Movimento Scout Gruppo Capua - La strada, la storia

Movimento Scout Gruppo Capua  - La strada, la storia Su una nuova "strada", verso nuove mete.

“Semel scaut, semper scaut”
E’ il motto che ha orientato molte scelte della nostra vita e che oggi, a distanza di anni, ci ha fatto di nuovo ritrovare, adulti, ad intraprendere insieme un cammino.

21/05/2024

Ricorre oggi l’onomastico di Vittorio al quale dedico il mio più affettuoso e riconoscente augurio … ❤️

15/10/2022
13/12/2020

La pagina "Agesci Capua 1°" da oggi modifica il proprio nome in "Movimento Scout Capua 1° - La strada, la storia".
I motivi che hanno determinato questa variazione, nel nome ma non nella sostanza, sono essenzialmente due:
1) Evitare di interferire con il gruppo scout che svolge una regolare attività.
2) Rimarcare, ricordare e condividere, attraverso le immagini e i racconti, la nascita, la vita, gli episodi e i valori, quindi la storia, degli oltre 70 anni di scoutismo a Capua.
Continuate a seguirci e a pubblicare i momenti della vosra vita di Scout del Gruppo Capua 1°

29/11/2014
Le considerazioni di Antonio Gianfrotta sulla Giornata a Pescocostanzo del 19 ottobre.TUTTI A PESCOCOSTANZO Ritrovarsi, ...
06/11/2014

Le considerazioni di Antonio Gianfrotta sulla Giornata a Pescocostanzo del 19 ottobre.

TUTTI A PESCOCOSTANZO
Ritrovarsi, incontrare vecchi e nuovi amici che hanno condiviso e condividono gli ideali dello scoutismo, è sempre motivo di grande gioia. L' " uscita " di Pescocostanzo del 19 ottobre è stata certamente un grande successo. Eravamo in tanti, accomunati dal medesimo spirito di fratellanza che ci portò, in età giovanile, ad intraprendere il camminio formativo tra gli scouts. Ci siamo fermati davanti alla tomba di Vittorio in mesto raccoglimento, in un'atomosfera di tangibile commozione. Ognuno di noi conserva, nella propria memoria, ricordi ed esperienze indimenticabili, il tutto legato alla figura del Capo che ci ha guidati per tanti anni.
Non è mancato il momento di allegria intorno alla tavola imbandita per gustare le "prelibatezze" preparate per l'occasione dall'ottimo Tonino e dai suoi.......assistenti .
Insomma, a questo punto non rimane altro da dire : Arrivederci a presto !
Antonio Gianfrotta

Per i nostri giovanissimi scout, oggi è stata la giornata della prevenzione. Con l'aiuto dei volontari della Protezione ...
26/10/2014

Per i nostri giovanissimi scout, oggi è stata la giornata della prevenzione. Con l'aiuto dei volontari della Protezione Civile, hanno appreso come affrontare le insidie della casa, delle strade e come difendersi dalle calamità naturali.

07/10/2014

LA METAFORA DELLO ZAINO, OVVERO L'ARTE DI PREPARARSI ALLA VITA. (da Tradizione & Spiritualità scout)

Spesso, quando parlo con chi è interessato ai miei viaggi e alle mie esperienze, mi capita di utilizzare la “metafora dello zaino” per illustrare un mio pensiero ricorrente sulla vita e sull’utilità delle cose.

Lo zaino, che per quanto mi riguarda è l’unico modo sensato di trasportare i miei bagagli in viaggio, e per cui mostro un affetto quasi cameratesco, mette a mia disposizione una ovvia capacità limitata, sia in termini di ingombro (volume) che di peso trasportabile.

Anche se posso trovare un po’ di spazio aggiuntivo appendendo oggetti all’esterno, e con un po’ di esercizio mi posso abituare a pesi sempre maggiori sulle spalle, ci sono comunque dei limiti che non ha senso oltrepassare per non trasformare qualsiasi camminata di pochi passi in una autentica tortura.

Per il giro del mondo #1, ad esempio, ero partito con uno zaino ordinatissimo che pesava tredici chili. Sei mesi dopo sono tornato con uno zaino che ne pesava più di venti, con scarpe, giacca e sacco a pelo agganciati fuori, e quello probabilmente era il mio limite massimo di comfort.

Ora, proprio in conseguenza della sua capacità limitata, lo zaino ci costringe a valutare l’utilità del nostro bagaglio e diventa in qualche modo un metro di giudizio, un filtro.

Tra due magliette colorate, per esempio, una delle quali può essere indossata solo con un particolare paio di pantaloni, mentre l’altra con tutto, prediligo la seconda, perché è più versatile.

Non porto un maglione di lana grosso e pesante per prepararmi al freddo, ma preferisco un sottile e altrettanto caldo maglioncino di micropile, perché è più leggero e meno voluminoso.

Alle scarpe belle ma delicate scelgo piuttosto un paio di calzature robuste con cui posso camminare, andare in montagna e magari andarci pure a ballare.

(Poi ci sono gli oggetti che servono una volta in tutta la vita, ma sono insostituibili. Un mezzo rotolo di carta igienica nel momento del bisogno e si riscopre la propria fervente religiosità, ve lo garantisco, ma questo è un altro discorso)

Una volta stabilito il nostro personale e specifico criterio di utilità, lo zaino agisce come un filtro: non importa il nostro attaccamento agli oggetti, la loro marca o il loro costo, quello che rimane fuori dallo zaino è meno utile di quello che entra. Punto.

