Invasioni Irpine

Invasioni Irpine Invasioni Irpine è un nuovo modo di scoprire l'Irpinia: invadere è lanciarsi in un'avventura di scope

16/11/2024

Ci eravamo lasciati per un po’ ma siamo pronti per una nuova tappa:

“Invasione Irpina” a Conza della Campania e Sant’Andrea di Conza..

È stata scelta questa data perché ricade il giorno dopo l’anniversario del terremoto dell’80 e, come molti sanno, Conza della Campania è stato uno dei comuni più danneggiati dal sisma, obbligando la popolazione ad abbandonare il vecchio centro abitato per ricostruirlo a qualche km di distanza..

La visita comincerà alle ore 10 proprio dal borgo abbandonato di Conza dove, nello stesso posto, si trova il parco storico ed archeologico della Compsa di età romana..

Ultimata la visita (intorno alle 11:30) ci dirigeremo presso l’oasi del wwf alla scoperta delle biodiversità con oltre 140 specie di uccelli acquatici e la variegata vegetazione palustre..

Ci fermeremo un’oretta per il pranzo a sacco (chi vuole può provvedere diversamente) prima di dirigerci a Sant’Andrea di Conza che dista pochi km dal primo comune.

La visita di Sant’Andrea, candidata a capitale della cultura 2027, comincerà per le 13:30 (circa) e vedrà interessato tutto l’affascinante borgo con i ruderi del convento dei frati francescani, l’episcopio, il vecchio mulino e i bellissimi vicoli che caratterizzano il comune alto irpino..

Non ci resta che darvi l’appuntamento al 24.

Ps: l’evento è totalmente libero e gratuito, può parteciparvi chiunque senza preavviso o adesione alcuna.

Domenica 1 ottobre, in collaborazione con la Pro Loco Ansanto, “invasione irpina” nel caratteristico borgo di Rocca San ...
21/09/2023

Domenica 1 ottobre, in collaborazione con la Pro Loco Ansanto, “invasione irpina” nel caratteristico borgo di Rocca San Felice. Appuntamento alle ore 10 presso la Mefite per una passeggiata intorno al lago cantato da Virgilio nell’Eneide. Comprenderemo la formazione di questo laghetto sulfureo, il culto della dea Mefite e le leggende che riguardano questo posto davvero suggestivo. Ultimata la visita ci dirigeremo nel centro di Rocca dove, ai piedi del secolare tiglio, terremo un pranzo tipico della cucina irpina (10€ antipasto e primo - prenotazione obbligatoria entro venerdì 29 settembre al numero 3276112259). Finito il pranzo ci perderemo nei vicoletti del bellissimo borgo dell’alta Irpinia, visiteremo la chiesa di Santa Maria Maggiore, il museo civico, ammireremo gli antichi edifici signorili che accompagnano il visitatore alla Rocca da dove è possibile lanciare lo sguardo sulla fantastica valle d’Ansanto e sulla catena dei Monti picentini che si stagliano dinanzi a noi.

30/12/2022
01/09/2020

Un buongiorno a tutti gli “invasori” e non...

Con il presente post ci teniamo a comunicarvi che le “Invasioni Irpine” non sono finite, anzi, quest’anno stavamo per ripartire più forti che mai (ricorderete la tappa di Solofra quasi organizzata e saltata per il lockdown).

Capirete che il motivo di questa lunga pausa è proprio l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e che, col senno di poi, ci ha dato ragione visto il nuovo aumento dei contagi.

Teniamo più di ogni altra cosa alla scoperta e alla valorizzazione del nostro territorio e, allo stesso tempo, alla sicurezza e alla salvaguardia degli “invasori” e dei cittadini dei paesi che gentilmente hanno il piacere di accoglierci ora e in futuro.

Per questo sappiate che siamo solo in pausa, una lunga pausa, ma l’Irpinia ci aspetta e noi aspettiamo tempo miglior per continuare a invaderla in lungo e in largo.

