Tour des Six

Tour des Six Trekking di 3, 4, 7 giorni tra Monte Rosa e Cervino
🏔️ 6 rifugi • 3 valli
📍Val d’Ayas • Gressoney • Valtournenche
🍷 Natura, cultura e food experience

Un trekking nuovo e diverso per scoprire la montagna
all’ombra dei massicci del Cervino e del Monte Rosa

Questo percorso è nato dalla collaborazione dei gestori dei 6 rifugi con l’intento di proporre un trekking nuovo e diverso per scoprire la montagna all’ombra dei massicci del Cervino e del Monte Rosa. Il tour si sviluppa su sette giorni con partenza e ritorno a Champoluc in Val d'Ayas.

› Il p

ercorso del Tour si svolge su sentieri di montagna con tappe giornaliere della durata media di 5/7 ore, senza particolari dfficoltà e brevi tratti su pietraia o ghiaione. E' adatto a persone con una buona forma fisica e con esperienza di uscite in montagna. Non occorre attrezzatura di tipo alpinistico.

› Per motivi di tempo o di allenamento, il Tour può essere suddiviso in due tranche con altrettanti percorsi ad anello che comprendono ognuno 2 rifugi (3 giorni, 2 notti). Il primo (con partenza da Gressoney-Saint-Jean) comprende i rifugi Arp e Vieux Crest; il secondo (con partenza da Ayas - Magneaz) passa per i rifugi Arp e Alpenzù.
› Una versione di quattro giorni (3 notti) è ugualmente prevista e prevede tappe nei rifugi Ferraro, Grand Tournalin, L'Ermitage. Il Tour permette di percorrere e scoprire tre valli diverse:
› la Valle di Gressoney con il ghiacciaio del Lys, la punta del Lyskamm e della Gnifetti
› la Val d'Ayas con il ghiacciao di Verra, la Roccia Nera e le punte del Castore e del Polluce
› la Valtournenche con la piramide del Cervino. Cena e pernottamento sono previsti in strutture diverse ogni sera, dove si possono apprezzare la cucina della tradizione e i vini DOC valdostani.

Non so esattamente quando il Tour des Six ha iniziato a cambiarmi.Forse il primo giorno, quando ho lasciato Champoluc e ...
31/08/2026

Non so esattamente quando il Tour des Six ha iniziato a cambiarmi.
Forse il primo giorno, quando ho lasciato Champoluc e ho capito che per sette giorni non sarei più tornata “indietro”, ma solo avanti.
Oppure dopo la prima salita, quando la Val d’Ayas ha iniziato ad aprirsi sotto di me e il silenzio ha preso il posto delle parole.
Poi sono arrivate le altre valli.

La Valtournenche, con il Cervino che non si lascia mai dimenticare.
La Valle di Gressoney, più selvaggia, più verticale, più vera.

Ogni giorno lo stesso rituale: camminare, salire, stancarsi, meravigliarsi.
E ogni sera un rifugio diverso, con tavolate lunghe, cene semplici e vini che sanno di montagna.

Non è un trekking “lineare”.
È un susseguirsi di cambi di ritmo, di panorami, di versioni di te stesso.

Ci sono momenti in cui pensi solo ai passi.
E altri in cui ti fermi e basta, perché davanti hai il Monte Rosa o il Cervino e capisci che non serve altro.

Alla fine non è stato un giro tra sei rifugi.

È stato un modo per attraversare tre valli senza mai sentirti davvero ferma.

E quando sono tornata a Champoluc, non era più lo stesso punto di partenza.

Ero io ad essere diversa. ⛰️

🏔️ Casa Rifugio Bellevue, Chamois — raccontata da chi ci è passata dentro il Tour des Six.Arrivare a Chamois non è come ...
24/08/2026

🏔️ Casa Rifugio Bellevue, Chamois — raccontata da chi ci è passata dentro il Tour des Six.
Arrivare a Chamois non è come arrivare in un altro paese.
Qui non ci sono auto, ci arrivi a piedi o con la telecabina, e quando il rumore si spegne resta solo la montagna.
Poi entri a Corgnolaz e trovi il Bellevue.
Io ci sono arrivata durante il Tour des Six, stanca ma con quella leggerezza tipica delle tappe giuste.
La Casa Rifugio è semplice, di quelle che non cercano di stupirti, ma ci riescono lo stesso. Otto camere, poche persone, e subito la sensazione di essere nel posto giusto al momento giusto.

La sala grande è stata la prima cosa che ho davvero ricordato.
Tavolate lunghe, gente diversa, ma dopo pochi minuti nessuno era più davvero sconosciuto. Si parlava, si condivideva il cibo, le tappe, le gambe un po’ stanche e quella soddisfazione difficile da spiegare.

