10/04/2020
Buongiorno amici e buon Venerdì Santo. La Pasqua si avvicina e quest'anno, per preservare la nostra salute, non possiamo rispettare del tutto le nostre tradizioni religiose e familiari. Molte sono le città dove in questo giorno si sarebbero svolte le Via Crucis e oggi voglio presentarvi una delle più particolari cioè quella dell'Isola di Procida:
La Processione del Venerdì Santo nasce nel 600 ad opera della Congrega dei Turchini come corteo penitenziale infatti a quel tempo i partecipanti portavano il cilicio e si autoflagellavano a sangue, fortunatamente si modificò negli anni per l'intervento della Chiesa che proibì spettacoli cruenti. Fu allora che cominciarono a comparire i “simboli” della Passione, quali i chiodi, la corona di spine, la lancia di Longino ed altri. Ogni anno la Congrega dei Turchini (detti così per il colore della mantellina, la cosiddetta “mozzetta”) organizza una processione diversa che consta di una serie di “Misteri” a tema fisso ed un'altra di “Misteri” a contenuto variabile frutto dell'inventiva e dell'immaginazione dei giovani procidani, riunitisi nelle associazioni “I Ragazzi dei Misteri”e "L'Isola dei Misteri".
Il corteo è aperto da uno squillo di tromba dal suono particolare seguito da tre colpi di tamburo che mirano probabilmente a ricordare il suono di tromba che precedeva i condannati a morte nell' antica Roma. Si snoda la lunga serie di “Misteri”: alcuni mastodontici portati a braccia da giovani robusti altri minuscoli affidati a bambini. I temi che rappresentano, sempre inerenti alla vita e passione di Cristo, sono i più vari e realizzati dai giovani stessi secondo la loro inventiva e la loro immaginazione. I ragazzi attraverso di essi esprimono, talvolta in maniera irruenta e piuttosto disinibita, le loro istanze ed i loro giudizi sugli accadimenti della società e del mondo.Ed è proprio quest'ultimo aspetto che dà alla processione una connotazione sociale che va ben al di là della semplice rievocazione celebrativa, sia pure di un evento religioso, facendola diventare una cosa viva e sempre più attuale. La preparazione dei “Misteri” e la partecipazione alla processione è un momento corale per la popolazione di tutta l'isola: vi partecipano circa 2000 figuranti. Si inizia fin dalla più tenera età con il vestirsi da “angioletto” (il vestito nero riccamente ricamato, su cui sono appuntati generosi gioielli veri di oro giallo, e il lungo pennacchio del cappello sono di chiara derivazione sp****la) e si continua, man mano che i ragazzi crescono, col portare delle piccole croci o dei vassoi con i trenta denari, fino ad arrivare, in età giovanile, alla preparazione dei “Misteri” più grossi ed impegnativi come le famose “Ultima cena” di Gesù. di cui esistono varie versioni, che sono una vera esplosione di colori, di odori e di sapori facilmente intuibili. La via Crucis è costellata da simboli e personaggi che ricordano il racconto delle ultime ore di vita di Gesù. Infine seguono le statue del Cristo Morto e dell’Addolorata - appartenente al 700 napoletano e la banda musicale che esegue famose marce funebri.
La sera del Venerdì Santo, infine, per il corteo di ritorno della statua del Cristo alla chiesa dell’Arciconfraternita dei Turchini e a commemorazione dell’agonia, ha luogo una suggestiva e commovente fiaccolata - la cosiddetta “torceata ri fratieddi” - cioè la fiaccolata dei confratelli della congregazione dei “Turchini”.