Ricordiamo che “Invasioni Irpine è un progetto social (il primo) nato nel 2014 per raccontare la provincia di Avellino. Si tratta di un viaggio continuo alla scoperta dell’Irpinia: partecipando liberamente, incontrando chi la vive da sempre, questa terra, possiamo entrare in contatto con lo spirito più autentico delle piccole realtà locali. Un’invasione – pacifica e gioiosa – è un’occasione unica per andare alla scoperta della cultura locale, della storia, delle bellezze architettoniche, dei sapori, dei profumi, documentarla, raccontarla, condividerla. Grazie al web, ai social network, infatti, possiamo regalare a tutti i curiosi navigatori della rete un assaggio della provincia, incuriosirli, invitarli a ve**re a toccare con mano il nostro piccolo mondo.

14/04/2020

Eravamo pronti per una nuova stagione di "invasioni irpine", il primo format nato sui social per portare decine e decine di giovani alla scoperta di ogni singolo comune della nostra amata Irpinia.

Solo una grave emergenza sanitaria poteva fermarci ma il nostro invasore Santucci ha ben pensato di realizzare questo bellissimo video che riassume tutte le 69 tappe svolte finora e non solo, questo video serve prima di tutto a far scoprire le bellezze dei comuni "invasi" finora ed è un invito a tutti voi ad unirvi a noi a questo evento totalmente gratuito nato solo per valorizzare la nostra terra.

Ti aspettiamo alla prossima "invasione irpina" e sarà bellissimo!!!

Dopo un bel pò di ritardo finalmente riusciamo a caricare le foto dell'invasione Sturno.Come spesso è accaduto alle inva...
16/12/2019

Dopo un bel pò di ritardo finalmente riusciamo a caricare le foto dell'invasione Sturno.
Come spesso è accaduto alle invasioni la pioggia accompagna la nostra pausa pranzo mentre siamo seduti a degustare le prelibatezze del posto, e anche stavolta è stato così, non appena finiamo di pranzare il sole compare tra le nuvole ed un affascinante arcobaleno si proietta dinanzi a noi sulla valle dell'Ufita.

Quindi, con quel timido sole, ci dirigiamo a Sturno, conosciuta come “la cittadella dello sport” grazie ai suoi numerosi impianti sportivi, dai campi di calcio e calcetto, alle piscine ma soprattutto al liceo scientifico con indirizzo sportivo e alle numerose attività che si conducono nel paese e di cui ne parleremo proprio in quella giornata.

Ci troviamo in piazza municipio dove ad accoglierci troviamo l'amica Mariafranca Siconolfi nonchè consigliera comunale e il professore, nonché geologo, Michele Sisto che ci accompagna per tutto il pomeriggio.
La prima tappa del tour la al palazzo dei baroni Grella con l’annesso giardino e la vicina villa baronale, esempio di giardino gentilizio, con sequoia secolare.

Visitiamo la ca****la della Madonna della Neve e ci dirigiamo in piazza Michele Aufiero dove insiste il palazzo scolastico ad esso dedicato; questo illustre personaggio è divenuto famoso in seguito a un'invanzione che ha dato un grosso contribuito innovativo all'automobile: il clacson.

Sulla stessa piazza si erge maestosa la nuova chiesa di San Michele che conserva al suo interno diverse opere d’arte che avremo il piacere di ammirare.

Ammiriamo la “fontana re la chiazza” girando per i vicoli e gli slarghi di questo borgo nato all'incirca un secolo fa dall'ormai nota scissione dal comune di Frigento.

Un paese proiettato al futuro dedicando gran parte delle proprie attività allo sport; sturno infatti è stata spesso sede di allenamento della squadra dell'Avellino Calcio, del Bari e di tantissime squadre delle serie principali.
Le sue piscine, una fase di ristrutturazione ed il liceo scentifico ad indirizzo sportivo, le fanno attribuire, senza ombra di dubbio, l'appellativo di "cittadella irpina dello sport".

