
24/08/2025
Una BELLEZZA da perdere la testa... Il nome Riva Aquarama evoca immediatamente immagini di eleganza senza tempo, acque azzurre del Mediterraneo, porti esclusivi e personaggi famosi che sorridono al sole con lo sguardo nascosto dietro occhiali scuri. Non è soltanto un motoscafo: è un’icona, un simbolo del Made in Italy, una leggenda capace di unire artigianato, design e passione per il mare. Parlare dell’Aquarama significa raccontare una delle storie più affascinanti della nautica mondiale, una storia fatta di sogni e di bellezza, di potenza e raffinatezza, di tradizione e mito.
La nascita dell’Aquarama risale al 1962, quando Carlo Riva, erede di una dinastia di maestri d’ascia del Lago d’Iseo, decise di creare un’imbarcazione che fosse il punto di incontro perfetto tra velocità, comfort e stile. Il risultato fu un motoscafo che ancora oggi lascia senza fiato: linee armoniose, proporzioni perfette, materiali nobili, dettagli curati con la stessa dedizione con cui si costruisce un’opera d’arte. Il legno di mogano lucido, lavorato e verniciato con strati e strati di cura maniacale, rifletteva il sole come uno specchio e faceva brillare l’acqua. La tappezzeria in pelle chiara, i dettagli cromati, il parabrezza avvolgente, tutto parlava la lingua della raffinatezza.
Ma l’Aquarama non era solo bellezza. Era anche potenza. Montava motori potenti, spesso di derivazione automobilistica americana, capaci di spingere il motoscafo a velocità che superavano i 40 nodi. La sensazione di libertà che si provava a bordo era indescrivibile: il rombo dei motori, il vento tra i capelli, l’acqua che si apriva in scie perfette. Non era un’imbarcazione qualsiasi: era un’esperienza, un modo di vivere il mare.
Il nome stesso, “Aquarama”, era un omaggio al “Cinerama”, il formato cinematografico panoramico in voga negli anni Sessanta. Carlo Riva voleva che i suoi clienti vivessero un’esperienza spettacolare, da cinema, e così fu. Navigare su un Aquarama significava sentirsi protagonisti di un film, parte di un mondo di eleganza e di stile che pochi potevano permettersi. Non a caso, presto divenne l’oggetto del desiderio di attori, industriali, reali e personaggi celebri di tutto il mondo.
Chiunque volesse esprimere prestigio e raffinatezza negli anni Sessanta e Settanta doveva possedere un Riva Aquarama. Sophia Loren, Brigitte Bardot, Aristotele Onassis, Gunter Sachs, re Hussein di Giordania, perfino personaggi come Sean Connery e George Clooney (in tempi più recenti) ne sono stati ammiratori o proprietari. L’Aquarama era il motoscafo dei jet-setter, delle estati in Costa Azzurra, dei tramonti a Capri o a Saint-Tropez. Ogni immagine di quell’epoca dorata sembra incompleta senza un Riva che taglia le onde in primo piano.
La costruzione dell’Aquarama era un rito di perfezione. Ogni esemplare veniva realizzato a mano dai maestri d’ascia di Sarnico, sulle sponde del Lago d’Iseo, sede storica del cantiere Riva. Non esistevano due Aquarama identici: ciascuno aveva sfumature, venature del legno, dettagli che lo rendevano unico. L’artigianato italiano raggiungeva qui uno dei suoi vertici assoluti, trasformando un motoscafo in un simbolo di lusso, di identità e di arte.
Oggi, a distanza di più di sessant’anni, l’Aquarama continua a essere considerato il “Rolls Royce del mare”. Gli esemplari sopravvissuti, restaurati con cura maniacale, sono oggetti da collezione contesi da appassionati e milionari in tutto il mondo. Le aste internazionali li vedono protagonisti con cifre che raggiungono e superano il milione di euro. Non sono barche: sono opere d’arte galleggianti, testimoni di un’epoca irripetibile e allo stesso tempo sempre attuale.
Guardare un Aquarama oggi significa riconoscere un design che non invecchia, uno stile che rimane attuale anche dopo decenni, una filosofia che non si limita al lusso ma diventa cultura. È la prova che quando l’ingegno, la passione e l’estetica si incontrano, il risultato trascende il tempo.
Il mito dell’Aquarama è anche un mito italiano. È il segno di come un piccolo cantiere familiare, con radici profonde nel Lago d’Iseo, sia riuscito a conquistare il mondo grazie alla capacità di unire tradizione e innovazione. Carlo Riva non voleva costruire soltanto barche: voleva costruire sogni. E con l’Aquarama ci riuscì, regalando al mondo uno dei simboli più forti della dolce vita internazionale.
Ancora oggi, quando un Aquarama solca le acque, tutti si voltano a guardarlo. Non importa se accanto sfrecciano yacht moderni da decine di metri, pieni di tecnologia e lusso: il fascino del legno, delle cromature e delle linee senza tempo del Riva Aquarama vince sempre. È il segreto delle vere icone: non seguono la moda, la creano, la trascendono, la rendono eterna.
Il Riva Aquarama rimane un sogno di mare, un simbolo di libertà e di eleganza, un capolavoro di ingegneria e di stile. È la testimonianza che la bellezza autentica non passa mai, che il mare ha i suoi miti e che tra questi nessuno brilla come lui.
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