Cia Reggio Emilia

Cia Reggio Emilia Associazione autonoma ed indipendente che propone servizi specializzati per le imprese e le persone

12/06/2026

🟢⚪️🔴 Protesta del grano, ecco l’intervista alla presidente Valeria Villani durante la manifestazione a Ravenna!

Qui sotto il suo intervento integrale dal palco!
➡️ Amici agricoltori, cittadine e cittadini,
oggi siamo qui per parlare di grano.
Ma il grano, oggi, è molto più di una coltura agricola.
È un simbolo. Il simbolo di una battaglia più grande: la battaglia per la dignità del lavoro agricolo, per la difesa delle nostre campagne, per la sovranità alimentare del nostro Paese e per il futuro del cibo che arriva sulle tavole degli italiani.
Perché quando un agricoltore è costretto a vendere sotto costo, quando le importazioni senza regole schiacciano chi produce qualità, quando chi coltiva la terra non riesce più a vivere del proprio lavoro, non è soltanto il grano ad essere in pericolo.
È l'agricoltura italiana.

E noi, oggi, stiamo assistendo al suo funerale.
Un funerale celebrato lentamente,
anno dopo anno,
azienda dopo azienda,
campo dopo campo.

Chi semina fatica raccoglie perdite.
Chi custodisce la terra viene lasciato solo.
Chi produce il cibo che ogni giorno arriva sulle nostre tavole non riesce più a vivere del proprio lavoro.
E tutto questo accade nel silenzio generale.

Ma noi oggi siamo qui per dire che non è più accettabile.
Siamo qui per difendere l’agricoltura del nostro Paese.
Siamo qui per difendere il lavoro degli agricoltori.
Siamo qui per difendere un patrimonio che appartiene a tutti gli italiani.
Perché il grano non è soltanto una coltura.
È la storia delle nostre campagne.
È il paesaggio che ci circonda.
È il pane che portiamo sulle nostre tavole.
È la pasta che rappresenta l'Italia nel mondo.
Eppure oggi chi produce quel grano viene pagato meno di quanto costa produrlo.
Questa non è economia.
Questa è ingiustizia.

Come si può chiedere a un agricoltore di continuare a investire, a innovare, a garantire qualità e sicurezza alimentare, quando il prezzo riconosciuto al suo lavoro non copre nemmeno le spese?
Come si può parlare di futuro quando nelle nostre campagne si contano più aziende che chiudono che giovani che iniziano?
Come si può parlare di sostenibilità se non è sostenibile nemmeno il reddito di chi produce?

La verità è che siamo arrivati a un punto di rottura.
Per anni abbiamo sentito parlare di valorizzazione del Made in Italy.
Per anni abbiamo sentito grandi discorsi sull'importanza dell'agricoltura.
Per anni ci hanno detto che il settore primario è strategico.
Ma oggi i fatti raccontano una realtà diversa.

Mentre i nostri agricoltori combattono con costi sempre più elevati, arrivano nei porti italiani enormi quantità di cereali provenienti dall'estero.
Prodotti ottenuti troppo spesso con regole ben diverse dalle nostre.
Con standard ambientali, sociali e sanitari che non sono gli stessi richiesti agli agricoltori italiani. Sono drammaticamente sotto.
E a pagare il prezzo di questa ingiustizia sono sempre le nostre aziende agricole.
Questa non è concorrenza.
Questa non è reciprocità.
Questa è una penalizzazione sistematica dell’agricoltura italiana.

Per anni ci è stato detto: "Gli Ogm nei vostri campi no."
Però intanto arrivano tonnellate e tonnellate di soia Ogm dall'estero.
Ogni giorno.
Entrano nei nostri porti.
Entrano nel nostro mercato.
E contribuiscono a schiacciare il valore delle produzioni nazionali.
Ai nostri agricoltori i divieti.
Agli altri i vantaggi competitivi.
Questa non è una politica agricola.
Questa è una resa.
Una resa che impoverisce le nostre aziende, svuota le nostre campagne e mette a rischio il futuro dell'agricoltura italiana.
E noi non siamo più disposti ad accettarla.

