01/06/2026
IL COLLARE A SCORRIMENTO UNA SICUREZZA SE ADOTTATO CON COMPETENZA
L’obiettivo è approfondire le possibili cause di giustificazione dell’utilizzo di un collare a scorrimento (slip collar) in un contesto giuridico o amministrativo, è utile distinguere tra l’uso come strumento educativo/addestrativo e l’uso come misura di sicurezza e contenimento.
In molti ordinamenti e regolamenti, la valutazione tende a concentrarsi sulla concreta necessità, proporzionalità e correttezza dell’impiego dello strumento, piuttosto che sulla sua mera presenza.
Tra le possibili argomentazioni tecniche e fattuali:
1. Prescrizione o indicazione da parte di un professionista qualificato
L’utilizzo del collare a scorrimento è sempre giustificato quando sia stato consigliato da un professionista qualificato, ad esempio:
un istruttore o educatore cinofilo certificato;
un veterinario esperto in comportamento animale;
un medico veterinario comportamentalista.
La motivazione dovrebbe essere documentata e fondata su esigenze specifiche del soggetto, quali:
elevata reattività verso persone, cani o stimoli ambientali;
tendenza a improvvise partenze o strattoni incontrollati;
precedenti tentativi di fuga;
rischio concreto di perdita di controllo del cane in contesti urbani;
gestione durante un percorso di recupero comportamentale.
In tale prospettiva, il collare a scorrimento viene impiegato come strumento che consente al conduttore di mantenere il controllo e prevenire eventi dannosi.
2. Caratteristiche morfologiche del cane
Una seconda giustificazione può derivare dalla particolare conformazione anatomica dell’animale.
Alcune razze o tipologie presentano infatti:
collo di diametro uguale o superiore a quello della testa;
testa poco pronunciata rispetto al collo;
particolare agilità nello sfilarsi dai collari tradizionali.
Esempi frequentemente richiamati in letteratura cinofila:
* Greyhound
* Whippet
* Galgo Español
* cani appartenenti ai cosiddetti “bull breed”, quali American Staffordshire Terrier o Staffordshire Bull Terrier.
In tali soggetti, un normale collare a fibbia può risultare meno sicuro sotto il profilo del contenimento, mentre una pettorina può NON eliminare completamente il rischio di fuga, specie nei soggetti particolarmente motivati o esperti nello sfilarsela.
3. Fondato rischio di fuga e tutela della pubblica incolumità
L’argomento più forte sotto il profilo della sicurezza è spesso il rischio concreto e attuale di fuga.
Occorre dimostrare elementi oggettivi quali:
precedenti episodi documentati di fuga;
tentativi ripetuti di sfilarsi collari o pettorine;
perdita di controllo in presenza di determinati stimoli;
elevata forza fisica dell’animale rispetto al conduttore.
Se il cane dovesse liberarsi in un contesto urbano, le conseguenze potrebbero coinvolgere non solo l’animale ma anche terzi:
attraversamento improvviso della carreggiata;
incidenti stradali;
frenate d’emergenza;
manovre evasive da parte degli automobilisti;
rischio per pedoni e ciclisti.
In questo quadro il collare a scorrimento potrebbe essere rappresentato come una misura finalizzata a prevenire un danno maggiore e immediato, secondo un criterio di proporzionalità tra il rischio evitato e il mezzo impiegato.
4. Principio di necessità e proporzionalità
Dal punto di vista argomentativo, la giustificazione è generalmente più solida quando si dimostra che:
1. esiste un rischio concreto e non meramente ipotetico;
2. strumenti meno invasivi sono risultati inefficaci o inadeguati;
3. il collare viene utilizzato correttamente;
4. non vengono causate sofferenze inutili all’animale;
5. l’impiego è limitato ai contesti in cui il rischio sussiste effettivamente.
