17/01/2019
Per chi ama camminare ecco un bel percorso🏃🏃
232° notizia, scritta da GIORGIO CÀERAN.
VA’ SENTIERO – ALLA SCOPERTA DEL “SENTIERO ITALIA”: RIAPRE IL TREKKING PIÙ LUNGO DEL MONDO.
IL SENTIERO
Esiste un sentiero che attraversa e unisce tutto lo Stivale: il Sentiero Italia, oltre seimila chilometri lungo la dorsale montuosa italiana. È il trekking più lungo del mondo.
La varietà di paesaggi è incredibile, come anche quella culturale, poiché lungo il Sentiero s’incontrano centinaia di borghi antichi, spesso sconosciuti a chi vive in città.
Dopo un lungo sonno, il “Sentiero Italia” è finalmente pronto per essere riscoperto: infatti, i volontari del CAI hanno già cominciato le attività di manutenzione e il Sentiero sarà riaperto fra poco.
6.880 km
350.000 m di dislivello complessivo
20 regioni
6 Siti Naturali UNESCO
368 tappe
Ecco cosa dicono gli organizzatori:
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LA SPIEGAZIONE DI QUESTO CAMMINO (trovata in rete).
C’è un filo rosso che lega tutta l’Italia da Nord a Sud, isole comprese. È lungo oltre 6.800 chilometri ed è cucito da dieci milioni di passi. È il “Sentiero Italia”, il trekking più lungo del mondo secondo la “Cnn”: si dipana in Sardegna, Sicilia e poi, ininterrottamente, risale la catena appenninica e quella alpina, schiudendo paesaggi straordinari spesso sconosciuti alla maggior parte degli italiani. Ideato nel 1983, ha preso forma negli Anni 90 dell’altro secolo ma è rimasto una grande incompiuta e, negli ultimi vent’anni, si è spezzato in una miriade di frammenti, inghiottito dalla vegetazione, spazzato dalle frane o da incauti interventi dell’uomo.
Il sogno dei pionieri che concepirono il progetto è stato oggi raccolto dal “Club Alpino Italiano”, che con il suo esercito di associati e volontari sta ricucendo quel filo, metro dopo metro, passo dopo passo. L’obiettivo è quello di cavalcare la crescente voglia di natura per fare del lungo cammino un volano del turismo lento in tutta la pen*sola, da Trieste a Santa Teresa di Gallura.
L’associazione Sentiero Italia, che ne detiene il marchio ed è presieduta dal fondatore Riccardo Carnovalini, sostiene il “CAI” in questa impresa e ha ceduto gratuitamente i propri diritti. Sono 500 i volontari che, negli ultimi mesi, hanno percorso boschi e vallate per riaprire le vecchie tracce o per disegnarne di nuove, segnando il cammino e suddividendolo in circa 370 tappe. Una grossa fetta della scommessa consiste nell’individuare e allestire gli oltre cento posti tappa dove gli escursionisti, spesso lontani da città e paesi, potranno sostare. Negli ultimi vent’anni, infatti, il Sentiero Italia è svanito anche per la necessità di auto-organizzare bivacchi e campeggi in luoghi selvaggi, con un surplus di avventura adatto solo agli escursionisti più esperti.
La lunghezza e l’impegno del percorso sono tali che, a tutt’oggi, meno di una ventina di camminatori possono raccontare di averlo concluso: pochissimi avventurosi, rispetto agli oltre 8mila salitori dell’Everest. Gli aspetti operativi del lavoro sono coordinati dal responsabile della Commissione escursionismo del Club, Armando Lanoce, e da Alessandro Geri, che cura il rilievo cartografico dell’itinerario.
L’apertura è vicina e i primi escursionisti, promette Torti, potranno incamminarsi sul “Sentiero Italia Cai” già tra marzo e aprile 2019.
Questo sentiero è stato percorso per la prima volta nel 1995, in otto mesi, rigorosamente a piedi e sempre sulle montagne, con la collaborazione delle sezioni del CAI anche perché la partecipazione era aperta a tutti gli escursionisti, compresi gli stranieri. Del trekking fu realizzato un documentario a opera del fotoreporter Renato Andorno, che ha illustrato gli aspetti escursionistici, ma anche storici, culturali e paesaggistici della traversata integrale degli Appennini e delle Alpi.
Il tracciato, però, era diverso da questo qui raffigurato e a proposito è bene rendere noto che l’immagine del “Sentiero Italia”, qui pubblicata, l’ha creata Lorenzo Franco Santin in occasione del suo percorso fatto nel 2017. Si tratta di una foto della mappa dell’Italia, con sopra la traccia “gpx” che lui si era creato a casa e che avrebbe dovuto seguire una volta a piedi. Lo ringrazio per la collaborazione.
Come ho già precisato, va ribadito che il SENTIERO ITALIA CAI si differenzia un po’ da quello qui raffigurato nella cartina di Santin, pertanto per chi ne volesse sapere di più sia sul reale itinerario da fare sia su qualsiasi altra informazione pratica, è bene guardare il Blog ufficiale degli organizzatori, che è questo:
https://vasentiero.org/?gclid=EAIaIQobChMI9vzg4Jfu3wIV1aSaCh27MgaHEAAYASAAEgLl0PD_BwE
Per maggiori approfondimenti sul “Sentiero Italia”, la sua storia, le mappe e opinioni in merito potete consultare anche la pagina Facebook dedicata:
https://www.facebook.com/SentieroItalia/
N.B.: Mi sia concesso, in coda a questo racconto, di fare una spiegazione insolita e che avrei evitato, come di norma faccio. Stavolta c’è però una grossa novità che mi porta a rompere le solite abitudini, ossia l’invasione smisurata di commenti e di condivisioni al riguardo di questo Post. Pertanto serve una spiegazione. Questa Pagina, infatti, da qualche giorno sta ricevendo diversi messaggi di persone che vogliono sapere chi sia a gestirla. Eccomi; mi presento per i nuovi arrivati: mi chiamo Giorgio Càeran – classe 1952 – e consiglio di vedere il mio Blog più importante (e più vecchio), affinché si possa avere un quadro d’insieme su chi sono e cosa abbia fatto. Ecco il link:
http://giorgiocaeran.blogspot.com/
BUON CAMMINO.