Ma non solo soia ogm. Pensiamo al caso del glifosate utilizzato in Canada come disseccante in preraccolta.
Una pratica vietata nei nostri campi.
Ma consentita per produzioni che poi arrivano in Italia e in Europa.
Entrano nei nostri mercati.
Entrano nelle nostre filiere.
Sono sui nostri scaffali.
Una contraddizione che alimenta dubbi.
Che alimenta preoccupazioni.
Che alimenta un legittimo senso di ingiustizia tra agricoltori e consumatori.
Perché una domanda dobbiamo farcela.
Per quale motivo ciò che è vietato ai nostri agricoltori può arrivare dall'estero e finire sulle nostre tavole?
Per quale motivo a noi si chiedono sacrifici sempre maggiori, mentre ad altri si permette di competere con regole diverse?
Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Il prezzo del grano italiano crolla.
Il reddito degli agricoltori si riduce.
Le campagne si svuotano.
Le aziende chiudono.
Le nuove generazioni rinunciano a investire nella terra.
Noi NON siamo contro il commercio.
NON siamo contro il mercato.
Ma pretendiamo regole uguali per tutti.
Pretendiamo trasparenza.
Pretendiamo reciprocità.
Pretendiamo che chi produce rispettando norme rigorose non venga penalizzato da chi opera con condizioni diverse, ben peggiori rispetto alle nostre.
E pretendiamo che i cittadini abbiano il diritto di sapere da dove arriva ciò che mangiano.
Perché la trasparenza non è un favore.
È un diritto.
Lo ripeto perché deve essere ben chiaro: un diritto.

Ogni consumatore deve poter scegliere consapevolmente.
Ogni famiglia deve sapere se il grano utilizzato per produrre pane e pasta è italiano oppure no.
Nascondere con sotterfugi l'origine significa togliere libertà di scelta.
Significa indebolire il rapporto di fiducia tra chi produce e chi consuma.

C'è una parola che oggi deve tornare al centro del dibattito: sovranità alimentare. E non solo come teoria.
Sovranità alimentare significa avere la capacità di produrre il cibo necessario per il proprio Paese.
Significa non dipendere completamente dalle importazioni.
Significa garantire sicurezza alle generazioni future.
Perché una nazione che rinuncia alla propria agricoltura rinuncia a una parte della propria libertà.
Se smettiamo di coltivare i nostri campi, domani saremo costretti a dipendere sempre di più da ciò che arriva da fuori.
E quando il cibo dipende dagli altri, anche il futuro dipende dagli altri.
Per questo la difesa del grano italiano non riguarda soltanto gli agricoltori.
Riguarda ogni cittadino.
Riguarda ogni famiglia.
Riguarda il futuro dell'Italia.

E oggi NON ci limitiamo a denunciare il problema.
Noi portiamo anche delle proposte precise.
Chiediamo il rispetto della legge contro le pratiche sleali e lo stop a quotazioni del grano che non coprono nemmeno i costi di produzione.
Chiediamo controlli rigorosi in tutti i porti italiani, su ogni nave che trasporta cereali, con il coinvolgimento delle autorità sanitarie e degli organismi di vigilanza.
Chiediamo che sul grano importato vengano applicati gli stessi standard sanitari, ambientali e di sicurezza richiesti agli agricoltori europei.
Chiediamo una vera tutela del Made in Italy, con l'obbligo di indicare con chiarezza l'origine del grano utilizzato per la pasta che si presenta come italiana.
Chiediamo un piano nazionale di promozione e valorizzazione della pasta ottenuta da grano 100% italiano.

Perché difendere il grano italiano non significa chiudersi al mondo.
Significa garantire regole giuste.
Significa garantire trasparenza.
Significa garantire futuro alle imprese agricole.
Significa garantire sicurezza ai consumatori.
E allora chiediamo allo Stato di assumersi le proprie responsabilità.
Chiediamo politiche concrete.
Chiediamo che l'agricoltura venga considerata davvero un settore strategico e non soltanto nelle dichiarazioni di circostanza.
Perché senza agricoltori non c'è cibo.
Senza agricoltori non c'è territorio.
Senza agricoltori non c'è tutela dell'ambiente.
Senza agricoltori non c'è sovranità alimentare.

Noi oggi non siamo qui per lamentarci.
Siamo qui per lanciare un grido d'allarme.
Siamo qui per chiedere rispetto.
Rispetto per il lavoro.
Rispetto per la terra.
Rispetto per chi ogni giorno garantisce cibo sicuro e di qualità.