La cena è arrivata come succede sempre in rifugio, senza fretta ma al momento perfetto. Piatti semplici, abbondanti, di quelli che ti riportano a terra e allo stesso tempo ti fanno sentire ancora un po’ in cammino.

Poi la sera è scesa piano.
Qualcuno nella biblioteca, qualcuno nella sala giochi, altri semplicemente fuori, sulla terrazza, a guardare il buio che arriva in montagna.

E la mattina dopo, colazione tra le 08:00 e le 09:30, zaino di nuovo pronto e quella sensazione strana di non voler partire ma sapere che devi farlo.

Chamois resta addosso.
E il Bellevue anche.

Perché alcune tappe del Tour des Six non sono solo dove dormi.
Sono dove ti fermi davvero.

E poi, quasi senza accorgertene, compare Mascognaz.Hai lasciato alle spalle i pascoli e il sentiero continua a scendere ...
19/08/2026

E poi, quasi senza accorgertene, compare Mascognaz.
Hai lasciato alle spalle i pascoli e il sentiero continua a scendere attraverso la Val d’Ayas.

Davanti a te, cominciano a comparire le grandi vette del Massiccio del Monte Rosa. Poi, poco più avanti, il paesaggio cambia.

Eccolo.

Mascognaz.

Un piccolo villaggio Walser dove le case in legno e pietra raccontano un modo di vivere la montagna che appartiene a un altro tempo.

Qui il percorso del Tour des Six incontra la storia della Val d’Ayas: le antiche abitazioni, i forni, le fontane e quelle architetture che hanno saputo resistere al passare delle stagioni.

È una di quelle tappe in cui la montagna non si guarda soltanto verso l'alto.
Si guarda anche intorno.

Una borraccia da riempire alla fontana, qualcosa da mangiare nello zaino e qualche minuto per immaginare la vita di chi, queste montagne, le ha chiamate casa molto prima di noi.

Poi il sentiero riparte, Mascognaz rimane alle spalle e il Tour des Six continua...

11/08/2026

A volte la meta più bella è quella che incontri lungo il cammino.
Tra il Rifugio Arp e il Rifugio Vieux Crest, il Tour des Six attraversa uno degli angoli più suggestivi della Val d’Ayas: i Laghi di Palasinaz.

Una serie di specchi d’acqua incastonati tra le montagne, dove fermarsi per una pausa, prendere fiato e lasciarsi conquistare dal paesaggio.

Qui il passo rallenta quasi naturalmente.
Lo zaino può aspettare qualche minuto, il pranzo può diventare un picnic vista montagne e, ovviamente, la macchina fotografica non può mancare. 📸

Perché sul TD6 anche il percorso tra una tappa e l’altra può regalarti una piccola meraviglia.

🥾 Rifugio Arp → Laghi di Palasinaz → Rifugio Vieux Crest
Una delle tante sorprese da scoprire lungo il Tour des Six.

🏔️ Rifugio Arp, 2.446 m. Pensavamo fosse una tappa del Tour des Six. Per loro è diventato un mondo intero.Siamo arrivati...
03/08/2026

🏔️ Rifugio Arp, 2.446 m. Pensavamo fosse una tappa del Tour des Six. Per loro è diventato un mondo intero.
Siamo arrivati al Rifugio Arp come si arriva alle cose che non sembrano possibili: un passo dopo l’altro, con due bambini al seguito e quella sensazione continua tra stupore e “ce la stiamo facendo davvero”.
Lorenzo e Sofia, 8 e 6 anni, non hanno nemmeno aspettato di posare gli zaini per correre fuori.
Perché qui, a 2.446 metri, su un altopiano che sembra non finire mai, la montagna diventa subito un grande spazio da vivere.

Il Rifugio Arp è accogliente in modo semplice, di quelli veri.
La cucina profuma di Valle d’Aosta, con piatti tradizionali e ingredienti locali, spesso a km0. E dopo una giornata così, tutto ha un sapore più intenso.

Poi c’è l’esterno, che per i bambini è praticamente un parco giochi naturale senza confini.

Lorenzo ha fissato i laghetti come se fossero un tesoro da esplorare. Sofia invece voleva “vedere tutte le montagne insieme”, come dice lei.

E noi adulti… beh, noi alternavamo sorrisi e tentativi di tenere il passo.

Tra una pausa e l’altra, ci siamo resi conto che qui ognuno trova il suo ritmo:
chi pesca nei laghi in quota, chi si avvicina alle pareti della palestra di arrampicata, chi sogna una vetta a 3000 metri o semplicemente si ferma a guardare.

