Piccola Valle di Dio - Caprese Michelangelo

Piccola Valle di Dio - Caprese Michelangelo La valle di Caprese Michelangelo, quella che per la sua bellezza e la sua serenità è stata chiamata "La piccola valle di Dio"

Lo stagno delle Strosce, tra i Prati della Regina
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Stradina tra le ginestre
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Dai Prati della Regina verso la Valtiberina
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Primavera tra i castagni
17/05/2026

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12/05/2026
Il Monastero abbandonato nella Foresta, la Peste, Giulia e la Madonna.Di Enzo BaccanelliLa chiesa della Madonna della Se...
06/05/2026

Il Monastero abbandonato nella Foresta, la Peste, Giulia e la Madonna.
Di Enzo Baccanelli

La chiesa della Madonna della Selva si trova non molto distante dal paese di Samprocino (o Selva Perugina), solitaria nel mezzo di un millenario bosco di castagni.
Fu in questo luogo che, nel 1225, sorse uno dei primi conventi dell'Ordine dei Servi di Maria, allora nascente, e proprio nel convento, nel 1261, si svolse il primo capitolo. In quell'occasione i frati presero la decisione di trasferirsi nell'allora emergente nuova città di Borgo del Santo Sepolcro. Così, dopo poco tempo, il convento venne abbandonato e la foresta riconquistò il suo silenzio e la sua solitudine. Le strutture andarono in rovina e rimase solamente, unica testimonianza, una piccola ca****la coperta modestamente di lastre, all'interno della quale era conservata un'immagine raffigurante la Madonna con il bambino.
Nel 1630, come quasi tutta Italia, la Valtiberina fu colpita dalla peste (si tratta della peste descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi) e la comunità di Caprese pose delle guardie al confine con la vicina località del Ponte alla Piera (Anghiari), una delle zone più colpite, in modo che le persone di quella zona non propagassero la malattia nel suo territorio. Le guardie, addirittura, per trovare riparo dal freddo, violarono la piccola ca****la e, proprio sotto l'immagine della Madonna, accesero in più occasioni un fuoco per scaldarsi. Il quadro non subì alcun danno.
Fu quattro anni dopo, terminata la peste, che avvenne il vero miracolo: la Madonna apparve in più occasioni ad una donna del luogo, di nome Giulia, che tutte le mattine si recava nella ca****la sperduta nel bosco per recitare il rosario. A seguito anche di alcune guarigioni miracolose, e poiché la testimonianza di Giulia venne ritenuta attendibile (a quell'epoca c'era la Santa Inquisizione), venne eretto, al posto dell'umile ca****la, il santuario della Madonna della Selva. Fu realizzato nello stile dell'epoca, il barocco, con una fastoso altare. All'interno di questo rimane, come nella precedente umile ca****la, l'immagine della Madonna.
Al di fuori il magnifico e solitario bosco di castagni, come nel 1200 e nel 1600.

La verde erba di Caprese ed il re TOTILA.Di Enzo Baccanelli Anno 535: l'Impero romano d'Occidente è finito da quasi sess...
01/05/2026

La verde erba di Caprese ed il re TOTILA.
Di Enzo Baccanelli
Anno 535: l'Impero romano d'Occidente è finito da quasi sessant'anni, la civiltà europea è regredita di secoli. Le città, svuotate, sono lo scheletro di sé stesse: Roma, la grande metropoli, è passata da un milione e mezzo a 25.000 abitanti. L'Italia è occupata, dal 488, dal popolo barbarico degli Ostrogoti, o Goti, quando Giustiniano, imperatore dell'Impero Romano d'Oriente, o bizantino, che sopravviverà per un altro millennio, decide di riportarla alla romanità. Scoppia così la guerra gotica, che porterà nuove distruzioni all'Italia. Guidati dal loro re Totila i Goti resistono vittoriosamente. La storia è scritta dai vincitori, in questo caso i bizantini, e Totila è descritto come feroce e spietato. In realtà, anche se per conquistarsi il consenso, libera gli schiavi e distribuisce le terre ai poveri. Alla fine Giustiniano manda un nuovo generale, Narsete, che affronta il re a Busta Gallorum, identificato nei pressi di Gualdo Tadino, in Umbria. Totila ha la peggio e fugge verso nord, ma viene ferito. Giunto "ad Capras" muore. Ecco la leggenda (Tratta da C. Lapucci " Le leggende della terra Toscana", Firenze 2011, pag. 210):

Quando Totila divenne re degli Ostrogoti dentro di sé sorrise alla profezia che lo tormentava. Una strega gli aveva predetto che sarebbe morto sul manto di una capra.
Consolidò il suo regno, sconfisse i greci [altro nome dei bizantini], prese Roma e divenne signore di quasi tutta l'Italia dimenticandosi di quello che aveva detto la strega.
Quando sbarcò in Italia Narsete le cose però cambiarono: Totila si scontrò con le truppe greche a Gualdo Tadino dove venne sconfitto e cercò scampo nella fuga. Fuggì in Toscana ma venne ferito.
I cavalieri goti si fermarono per curare il sovrano che aveva perduto molto sangue, lo curarono e lo fasciarono ma Totila stentava a riprendersi.
Accorsero alcuni pastori che guardavano increduli e il re chiese loro:
" In che terra sono giunto?"
" A Caprese", gli rispose il pastore.
Totila allora prendendo un ciuffo d'erba tra le mani disse:
" Ecco il manto della capra sopra il quale devo morire".
Subito dopo spirò.

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La primavera nel castagneto
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Indirizzo

Castello
Caprese
52033

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