Noi siamo quelli che si alzano quando gli altri dormono.
Siamo quelli che lavorano sotto il sole, sotto la pioggia, nel freddo e nella siccità.
Siamo quelli che continuano a seminare anche quando il raccolto precedente non ha ripagato i sacrifici.
Siamo quelli che custodiscono il territorio, prevengono il degrado, mantengono vive le comunità rurali.
Eppure troppo spesso veniamo considerati l'ultimo anello della catena.
No.
Noi siamo il primo.
Perché senza agricoltura non esiste alcuna filiera.
Senza agricoltori non esiste alcun cibo.
Non vogliamo elemosine.
Vogliamo giustizia.
Non chiediamo privilegi.
Chiediamo dignità.
Non chiediamo favori.
Chiediamo il diritto di continuare a fare il nostro mestiere.

Per questo oggi alziamo la voce.
Per questo oggi siamo qui.
Per questo oggi diciamo con forza che il grano italiano va difeso.
Che gli agricoltori italiani vanno difesi.
Che l'agricoltura italiana va difesa.
Perché difendere il grano italiano significa difendere il futuro del nostro Paese.
Perché quando chiude un'azienda agricola non perde soltanto un agricoltore.
Perde un territorio.
Perde una comunità.
Perde l'Italia.

E noi non siamo disposti a restare in silenzio mentre tutto questo accade.
Non siamo disposti a guardare morire le nostre campagne.
Non siamo disposti a consegnare il nostro futuro nelle mani di chi considera il cibo una semplice merce e non un bene strategico.
Difendere il grano italiano significa difendere il lavoro.
Difendere il grano italiano significa difendere la salute dei cittadini.
Difendere il grano italiano significa difendere la nostra sovranità alimentare.
Difendere il grano italiano significa difendere l'Italia.
E noi questa battaglia la combatteremo fino in fondo.
Potete starne certi!

🚜🌾 CIA REGGIO EMILIA A RAVENNA: "DIFENDERE IL GRANO ITALIANO SIGNIFICA DIFENDERE IL FUTURO DEL PAESE"Una mobilitazione f...
12/06/2026

🚜🌾 CIA REGGIO EMILIA A RAVENNA: "DIFENDERE IL GRANO ITALIANO SIGNIFICA DIFENDERE IL FUTURO DEL PAESE"

Una mobilitazione forte, partecipata e determinata quella che si è svolta oggi al Porto di Ravenna, dove centinaia di agricoltori hanno preso parte al flash mob promosso da CIA Agricoltori Italiani Emilia-Romagna per chiedere regole più giuste, trasparenza nelle importazioni e una reale tutela del grano italiano.

A rappresentare gli agricoltori reggiani è stata la presidente di CIA Reggio Emilia, Valeria Villani, che nel suo intervento ha denunciato le difficoltà sempre più gravi che stanno vivendo le aziende cerealicole italiane, schiacciate da prezzi che non coprono i costi di produzione e da una concorrenza internazionale che spesso opera con standard molto diversi da quelli richiesti alle nostre imprese agricole.

«Non possiamo accettare che chi produce qualità, rispettando regole rigorose e garantendo sicurezza alimentare, venga penalizzato da importazioni ottenute con condizioni che ai nostri agricoltori non sono consentite», ha sottolineato Villani davanti ai manifestanti.

Il presidente di Cia Emilia Romagna, il reggiano Lorenzo Catellani, ha ribadito dal palco alcune richieste precise: “Controlli più rigorosi nei porti, piena reciprocità delle regole tra produzioni italiane ed estere, applicazione efficace della normativa contro le pratiche commerciali sleali, valorizzazione della pasta ottenuta da grano 100% italiano e maggiore trasparenza sull’origine delle materie prime”.

«Difendere il grano italiano non significa chiudersi al mercato, ma garantire equità, trasparenza e futuro alle imprese agricole. Senza agricoltori non c'è cibo, non c'è territorio e non c'è sovranità alimentare», ha concluso la presidente di CIA Reggio Emilia.

11/06/2026

🎥🍅 È online il servizio di RaiNews24 dedicato ai pomodori di nicchia della nostra provincia! 🍅🎥

Un viaggio tra biodiversità, tradizione, innovazione e sapori autentici che raccontano il volto più vero dell’agricoltura reggiana.

Siamo entrati nella Società Agricola Anzola di Boretto, dove Marco coltiva con passione ben 27 varietà di pomodori particolari: colori, forme, profumi e gusti diversi che rappresentano un patrimonio unico da custodire e valorizzare.

Abbiamo poi raggiunto la Piccola Piedigrotta di Reggio Emilia, dove lo chef Giovanni ha trasformato queste eccellenze in piatti straordinari, dimostrando come la qualità agricola possa diventare un’esperienza gastronomica capace di emozionare.