5. Elementi probatori utili
Per sostenere la legittimità dell’utilizzo possono assumere rilievo:
relazione di un veterinario comportamentalista;
relazione di un istruttore cinofilo qualificato;
documentazione di precedenti fughe;
testimonianze;
filmati che mostrino la facilità con cui il cane si sfila da altri dispositivi;
documentazione tecnica relativa alle caratteristiche morfologiche della razza o del singolo soggetto.
Possibile formulazione tecnico-giuridica
L’utilizzo del collare a scorrimento viene adottato esclusivamente per finalità di sicurezza e contenimento, in ragione delle specifiche caratteristiche comportamentali e morfologiche del cane e anche per simulare la presa della bocca della madre sul cucciolo per motivi di disciplina.
Nei rapporti tra cani adulti possono verificarsi prese al collo o al garrese durante il gioco, il controllo sociale o il conflitto, tali interazioni NON sono molto diverse, per dinamica e contesto, dalla pressione momentanea esercitata da un collare a scorrimento.
L’impiego del collare a scorrimento non è finalizzato a infliggere dolore o sofferenza all’animale, bensì a consentire una comunicazione tattile immediata e di breve durata, attraverso una pressione controllata sul collo del cane, finalizzata a interrompere un comportamento potenzialmente pericoloso e a ristabilire l’attenzione del conduttore.
Tale utilizzo, quando correttamente eseguito da persona esperta, si caratterizza per la momentaneità dello stimolo e per l’assenza di una trazione continua (il cane NON viene trascinato).
Un utilizzo giustificato lo é in particolare quando il cane presenta una documentata tendenza a sottrarsi ai sistemi di conduzione tradizionali e un concreto rischio di fuga in ambiente urbano. L’eventuale liberazione dell’animale su pubblica via comporterebbe un pericolo immediato sia per l’incolumità del cane sia per la sicurezza degli utenti della strada. Lo strumento è pertanto impiegato quale misura proporzionata e necessaria per prevenire situazioni di rischio, secondo le indicazioni di professionisti qualificati e nel rispetto del benessere animale.
Una valida alternativa finalizzata a coniugare il benessere dell’animale con le esigenze di sicurezza e controllo può essere rappresentata dall’impiego di un guinzaglio da addestramento dotato di doppio moschettone. Tale configurazione consente di realizzare un sistema di conduzione ridondante, nel quale un punto di aggancio viene fissato alla pettorina e il secondo a un collare a scorrimento.
Questo sistema offre un ulteriore livello di sicurezza, poiché riduce sensibilmente il rischio che il cane possa liberarsi accidentalmente in caso di cedimento, apertura involontaria o sfilamento di uno dei dispositivi di contenimento. In particolare, nei soggetti particolarmente forti, reattivi o inclini alla fuga, la presenza di un doppio collegamento permette al conduttore di mantenere il controllo dell’animale anche qualora uno dei punti di aggancio venga meno.
Nei contesti urbani caratterizzati dalla presenza di traffico veicolare, pedoni, ciclisti e altri cani, tale soluzione può rappresentare una misura preventiva idonea a tutelare sia l’incolumità dell’animale sia la sicurezza pubblica, limitando il rischio di improvvise fughe o attraversamenti incontrollati della carreggiata.
Sotto il profilo tecnico, il doppio aggancio non è finalizzato ad aumentare l’intensità del controllo coercitivo sul cane, bensì a garantire una maggiore affidabilità del sistema di conduzione attraverso una distribuzione più equilibrata delle forze e la presenza di un collegamento di sicurezza supplementare.
In tale configurazione, il collare a scorrimento può essere utilizzato esclusivamente come punto di sicurezza secondario (safety backup), mentre la gestione ordinaria del cane avviene tramite la pettorina. In questo modo il collare non svolge una funzione correttiva o addestrativa, ma interviene soltanto nell’eventualità in cui il cane riesca a sfilarsi dalla pettorina o si verifichi un guasto accidentale del sistema principale di contenimento. Questa soluzione consente di ridurre significativamente il rischio di fuga senza ricorrere a una trazione continua sul collo dell’animale.
Istruttore cinofilo.
Marco Fiorani