La sera al rifugio ha il suo ritmo speciale.
Cena tra le 19:00 e le 21:00, voci che si mescolano, stanchezza buona e quella sensazione di giornata piena davvero.

Poi le camere, semplici e funzionali, e i bambini che si addormentano prima ancora di finire di raccontare tutto quello che hanno visto.

E la mattina dopo, colazione tra le 7:00 e le 8:30, zaini pronti e una nuova tappa del Tour des Six che ci aspettava.

Il Rifugio Arp non è solo una sosta.
È uno di quei posti in cui anche i bambini capiscono che la montagna è molto più grande di quanto immaginavano.

📍 Località Pian Fret – Brusson
📞 +39 371 51 91 495
✉️ [email protected]

Ci sono rifugi dove ti fermi per mangiare. E poi ci sono rifugi dove ti fermi perché qualcuno ti racconta la montagna.Al...
27/07/2026

Ci sono rifugi dove ti fermi per mangiare. E poi ci sono rifugi dove ti fermi perché qualcuno ti racconta la montagna.
Al Rifugio Grand Tournalin succede proprio questo. Ylenia ti accoglie con un sorriso sincero, una tazza fumante e quella conoscenza che solo chi vive la montagna ogni giorno può trasmettere.
Mentre scambiamo due parole, ci indica un sentiero.
"Se avete ancora un po' di energie, non fermatevi qui. In un'ora e mezza raggiungete il Lago Verde. Fidatevi, ne vale davvero la pena."
E così si riparte.

Il sentiero sale tra pascoli d'alta quota e rocce levigate dal tempo. Il rumore dei passi lascia lentamente spazio al vento, alle marmotte che fischiano in lontananza e a quel silenzio che solo la montagna sa regalare.

Poi, all'improvviso, appare lui.

Il Lago Verde, uno dei piccoli tesori nascosti della Val d'Ayas. Il suo nome racconta già tutto perchè nelle giornate limpide le sue acque assumono intense sfumature color smeraldo, che cambiano con la luce del sole. Attorno, le rocce ricche di minerali ferruginosi si colorano di tonalità rossastre, creando un contrasto sorprendente con il blu del cielo e il verde dei pascoli. Nato dall'antica azione dei ghiacciai, questo piccolo lago alpino sembra custodire tutta la quiete della montagna.

Qui il tempo rallenta davvero.

Ci si siede su una pietra, si osservano le cime che si specchiano nell'acqua e si respira profondamente. Se la giornata è limpida, lo sguardo arriva fino al Monte Rosa e al Cervino, mentre non è raro scorgere qualche stambecco che si muove tra le rocce circostanti.

Forse è proprio questo il bello del Monterosa.

Le esperienze più autentiche non sono sempre quelle che trovi sulle mappe. A volte nascono da un consiglio ricevuto davanti a un rifugio, da una chiacchierata con chi queste montagne le ama e le vive ogni giorno.

Grazie, Ylenia, per averci ricordato che i luoghi più belli sono spesso quelli che qualcuno decide di condividere con il cuore. ❤️

E voi, qual è quel posto speciale che avete scoperto grazie al consiglio di un rifugista, di una guida o di un abitante della montagna? Raccontatecelo nei commenti.👇

📍 Rifugio Grand Tournalin – Val d'Ayas

Lungo il trekking non sarai mai solo. Ad accompagnare ogni tuo passo ci saranno alcuni dei giganti delle Alpi: il Massic...
22/07/2026

Lungo il trekking non sarai mai solo. Ad accompagnare ogni tuo passo ci saranno alcuni dei giganti delle Alpi: il Massiccio del Monte Rosa, il Cervino e, nelle giornate più limpide, anche il Monte Bianco.

Non sono semplici montagne sullo sfondo. Sono punti di riferimento che cambiano prospettiva a ogni tappa, seguendoti lungo il cammino tra la Val d'Ayas, la Valle di Gressoney e la Valtournenche.

Ci sono panorami che ti fanno rallentare il passo, cercare una roccia su cui sederti e restare qualche minuto in silenzio.

Qui la pausa non serve solo a recuperare le energie.
Serve a ricordarsi perché si è partiti.

📸 E tranquillo... nessuno ti giudicherà se il rullino del telefono finirà prima della giornata.