Chris McCandless, conosciuto anche come Alex Supertramp, lo sfortunato ragazzo divenuto inconsapevole protagonista di “Into the wild”, sembra che una volta abbia scritto sul suo diario: “un uomo dovrebbe possedere solo ciò che riesce a trasportare in uno zaino a passo di corsa“. A me non piace correre e preferisco di gran lunga camminare, ma credo che il punto sia chiaro: se possiamo affrontare un viaggio di mesi solo con quello che portiamo in uno zaino, allora quello che ne rimane fuori è tutto superfluo.

Preparare uno zaino è un’arte sottile su cui un giorno scriverò sicuramente qualcos’altro, ma qui non voglio parlare di bagaglio, bensì di vita.

Perché in fondo, non trasportiamo noi stessi dei grossi bagagli, costantemente addosso, sulle nostre spalle?

Noi tutti procediamo lungo le strade delle nostre esistenze, raccogliendo nel frattempo oggetti, sensazioni, ricordi, progetti, emozioni, idee, passioni, sentimenti, aspettative, relazioni, voci, timori.

Accumuliamo dentro e fuori di noi cose su cose, gettandone via poche e solo raramente, e dopo anni magari non ci rendiamo nemmeno conto di quanto “il nostro zaino” sia diventato pesante e ingombrante, di quanto ci ostacoli il cammino, forse fino al punto da schiacciarci al terreno e impedirci di proseguire.

Allora fermiamoci un momento, facciamo il punto della situazione, e controlliamo il nostro bagaglio!

Dal mio zaino di viaggio ideale vorrei sicuramente scaricare tutti i pesi inutili, per tenere solo ciò che ho di leggero, utile e importante, e lasciare tanto posto alle cose nuove che sicuramente verranno: così dovrei fare anche con me stesso.

Scelgo quindi di portare con me la prudenza, ma non le paure.
L’apertura mentale, non il pregiudizio.
L’entusiasmo, ma non le illusioni.
Il coraggio, non l’incoscienza.
Porto sicuramente i desideri, la passione e tutti i miei sogni, ma lascio i pesi del passato a casa.
Le mie convinzioni, le mie idee e i miei progetti, non le aspettative altrui.
Il silenzio, non il rumore.
L’amore, non la diffidenza.

Ecco, se la vita è un viaggio, allora è decisamente meglio viaggiare leggeri, voi non trovate?

Carissimi,vi inviamo il documento finale della Carta del coraggio elaborato e votato a San Rossore durante la Route Nazi...
23/09/2014

Carissimi,
vi inviamo il documento finale della Carta del coraggio elaborato e votato a San Rossore durante la Route Nazionale, che raccoglie il frutto del cammino delle comunità R/S, collocandosi intrinsecamente dentro a tutto il percorso della route e in particolare nel Capitolo nazionale.
Lo restituiamo, certi che insieme sapremo da qui partire per confrontarci con la novità del tempo che ci attende.
La Carta del Coraggio andrà consegnata alle istituzioni locali, alla Chiesa e alle realtà del vostro territorio con cui siete entrati in relazione durante l’esperienza del Capitolo nazionale.
Vi chiediamo tuttavia di aspettare a diffonderlo, per farlo in maniera coordinata all’interno di un percorso condiviso a livello di zona e coordinato a livello regionale.
Vi chiediamo inoltre di fare riferimento sempre a questo documento tutto intero: comprendente la Carta e l'introduzione, che ne traccia il senso all'interno di un percorso, proponendo una chiave di lettura utile nel momento in cui la Carta sarà diffusa all’esterno della nostra associazione.
Siamo certi che tutti sapremo essere custodi di questo percorso, valorizzando le parole nuove che i ragazzi ci hanno detto.

Buona strada.

Elena Bonetti, Sergio Bottiglioni, padre Giovanni Gallo
IINN e assistente ecclesiastico nazionale alla branca R/S

LA CASA DI PESCOCOSTANZO. CURA E MANUTENZIONE.Su invito di Antonio GianfrottaAncora immagini della casa di Pescocostanzo...
06/09/2014

LA CASA DI PESCOCOSTANZO. CURA E MANUTENZIONE.
Su invito di Antonio Gianfrotta

Ancora immagini della casa di Pescocostanzo, questa volta per richiamare l'attenzione dei tanti che ci seguono e che di questo luogo conservano ricordi indelebili.
Questa casa, tanto cara al compianto Vittorio, ha bisogno di ...aiuto. Un aiuto che le consenta di continuare a vivere ed ospitare le attività scout sia estive che invernali.
E' per questo che faccio appello alla sensibilità e alla generosità dei tanti amici che ci seguono, affinchè con dei contributi, anche modesti, si possano reperire i mezzi necessari alla sopravvivenza della struttura. Allo stato attuale, esiste già un gruppo di "ragazzi" di ieri e di oggi, che sostiene la causa, ma le risorse sono sempre molto limitate.
Vi ringrazio e saluto tutti affettuosamente.

LA VERA FELICITA' E' RENDERE FELICI GLI ALTRI.
18/08/2014

LA VERA FELICITA' E' RENDERE FELICI GLI ALTRI.

L'abbiano vista nascere, passato riunioni insieme allo staff su come proporla ai nostri ragazzi, li abbiamo incoraggiati supportati e soprattutto creduto prima di loro a questo stupendo progetto ch...

Indirizzo

Capua
81043

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