30/07/2013
Pozzo Dorico - II secolo a.C.
Copyright 2013 Massimo Tomasini
Cori è città monumentale già a partire dalla sua struttura urbanistica, raccolta nel suo sviluppo verticale, culminante nell’acropoli. Da questa sua giacitura sono nati due agglomerati accompagnati lungo tutto il loro perimetro dalle poderose mura ciclopiche di varia epoca: in alto, dove sorgeva l’acropoli, Cori “a monte”, in basso, le pendici che digradano verso la pianura, Cori “a valle”.
Sul punto che domina quasi dal verticale la pianura, sorge il tempio di Ercole, tempio dorico, del I secolo a.C. di cui rimane il pronao, mentre la cella è stata inglobata nella chiesa di S. Pietro, successivamente distrutta dai bombardamenti. Un altro importante tempio era dedicato a Castore e Polluce, anch’esso del I secolo a.C., del quale rimangono due colonne appoggiate ad un edificio moderno.
L’età romana ha lasciato altre testimonianze: nella parte bassa il cosiddetto Pozzo Dorico e il robusto Ponte della Catena a conci che scavalca l’omonimo fosso. La monumentalità che si è sedimentata a Cori ha ampia rappresentanza anche nel campo del sacro; si ricordano i seguenti edifici: la chiesa di S. Maria della Pietà, edificata su un tempio pagano, conserva al suo interno un candelabro del cero pasquale del XII secolo, tra i più antichi in assoluto, una cattedra episcopale e tele del XVII e XVIII secolo; la chiesa di S. Oliva ha caratteri quattrocenteschi, è contigua ad altra chiesa, che ha inglobato, disegnando con essa una pianta nella quale il gioco delle colonne crea un ambiente di grande suggestione. L’edificio affaccia sul chiostro rinascimentale, oggi sede del Museo del Territorio;