Nel video, l’intervento della presidente di CIA Reggio Emilia, Valeria Villani, che ricorda l’importanza di queste produzioni:

“Dietro ogni varietà c’è un patrimonio agricolo, culturale e gastronomico che parla del nostro territorio. Difendere la biodiversità significa sostenere gli agricoltori, preservare le tradizioni e costruire un’agricoltura più forte e resiliente per il futuro.”

Guardate il servizio e scoprite perché questi pomodori non sono semplicemente ortaggi, ma veri e propri custodi di identità, storia e biodiversità. ❤️🌱

▶️ Buona visione!

🍅🇮🇹

🌾 Difendiamo il grano italiano, difendiamo il lavoro degli agricoltori.Venerdì 12 giugno alle ore 10.30 CIA Emilia-Romag...
09/06/2026

🌾 Difendiamo il grano italiano, difendiamo il lavoro degli agricoltori.

Venerdì 12 giugno alle ore 10.30 CIA Emilia-Romagna sarà al Porto di Ravenna per un flash mob che vuole accendere i riflettori sulla grave crisi che sta colpendo il comparto cerealicolo.

Prezzi pagati agli agricoltori spesso inferiori ai costi di produzione, importazioni sempre più massicce di grano estero, superfici coltivate in calo e cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio il futuro di tante aziende agricole.

Chiediamo controlli rigorosi nei porti, regole uguali per tutti, trasparenza sul mercato e una reale valorizzazione del grano e della pasta 100% italiana.

📍 Porto di Ravenna - Via Classicana 30
🕥 Ore 10.30

Difendere il grano italiano significa tutelare il reddito delle imprese agricole, la qualità delle nostre produzioni e la salute dei consumatori. Vi aspettiamo. 🌾🇮🇹

👉 Chi desidera aggregarsi alla delegazione di CIA Reggio Emilia può contattare i nostri uffici per informazioni e adesioni.



🟢⚪️🔴 Cia torna in piazza da Nord a Sud a difesa del grano 🇮🇹. Flash mob nei porti di Bari e Ravenna➡️ Per accendere i ri...
08/06/2026

🟢⚪️🔴 Cia torna in piazza da Nord a Sud a difesa del grano 🇮🇹.
Flash mob nei porti di Bari e Ravenna

➡️ Per accendere i riflettori sulla profonda crisi del grano e chiedere tutela e rilancio, Cia-Agricoltori Italiani organizza venerdì 12 giugno alle ore 10.30 un doppio flash‑mob simultaneo: al Varco della Vittoria del Porto di Bari e al Porto di Ravenna.

All’iniziativa parteciperanno produttori dalla Puglia e da tutto il Centro‑Sud, mentre a Ravenna è prevista una delegazione di un centinaio di cerealicoltori provenienti da tutta l’Emilia‑Romagna e regioni limitrofe. In entrambi gli eventi è previsto un punto stampa.

La mobilitazione si inserisce nella battaglia che Cia porta avanti da anni e che ha subito una forte accelerazione a partire dal 2023, anno spartiacque per il settore cerealicolo. Da allora il comparto è stato travolto da una crisi senza precedenti: crollo dei prezzi riconosciuti ai produttori, impennata dei costi di produzione, aumento massiccio delle importazioni, contrazione delle superfici coltivate ed effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici.

Cia ha già promosso anche una petizione nazionale a difesa del grano duro italiano che ha raccolto quasi 100.000 firme e ha organizzato mobilitazioni a Foggia, Bari e Roma con la partecipazione di migliaia di produttori.

📺 Oggi il presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, sarà ospite di Sky Economia su Sky TG24.🕔 Di...
08/06/2026

📺 Oggi il presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, sarà ospite di Sky Economia su Sky TG24.

🕔 Diretta alle ore 17.15 sul canale 50 del Digitale Terrestre.
🔄 Replica alle ore 22.20.

🎙️ Al centro del confronto il tema del caporalato e le proposte per garantire lavoro dignitoso, regolare e sicuro nelle campagne italiane.

Conduce Andrea Bignami.



