19/11/2019
Per la 68esima tappa delle Invasioni Irpine tocchiamo la terra dell'olio Ravece, nell'antica Baronia di Vico, esattamente nel comune di Carife, uno di quei borghi del quale sei convinto che basti qualche ora per visitarlo ma, una volta che ci sei, ti chiedi dove pernottare per poterlo vedere tutto e bene anche nei giorni a seguire.
Dopo un mese di intensa pioggia ancora una volta "gli invasori" portano il sole, forse un pò timido dietro le nuvole ma tanto da rendere ancora più piacevole la visita.
Cominciamo il tour da piazza San Giovanni Battista dove, ad accoglierci, ci sono la nostra amica Fabiana, vicepresidente dell'associazione "gli amici de lu callar" e la nostra guida Raffaella Maiullo che ci accompagnerà per l'intera mattinata alla scoperta del borgo.
Ci incamminiamo subito verso le antiche grotte che una volta fungevano da cantine e ci dirigiamo verso la zona panoramica dalla quale è possibile ammirare un panorama mozzafiato su tutta la Baronia e volgere lo sguardo alla bella dormiente del Sannio.
Svicolando per il paese, esattamente nella zona chiamata "i fossi", proprio per la presenza di numerose grotte presenti nel sottosuolo, giungiamo alla vecchia chiesa di San Francesco con annesso convento, probabilmente edificato nel 1700, al cui interno sono custodite numerose statue e diverse opere d'arte.
Lasciamo la chiesa e ci dirigiamo nuovamente alla chiesa di San Giovanni Battista, facendo prima una tappa presso una cantina aperta e gestita da un'associazione carifana e un'altra tappa presso un vero e proprio banco dei pegni dell'epoca.
Ritorniamo in piazza ed ammiriamo la maestosa chiesa dedicata a San Giovanni Battista con le sue numerose opere d'arte tra le quali spicca il bellissimo affresco sotto il soffitto.
Da qui, passando per il portale dell'antico convento convento di Carife, ci dirigiamo verso una vera e propria chicca del paese, e ci teniamo a farlo anche un pò nostro, dell'intera Irpinia: il MAC, museo archeologico di Carife che conserva monili, oggetti e svariati ritrovamenti archeologici che vanno dalla preistoria fino ai nostri giorni.
La visita diventa ancora più spettacolare quando scopriamo che a farci da guida (senza nulla togliere alla nostra cara amica Raffaella) è il mitico prof. L***a, archeologo e insegnante di storia il quale ha partecipato attivamente alle campagne di scavo nel territorio carifano e quindi con tutta la passione ci ha trasmesso tutta la sua conoscenza.... talmente tanta passione che siamo costretti a fargli cenno di accelerare i tempi noi da un lato e la moglie dall'altro (al telefono) per non ritardare la tabella di marcia.
Tabella che vede nella prossima tappa un salto alla chiesa dell'Addolorata e ai vicini scavi archeologici dove, qualche decina di anni fa, venne scoperta parte di una necropoli di età romana.
Qui siamo costretti ad essere più veloci nella visita perchè una piccola nuvola ci minaccia... ma non era una minaccia, era un'invito a recarci presso la sede dell'associazione "gli amici de lu callar" dove ad attenderci c'era tutta la squadra dei soci con bruschette e focaccie pieno di Olio Ravece appena franto...
E con tanti sorrisi e con una pancia piena salutiamo gli amici di Carife con la promessa che ritorneremo per visitare altri posti panoramici del paese e fare una piccola escursione trekking alle sorgenti (che abbiamo saltato per motivo di tempo.
Foto degli invasori: Raffaele Ciminera, Damiano Santoriello, Pascla Melchionna, Fabrizio De Marco, Guido Esposito, Felice De Dominicis.