Foto degli invasori: Raffaele Ciminera, Pascal Melchionna, Fabrizio De Marco, Felice De Dominicis

Per la 68esima tappa delle Invasioni Irpine tocchiamo la terra dell'olio Ravece, nell'antica Baronia di Vico, esattament...
19/11/2019

Per la 68esima tappa delle Invasioni Irpine tocchiamo la terra dell'olio Ravece, nell'antica Baronia di Vico, esattamente nel comune di Carife, uno di quei borghi del quale sei convinto che basti qualche ora per visitarlo ma, una volta che ci sei, ti chiedi dove pernottare per poterlo vedere tutto e bene anche nei giorni a seguire.

Dopo un mese di intensa pioggia ancora una volta "gli invasori" portano il sole, forse un pò timido dietro le nuvole ma tanto da rendere ancora più piacevole la visita.
Cominciamo il tour da piazza San Giovanni Battista dove, ad accoglierci, ci sono la nostra amica Fabiana, vicepresidente dell'associazione "gli amici de lu callar" e la nostra guida Raffaella Maiullo che ci accompagnerà per l'intera mattinata alla scoperta del borgo.

Ci incamminiamo subito verso le antiche grotte che una volta fungevano da cantine e ci dirigiamo verso la zona panoramica dalla quale è possibile ammirare un panorama mozzafiato su tutta la Baronia e volgere lo sguardo alla bella dormiente del Sannio.
Svicolando per il paese, esattamente nella zona chiamata "i fossi", proprio per la presenza di numerose grotte presenti nel sottosuolo, giungiamo alla vecchia chiesa di San Francesco con annesso convento, probabilmente edificato nel 1700, al cui interno sono custodite numerose statue e diverse opere d'arte.

Lasciamo la chiesa e ci dirigiamo nuovamente alla chiesa di San Giovanni Battista, facendo prima una tappa presso una cantina aperta e gestita da un'associazione carifana e un'altra tappa presso un vero e proprio banco dei pegni dell'epoca.

Ritorniamo in piazza ed ammiriamo la maestosa chiesa dedicata a San Giovanni Battista con le sue numerose opere d'arte tra le quali spicca il bellissimo affresco sotto il soffitto.

Da qui, passando per il portale dell'antico convento convento di Carife, ci dirigiamo verso una vera e propria chicca del paese, e ci teniamo a farlo anche un pò nostro, dell'intera Irpinia: il MAC, museo archeologico di Carife che conserva monili, oggetti e svariati ritrovamenti archeologici che vanno dalla preistoria fino ai nostri giorni.
La visita diventa ancora più spettacolare quando scopriamo che a farci da guida (senza nulla togliere alla nostra cara amica Raffaella) è il mitico prof. L***a, archeologo e insegnante di storia il quale ha partecipato attivamente alle campagne di scavo nel territorio carifano e quindi con tutta la passione ci ha trasmesso tutta la sua conoscenza.... talmente tanta passione che siamo costretti a fargli cenno di accelerare i tempi noi da un lato e la moglie dall'altro (al telefono) per non ritardare la tabella di marcia.

Tabella che vede nella prossima tappa un salto alla chiesa dell'Addolorata e ai vicini scavi archeologici dove, qualche decina di anni fa, venne scoperta parte di una necropoli di età romana.

Qui siamo costretti ad essere più veloci nella visita perchè una piccola nuvola ci minaccia... ma non era una minaccia, era un'invito a recarci presso la sede dell'associazione "gli amici de lu callar" dove ad attenderci c'era tutta la squadra dei soci con bruschette e focaccie pieno di Olio Ravece appena franto...

E con tanti sorrisi e con una pancia piena salutiamo gli amici di Carife con la promessa che ritorneremo per visitare altri posti panoramici del paese e fare una piccola escursione trekking alle sorgenti (che abbiamo saltato per motivo di tempo.

Foto degli invasori: Raffaele Ciminera, Damiano Santoriello, Pascla Melchionna, Fabrizio De Marco, Guido Esposito, Felice De Dominicis.

Dopo diverse collaborazioni con il Fai Giovani di Avellino, tra contest di fotografia, uscite fotografiche e passeggiate...
07/11/2019

Dopo diverse collaborazioni con il Fai Giovani di Avellino, tra contest di fotografia, uscite fotografiche e passeggiate alla scoperta della nostra terra, finalmente siam riusciti ad organizzare una “invasione irpina” insieme.
“Invasione Fai d’autunno” è il nome scelto per questa giornata nella bellissima cornice di Volturara Irpina, potendo dare spazio a quello che è alla base delle nostre associazioni: arte, storia, paesaggi e natura.