Le avventure più belle sono quelle condivise. Anche con chi ha quattro zampe.Tra i sentieri della Val d'Ayas, della Vall...
14/07/2026

Le avventure più belle sono quelle condivise. Anche con chi ha quattro zampe.
Tra i sentieri della Val d'Ayas, della Valle di Gressoney e della Valtournenche potrai vivere l'intero trekking insieme al tuo cane, condividendo ogni panorama, ogni rifugio e ogni emozione.

🐶 Il tuo amico a quattro zampe è il benvenuto e non paga alcun supplemento.

Per garantire il benessere del tuo cane e il comfort di tutti gli ospiti, è richiesto il pernottamento in camera privata, così da permettere a ciascuno di vivere l'esperienza in totale tranquillità.

Per il resto… non resta che preparare lo zaino (e magari anche qualche crocchetta 😉).

📩 Vuoi organizzare il tuo Tour des Six con il tuo cane? Scrivici in Direct oppure contattaci via mail o telefono

Io sono uno degli stambecchi che vivono sopra Resy.Non ho bisogno di sentieri segnati.Li vedo.E vedo anche loro: quelli ...
06/07/2026

Io sono uno degli stambecchi che vivono sopra Resy.
Non ho bisogno di sentieri segnati.
Li vedo.
E vedo anche loro: quelli che salgono verso il Rifugio G.B. Ferraro.
Arrivano da Saint Jacques, piano, con il respiro corto e lo sguardo già cambiato.
Alcuni parlano troppo.
Altri non parlano più.
Io li osservo da lontano, tra le rocce.

Il rifugio lo riconosco da prima di vederlo davvero.
È dove il bosco si apre e Champoluc si stende sotto come una mappa viva.

Lì sopra succede sempre la stessa cosa.

Le persone arrivano e si fermano.
Come se qualcuno avesse tolto peso dalle loro spalle senza chiedere permesso.

Dentro ci sono voci calde, legno, odore di cibo.
Valerie, Julien e gli altri li accolgono come se fossero attesi da sempre.

Io resto fuori.

È meglio così.

Noi stambecchi non entriamo nei rifugi.
Li circondiamo.

Di giorno guardo chi parte per i sentieri della Val d’Ayas, della Valtournenche, della Valle di Gressoney.
Di sera guardo le finestre accendersi mentre la montagna si fa scura.

E ogni volta penso la stessa cosa, gli uomini credono di salire in montagna.
Ma a volte è la montagna che li prende un po’ con sé.

Il Rifugio G.B. Ferraro, a 2.066 metri di Resy, è uno di quei posti dove questo succede spesso. ⛰️

🏔️ Rifugio Alpenzu, 1779 m.Siamo Valentina e Francesco.E questa volta non vi raccontiamo solo un rifugio.Vi raccontiamo ...
29/06/2026

🏔️ Rifugio Alpenzu, 1779 m.
Siamo Valentina e Francesco.
E questa volta non vi raccontiamo solo un rifugio.
Vi raccontiamo due ragazze di Genova.
Sono arrivate nel pomeriggio, un po’ stanche ma con quell’energia tipica di chi sta facendo il Tour des Six senza voler dimostrare niente a nessuno.
Zaini appoggiati, uno sguardo al Monte Rosa, e subito quella frase che sentiamo spesso:
“Ma siamo davvero qui sopra?”
Sì. Erano davvero qui sopra.

A Alpenzu le cose succedono senza troppi programmi.

E infatti è successo questo: non si sono “fermate in rifugio”.
Si sono integrate nel rifugio.

In cucina hanno iniziato a chiacchierare come se si conoscessero da tempo.
A tavola hanno condiviso il vino con altri escursionisti.
E a fine serata non c’erano più “ospiti” e “gestori”.

C’erano persone.

Una delle due ci ha detto una cosa che ci è rimasta:
“Non pensavo che in un rifugio si potesse smettere di essere di passaggio.”

La mattina dopo la scena era quella classica.

Zaini di nuovo pronti.
Scarponi vicino alla porta.
Colazione veloce ma con calma diversa da quella del giorno prima.

E prima di partire si sono guardate con un altro gruppo di ragazzi conosciuti lì, la sera prima.

Si sono scambiati Instagram, promesse vaghe di rivedersi “in città”, e una cosa più vera di tutte le altre: il sorriso.

Il Tour des Six, in fondo, fa anche questo.

Ti porta in quota per camminare tra valli diverse…
ma a volte ti lascia addosso persone che non erano previste nel percorso.

E Alpenzu resta lì, a 1779 metri, a vedere nascere queste piccole amicizie improvvise.

Come se fosse la cosa più normale del mondo. ⛰️

📍 Rifugio Alpenzu – Valle di Gressoney

Indirizzo

Route Ramey 69
Champoluc
11020

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