Oggi il presidente Cristiano Fini partecipa a
La diretta parte alle 17:15 su Sky tg24 , in replica alle 22:20 📺
Tema del giorno: , le proposte per garantire lavoro dignitoso nei campi 🍎🍇🍆🥦
In studio

🟢 🟢 Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare 🌽🌍🩺Oggi ricordiamo quanto sia importante garantire a tutti l’accesso a ...
07/06/2026

🟢 🟢 Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare 🌽🌍🩺

Oggi ricordiamo quanto sia importante garantire a tutti l’accesso a un cibo sicuro, sano e di qualità. La sicurezza alimentare non riguarda soltanto ciò che arriva sulle nostre tavole, ma rappresenta una condizione fondamentale per la salute delle persone, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo delle comunità.

🤝 CIA è al fianco di FAO e OMS per promuovere una responsabilità condivisa lungo tutta la filiera agroalimentare, dalla produzione al consumo.

Perché:
✅ Non può esserci sostenibilità economica, ambientale e sociale senza sicurezza alimentare.
✅ Servono ricerca, innovazione e regole condivise per garantire standard produttivi elevati in tutto il mondo.
✅ Il lavoro degli agricoltori è essenziale per assicurare cibo sicuro e di qualità a tutti.

👩🏻‍🌾 Mettere al centro l’agricoltura significa difendere un diritto universale: quello di nutrirsi in modo sano, sicuro e sostenibile.

🌱🍽️💚

🟢🟢 Maurizio Scaccia confermato Direttore nazionale di Cia-Agricoltori Italiani➡️ Maurizio Scaccia è stato confermato Dir...
04/06/2026

🟢🟢 Maurizio Scaccia confermato Direttore nazionale di Cia-Agricoltori Italiani

➡️ Maurizio Scaccia è stato confermato Direttore nazionale di Cia-Agricoltori Italiani. La nomina, anche per il secondo mandato di Cristiano Fini alla presidenza, è stata deliberata dal nuovo Comitato esecutivo, riunitosi nella sede confederale a Roma per la sua prima seduta.

Scaccia, 53 anni, abruzzese di nascita, ha ricoperto nella sua più che ventennale carriera nella Confederazione diversi ruoli a livello provinciale, regionale e poi nazionale, passando anche per la direzione del Caf-Cia.

Da parte del presidente Fini, e degli organi di rappresentanza, il ringraziamento per il lavoro importante svolto in questi anni nella direzione della struttura e che ha tracciato le basi di una collaborazione e di una crescita solida per il futuro dell’organizzazione.

⚫⚫ Caporalato: una ferita che non appartiene alla nostra agricolturaLa brutale uccisione dei quattro braccianti in Calab...
04/06/2026

⚫⚫ Caporalato: una ferita che non appartiene alla nostra agricoltura

La brutale uccisione dei quattro braccianti in Calabria rappresenta un fatto gravissimo che scuote le coscienze e richiama tutti a una riflessione profonda.

CIA Reggio condanna con fermezza ogni forma di sfruttamento, illegalità e violenza che colpisce i lavoratori agricoli. Il caporalato è un fenomeno che va contrastato senza esitazioni, attraverso il rispetto delle regole, la tutela della dignità delle persone e la promozione di un lavoro agricolo regolare e sicuro.

L'agricoltura italiana è fatta da migliaia di imprenditori che operano ogni giorno nel rispetto della legge, investendo nel lavoro, nella qualità e nella valorizzazione delle persone.

Per questo è fondamentale continuare a tenere alta l'attenzione e rafforzare ogni azione di contrasto a chi sfrutta il bisogno e calpesta i diritti dei lavoratori.

Questa non è la nostra agricoltura.

🇮🇹 Buona Festa della Repubblica!Oggi celebriamo il 2 giugno, una data fondamentale per la storia del nostro Paese, simbo...
02/06/2026

🇮🇹 Buona Festa della Repubblica!

Oggi celebriamo il 2 giugno, una data fondamentale per la storia del nostro Paese, simbolo di democrazia, partecipazione e libertà.

Come agricoltori e come cittadini, rinnoviamo il nostro impegno quotidiano per custodire il territorio, valorizzare il lavoro delle comunità rurali e contribuire alla crescita dell’Italia attraverso la produzione di cibo di qualità, la tutela dell’ambiente e la salvaguardia delle nostre tradizioni.

In questa giornata ricordiamo i valori che uniscono il Paese e che continuano a rappresentare il fondamento della nostra Repubblica.

Buona Festa della Repubblica da CIA Agricoltori Italiani Reggio Emilia! 🇮🇹

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Castelnovo Di Sotto

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Martedì 08:30 - 18:00
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