La tappa comincia da Piazza Roma con i ragazzi del Servizio Civile Nazionale della Pro Loco e del Comune a farci da guida.

La prima sosta è presso la chiesa di San Nicola di Bari, una delle più grandi strutture religiose più grandi della provincia. Scopriamo tutte le sue bellezze, le sue numerose opere d'arte e gli affascinanti affreschi sul soffitto. All'esterno la maestosa scalinata in pietra da risalto alla sua facciata e alla sua imponente torre campanaria.
Ultimata la visita alla chiesa ci soffermaiamo sulla vicina fontana dei “tre cannuoli” e l'antico tiglio.

Ci incamminiamo nello spettacolare centro storico restando affascinati dai vicoletti e dai bellissimi slarghi che esso ci riserva e arriviamo in una zona panoramica da dove ammiriamo tutto il borgo, la piana del dragone e, alle nostre spalle, la collina dove si ergeva il maestoso castello oggi, purtroppo, non in condizione ottimali.

Ripercorriamo il centro storico per recarci presso la strada ferrata per l’arrampicata, la prima sita nella regione Campania; da qui partono anche diversi sentieri del CAI.

Da qui riscendiamo nel centro del paese per recarci al museo etnografico che conserva un notevole patrimonio culturale della civiltà contadina del popolo della Piana del Dragone.

Non poteva mancare un’invasione culinaria in un ristorante della zona per degustare i prodotti tipici del territorio. La struttura che invaderemo sarà “la taverna moracese” che ci ha deliziato con un ricco e succulento menù con prodotti tipici del territorio.

Dopo pranzo la visita riprende in una delle aziende produttrici del fagiolo quarantino, vera eccellenza culinaria volturarese nonchè presidio slowfood; l'azienda in questione è Casa Maddi.
Scopriamo ogni singolo passaggio della produzione di questo legume che tende ancora oggi a tenere viva l'antica tradizione.

Salutiamo dunque la gentilissima Geraldina per l'accoglienza in azienda e ci dirigiamo presso la piana del gradone dove incontriamo, finalmente, gli amici del FAI giovani che, con tutta la gioia di questo mondo, troviamo super impegnati con i numerosi ospiti accorsi a visitare le meraviglie di questo posto.

Questa piana è nota per la “bocca del dragone”, un inghiottitoio che assorbe circa 900 litri di acqua a secondo in condizioni normali (formatosi a seguito del terremoto del 5 Dicembre 1456 ), punto d'inizio di una complessa rete idrografica sotterranea, dove le acque della piana defluiscono fino a perdersi negli oscuri meandri calcarei della montagna.
Attendiamo il tramonto in questa bellissima valle circondata da verdi colline e ci diamo appuntamento alle prossime invasioni alla scoperta della nostra terra....

Foto degli invasori: Alessandra Vega, Antonio Michele Renzulli, Gianni Santucci, Fabrizio De Marco, Michele Colucciello, Felice De Dominicis

01/11/2019

Un assaggio di ciò che vedremo domani al carcere borbonico di Avellino...

Il pomeriggio di domenica 29 settembre gli invasori invadono Venticano, prima frazione di Pietradefusi e solo da qualche...
18/10/2019

Il pomeriggio di domenica 29 settembre gli invasori invadono Venticano, prima frazione di Pietradefusi e solo da qualche anno divenuto paese autonomo, motivo per il quale, come tengono a ricordare i venticanesi stessi, non c'è molta storia da raccontare ma è un popolo che si fa comunità e tende ad inventarsi sempre nuove sfide per salire alla ribalta.

