21/03/2021
"....Sono Sardo, non vivo dentro i Nuraghe,
già da qualche millennio. Se mi chiami Pastore non mi offendo.
Sai i Pastori sono dei lavoratori nobili ed infaticabili, non conoscono riposi o ferie, e producono un oro bianco che difficilmente tu potrai comprendere.
Si parlo una lingua arcaica, una lingua nata tale, non ha avuto bisogno di essere "risciacquata" per essere considerata lingua e non più dialetto.Tu non la capisci, è per questo che tutti noi con voi parliamo l'italiano, tutti, anche quelli che denigri definendoli pastori(per questo ti rimando alla spiegazione precedente).
Sono Figlio di una cultura millenaria, di un popolo che, mentre Romolo arava un solco dove nascerà Roma, costruiva fortezze e pozzi di una bellezza geometrica perfetta. In Sardegna abbiamo università, scuole ed infrastrutture. L’unico problema sono da secoli....i predoni che ci derubano, e già questo depredare è una piaga che non è mai guarita. Siamo un popolo orgoglioso e vendicativo, si lo ammetto, ma siamo ospitali e allegri. Generosi e calorosi, e siamo gente d'onore, un onore che difficilmente il non sardo comprende e scambia per arroganza. Da noi vige il matriarcato, pensa quanto è avanti da sempre la nostra cultura, le donne sono una risorsa inestimabile e senza falsa modestia, di una bellezza ancestrale e austera. Sono sardo, si perché noi nasciamo prima sardi e poi italiani, non è snobbismo, non è arroganza, è la consapevolezza che la nostra Sardegna è nostra madre e nostro padre, sappiamo che siamo italiani, ma quando veniamo al mondo nasciamo sardi!
Sardu cun onore, cun su coru pò sempri!!!!"