30/04/2026
LA DISFIDA A DORSO D'ASINO
A Campagnano tornano i giochi equestri, grande tradizione identitaria
Domenica 3 maggio, a conclusione delle , il Corso di Campagnano tornerá ad essere la cornice esaltante del degli Asini, con le 8 contrade locali intente a disputarsi il primato cittadino fremendo e tifando per i loro campioni, somari e fantini.
Ma non tutti sanno che la tradizione dei giochi equestri (recente se si considera recuperata "solo" nel 2010" grazie alla e alle ) ha radici molto antiche a Campagnano e nel Territorio di Veio.
Già gli etruschi infatti attribuivano agli equini un ruolo simbolico molto forte, come si vede nella decorazione del vaso principale della Tomba delle Anatre di (680 aC), dove un corteo di cavalli fa da contraltare alla fila di anatre "capovolte".
Il sorprendente (coppa da vino) dalla necropoli di Via d'Avack (metá VII sec aC) riporta incise con trasportati nella stiva della nave, possibile racconto di un commercio di esemplari particolarmente pregiati allevati a Veio.
Nel VI secolo aC inoltre conosciamo un solo nome di etrusco, veiente: Plinio il Vecchio racconta di questo sfortunato "Ayrton Senna" dell'antichità, , campionissimo di Veio che morì schiantandosi con il suo carro durante una gara contro le mura della Roma dei Tarquini.
Sempre a Roma, ma nel IV sec dC, le sorti della città si giocavano più "in pista" che nel Senato: nel si svolgevano gare equestri tra quattro fazioni diverse, e quella vincitrice avrebbe avuto, di volta in volta, l'autoritá di governare l'Urbe.
Sarà un caso ma la rappresentazione su mosaico policromo dei quattro sfidanti è stata rinvenuta presso la villa imperiale sui pendii della !
(In foto, dal )
Quanti viaggiatori, , mercanti e crociati hanno condotto i loro fedeli cavalli, asini e muli lungo la via che comunemente chiamiamo , nel Medioevo, e la gara era solo una, giungere a Roma o ancor più giù, fino a Gerusalemme.
Nel è famoso l'amore di Paolo Giordano Orsini per Campagnano, ed il Corteo Storico che si svolgerà domenica è ispirato a una sua visita nel feudo. Ma è altrettanto nota una indetta dallo stesso Duca nella Valle di Santa Lucia, ai piedi settentrionali del Castello, nel dicembre del 1556, in onore della sua Isabella.
Anche i , Principi di Campagnano dal 1661, da bravi senesi erano grandi appassionati di corse di cavalli, e trovarono pane per i loro denti a Campagnano: dalla metà del '700 troviamo nei documenti le descrizioni delle campagnanesi, sempre corredate da giostre equestri e caroselli.
Ancora nel MAP - Museo Archeologico del Pellegrino - Campagnano sono conservate le mangiatoie dei cavalli di un reparto di , stanziati a Campagnano a inizio '800 per reprimere il banditismo e gli assalti alle carrozze postali lungo la Via Cassia.
Infine, per festeggiare la fine della Seconda Guerra Mondiale i campagnanesi, memore delle proprie tradizioni, indissero una corsa di cavalli lungo la locale Via del Salvatore, ma evidentemente il tracciato era divenuto pericoloso e qualcuno rischiò di farsi male. Per l'anno successivo scelsero di correre in terreni a nord del paese, in località , di proprietà della famiglia Pesci. In men che non si dica ne nacque un ippodromo, dove nel 1951 si svolsero anche corse automobilistiche fino alla conversione definitiva in dal 1957.
Oggi questa lunga esperienza ancora vive a , erede di un territorio antico che vive le tradizioni e le proietta nel futuro.
Viva il Palio, viva le Contrade, viva Campagnano!