Ci incontriamo nei pressi del municipio, dove ad accoglierci troviamo il sindaco, la vicesindaco e Vittorio Ciarcia che, da buon attivista del Fai Giovani Avellino ci fa da guida per l'intera giornata.
Un breve escursus sulla storia di Venticano e ci dirigiamo verso l'antico pozzo situato in una piazzetta dove insistono ancora vecchie abitazioni.
Poi ci spostiamo nuovamente nei pressi del municipio e della villa comunale dove, alle sue spalle, si erge maestoso il teatro comunale che ogni anno ospita numerose rassegne.
Ripercorriamo ciò che era l'antica via delle Puglie per dirigerci verso il Palazzo Ambrosini dove visse la "serva di Dio" Rachelina Ambrosini per la quale, da qualche anno, è aperta la causa di beatificazione.
In questo palazzo è possibile ammirare la sua stanza così com'è stata lasciata dopo la sua morte all'età di 16 anni; e non solo, tra le sue pareti risiede la fondazione ad essa dedicata, impegnata in numerose missioni umanitarie soprattutto in Africa.

Sorpresi ed emozionati per quest'ultima tappa ci dirigiamo verso la zona PIP di Venticano per invadere una delle eccellenze del nostro territorio: il prosciutto Ciarcia, dove il nostro amico ci accompagna alla scoperta di tutti i processi produttivi della sua azienda e ci delizia con una squisita degustazione dei suoi pregevoli prodotti.

Foto degli invasori: Raffaele Ciminera, Vito Galgano, Fabrizio De Marco, Felice De Dominicis

La ripresa delle invasioni, dopo una lunga estate ricca di interessanti e bellissimi eventi in giro per tutta la nostra ...
17/10/2019

La ripresa delle invasioni, dopo una lunga estate ricca di interessanti e bellissimi eventi in giro per tutta la nostra provincia, finalmente ripartono e, in tempo di vendemmia, non potevamo non dedicare questa tappa a uno dei borghi irpini del vino, Taurasi, che ha dato, appunto, il nome ad uno dei vini più buoni e premiati d'Italia.

Domenica 29 settembre gli invasori si son dati appuntamento sotto la scalinata antistante la porta di accesso al vecchio borgo e qui hanno incontrato la loro guida Flavio Cataldo, illustre archeologo che ha accmpagnato la banda alla scoperta delle bellezze di questo noto paese della media valle del Calore.

La giornata cominciava con la visita della chiesa del Ss Rosario e dell'annesso convento di San Domenico Maggiore che ospita gli uffici comunali ed il museo archeologico.

Ultimata questa prima visita gli invasori si dirigevano presso la Cantina Antonio Caggiano dove hanno avuto il paicere di incontrare il rinomato imprenditore vitivinicolo amante ed appassionato, come noi, dell'Irpinia e della fotografia.
Hanno ammirato la struttura ed i suoi vigneti con l'ottimo Angelo che è stato capace di appassionare, con la sua guida, anche gli astemi (forse uno) del gruppo.

Si ritornava così verso il centro storico del paese, passando questa volta per una passerella in periferia dalla quale si ammirava la maestosa parete rocciosa sul quale l'intero borgo venne edificato.
Ancora qualche passo ed eccoci di fronte alla seconda porta di accesso al borgo e da qui, la serie di vicoli a spina di pesce attiravano la curiosità di tutti gli invasori.

Svicolando per il centro si ritrovavano davanti alla chiesa madre dedicata al patrono San Marciano, in fase di restauri quindi non visitabile, e a pochi passi dal castello dove trovavano ad accoglierli si trovava l'architetto Casparriello, pronto ad accompagnare gli invasori a scoprire la storia di uno dei castelli più belli d'Irpinia.
Nelle mure della struttura anche una piacevolissima sorpresa, Paul Balke, noto giornalista ed editorialista olandese si presenta a noi con il suo amore per la nostra terra e con la sua passione per il pianoforte, deliziandoci con note che rendono ancora più suggestiva la visita.

Si faceva ora di pranzo e gli invasori abbandonavano il centro del paese per dirigersi presso il ristorante l'archetto, dove un ottimo servizio ed uno squisito menù a base di prodotti tipici irpini decretava la fine della giornata taurasina.

Foto degli invasori: santoriello de marco galgano de dominicis

Indirizzo

Carife
83040

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