone in cui l’erba è alta.
☑️Conclusa l’escursione, effettuare un esame visivo e tattile della propria pelle e degli indumenti, rimuovendo eventualmente le zecche presenti. Le zecche tendono a stabilirsi su testa, collo, dietro le ginocchia e sui fianchi.
☑️Trattare i propri animali domestici con appositi prodotti contro le zecche, seguendo le istruzioni riportate in etichetta.
☑️Controllare e scuotere gli indumenti prima di portarli nelle abitazioni e poi lavarli.
☑️La zecca individuata va prontamente rimossa; minore è il tempo di permanenza del parassita sull’ospite, minore sarà la probabilità di contrarre un’eventuale infezione.
☑️Utilizzare repellenti cutanei efficaci contro le zecche, seguendole istruzioni riportate in etichetta.
☑️Quando è necessario rivolgersi a personale specializzato?

Rivolgersi al proprio medico curante, soprattutto nel caso in cui si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi o si manifestino sintomi simili a quelli dell’influenza

12/06/2025

Quali cani da protezione si possono incontrare in Lombardia e come comportarsi?

I cani da protezione svolgono il loro lavoro in mezzo e nelle vicinanze delle greggi e delle mandrie. In Lombardia si possono incontrare i Mastini Abruzzesi, impiegati soprattutto per la protezione da lupo e orso degli ovini, ma adattati anche a quella di bovini a equini e altri animali, e i Pastori della Sila, introdotti in tempi più recenti e impiegati principalmente per la protezione degli ovicaprini dal lupo.
I cani da protezione lavorano in gruppi organizzati: se dovesse capitarvi di fermarvi a osservarli noterete che alcuni rimangono in mezzo alla mandria o al gregge, altri si dispongono ai margini, alcuni abbaiano e si fanno notare, altri assumono un atteggiamento molto più discreto.
Se dovesse capitarvi di incontrarli, probabilmente si avvicineranno a voi, ma una volta capito che non rappresentate un pericolo torneranno dai loro animali; tuttavia, ci sono alcuni accorgimenti che è importante adottare per evitare incidenti e per supportare il lavoro dei cani e degli allevatori.
🏃🏻‍♂️ Aggirate il gregge o la mandria
🚲 Se siete in bicicletta scendete e conducetela a mano
❌ Evitate di brandire bastoni, lanciare oggetti etc
❌ Evitate di avvicinarvi agli animali
🐶 Se avete un cane, tenetelo al guinzaglio.

Eliante, Io non ho paura del lupo e DifesAttiva hanno creato un cartello, molto leggibile e riconoscibile, che raccoglie queste semplici regole. Per approfondire, esiste anche il sito caniprotezionebestiame.it
Il cartello è a disposizione degli allevatori interessati: in Lombardia dieci allevatori hanno già adottato il cartello, sono distribuiti nelle province di Bergamo, Sondrio, Brescia e Como.

29/04/2025

Indirizzo

Via San Pancrazio, 14
Bovisio Masciago
20813

Sito Web

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