17/12/2020
Un luogo progettato per "creare incanto". Non vediamo l'ora di visitarlo dal vivo.
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Questa mattina si è svolta la conferenza stampa di presentazione del restauro e dell’allestimento della Vittoria Alata. L’evento ha permesso di sbirciare dentro la cella orientale del tempio Capitolino e di intravedere uno spazio che – ha spiegato l’architetto Baldeweg – è stato pensato per creare incanto, un luogo senza tempo, astratto, in cui la statua vive.
Alta, al di sopra di un basamento cilindrico in marmo di Botticino che invita a girarle intorno, la statua accoglie i visitatori da un lato della sala e non in posizione frontale. E’ illuminata da “Luna”, un lampada unica, progettata dall’architetto spagnolo e realizzata da Guzzini. Fa scendere dall’alto una luce senza tempo e proietta sulla parete una ellissi evocativa dello scudo perduto.
Non è sola la Vittoria alata! Le cornici architettoniche in bronzo, che anticamente ornavano le pareti del tempio, gli altari e i troni monumentali delle statue di culto, compongono geometrie quadrate sulla parete occidentale dell'aula.
Aspettiamo di vederla dal vero, per lasciarci affascinare dal fine disegno del diadema arricchito da elementi in argento; dalle piume delle ali che, pulite, hanno recuperato plasticità; dal panneggio elegante del chitone e del mantello raccolto intorno ai fianchi.
Nella fotografia la statua della Vittoria Alata restaurata nell'allestimento di Juan Navarro Baldeweg. (Archivio Fotografico Musei di Brescia/ Alessandra Chemollo)