04/09/2026
โจ๏ธ"Canto Antico" ๐ฟ
Nel profondo del bosco antico,
dove la nebbia bacia la pietra,
non c'รจ tempio di marmo o vico
ma un cerchio che il vento penetra.
Il Dagda suona la sua grande arpa,
risveglia la terra con mano saggia;
la fiamma di Brigit brilla aspra,
poesia e cura che il cuore appaga.
Lugh cammina sul raggio di sole,
maestro di spade e di luce pura;
nel silenzio che tace le parole,
Cernunnos veglia sulla natura.
Discesi dal cielo su nembi di fumo,
la stirpe divina dei Tuatha Dรฉ Danann
portano arti, magia e profumo,
antichi sovrani che il tempo non inganna.
Il Dagda, Buon Dio, cammina con passo gigante,
comanda alle nubi, all'inverno e all'estate;
Uaithne risponde al suo tocco vibrante,
ordinando il tempo e le ore passate.
La clava pesante dร morte e risveglio,
uccide i nemici, risorge i caduti;
il suo calderone dร sempre il consiglio,
nutrendo gli stanchi e i guerrieri sperduti.
Brigit, tre volte sorella nel fuoco che brilla,
ispirazione del bardo e del saggio;
la sua medicina nel buio scintilla,
protegge le madri nel primo viaggio.
Custode dei prati che Imbolc risveglia,
nella sua fucina si forgia il metallo;
il sacro focolare la notte sorveglia,
intrecciando giunchi nel tempo del ballo.
Lugh dal Lungo Braccio, signore splendente,
che a corte mostrรฒ ogni umano mestiere;
druido e fabbro, guerriero sapiente,
abbatte i giganti con l'alto volere.
La lancia infuocata nell'acqua va immersa,
se tocca la mischia non manca il bersaglio;
col raggio di sole ogni ombra รจ dispersa,
trionfa la luce nel crudo scompiglio.
Ma oltre la stirpe dei re e delle spade,
lontano dai troni di progenie divine,
il cuore mio segue piรน libere strade,
tra ombre di querce e fiorite colline.
Nel battito antico del bosco profondo,
un dio differente io scelgo e preferisco;
รจ il re della terra, radice del mondo,
innanzi al suo naturale potere stupisco.
E' Cernunnos, signore dei boschi,
con palco di cervo che sfida il cielo;
conosce i sentieri piรน antichi e foschi,
solleva dell'anno il magico velo.
Il sacro torq sul petto risplende,
seduto a gambe incrociate sul prato;
il fido serpente tra i rami si prende,
regnante immortale del ciclo del nato.
I nomi nel tempo si sono perduti,
portati via dal fumo dei fuochi
ma i vecchi fiumi non sono muti:
cantano ancora nei verdi boschi.
Sul solco tracciato da antiche custodi,
delle sorelle io seguo la via;
di Brigit nel cuore tesso le lodi,
nella fiamma che accende la mia liturgia.
Sacerdotessa di un culto immortale,
porto il focolare tra lโerba e la roccia,
trasformo il silenzio in un canto vitale
che scende sui cuori come pura goccia.
Intreccio promesse, celebrando riti,
unioni spirituali che donano gioia;
laddove i destini si scopron fioriti,
allontano il buio, la pena e la noia.
Cosรฌ nei miei giorni si rinnova il mistero,
onoro la fiamma, la terra e le fronde;
il passo mi guida su un sacro sentiero
dove la forza degli antichi Dei si diffonde.
A Brigit io tendo le mani d'inverno
accendendo il fuoco nel cerchio di pietra;
il suo sacro calore diviene canto eterno
che l'anima stanca disseta.
A Cernunnos offro il mio silente ascolto,
versando idromele nel cuore del bosco;
nel ciclo del tempo che porto raccolto,
รจ l'unico tempio che sento e conosco.
La croce ha coperto le antiche radici,
chiamando peccato la voce del vento
ma io non rinnego i miei giorni felici
nรฉ il patto che al cuore della terra io sento.
Fraintesi da secoli di dogmi e paure,
i riti che compio son fonti di vita;
tra ombre silvestri e foreste piรน scure
la mia fede antica non viene smentita.
E' fiero il mio grido tra i rami e una tana,
nel cerchio protetto che il tempo non doma:
sono orgogliosa di essere donna e pagana,
custode del patto che la terra corona. ๐ฟโจ๏ธ๐บ
(Fiammetta Cotti )