Agira - Infopoint Turismo, Libero Consorzio Comunale di Enna

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Agira - Infopoint Turismo, Libero Consorzio Comunale di Enna Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Agira - Infopoint Turismo, Libero Consorzio Comunale di Enna, Via Roma, 413, Enna.

22/10/2020
12/08/2020

Una non facile pedalata di poco meno di 160 chilometri, per amore di due città che gli hanno dato tanto. E’ quella compiuta nei giorni scorsi dal cinquantadu

22/07/2020

La “Coppa Florio” la corsa automobilistica ideata da Vincenzo Florio, la cui prima edizione venne disputata a Brescia nel 1905, e la cui ultima edizione in ordine di tempo si svolse all’Autodromo di Pergusa nel 1981, tornerà a vivere sulla stessa pista dopo 39 anni ed a 115....

05/09/2019

Torna il 5 settembre a Nicosia la sagra dei maccheroni “na maidda”, giunta alla sesta edizione, organizzata dall’Associazione Comitato per S. Maria Maggiore e dall’A.T.S. San Michele, con il patroc…

12/07/2018

Agira è una delle più antiche città dell'entreterra siciliano. Posta a 670 m s.l.m è una città ricchissima di storia. Il nostro giro turistico inizia da uno dei quartieri più antichi della città con la visita della Chiesa collegiata del SS. Salvatore, una delle più antiche, prestigiose e suggestive parrocchie agirine che si trova in piazza Roma, nel nucleo dell'originario insediamento della città. L'impianto originario della chiesa risale all'epoca normanna, alla fine del XII sec., mentre il portale risale al 1656. L'interno della chiesa è a base quadrata ed è suddiviso in tre navate da una serie di archi a sesto ribassato che poggiano su delle colonne a forma cilindrica sormontate da capitelli, tutti diversi l'uno dall'altro. La chiesa sorge in seguito alla espulsione degli ebrei dal regno di Sicilia nel 1492, al posto di una sinagoga costruita nel 1454 da una comunità ebraica presente ad Agira nella seconda metà del trecento. Ne è testimonianza il bellissimo Aron Ha Kodesch in pietra o arca santa, d'epoca aragonese, custodito nella chiesa, risalente al 1454, l'armadio nel quale veniva custodito il rotolo della Torah, un prezioso manufatto che è stato risistemato nella navata sinistra della chiesa. L'Aron si trovava nella sinagoga dove si riuniva la comunità ebraica di Agira, i cui resti si trovano a poca distanza dalla Chiesa. L'Aron è oggetto di grande interesse da parte di studiosi ed esperti in quanto, oltre ad essere considerato il più antico Aron d'Europa, è anche una rarità artistico-religiosa unica in tutta l'area del mediterraneo poichè è costrutio in pietra, mentre generalmente gli Aron venivano costrutiti in legno.
C'è in atto un ambizioso progetto di restaurare l'antica sinagoga, di riportare l'Aron nella sede originaria e di creare un centro permanente di studi ebraici. Pertanto Agira si appresta a diventare nei prossimi anni il luogo più indicato per rideterminare la mappa della presenza ebraica in Sicilia.
Dal punto di vista architettonico la chiesa è una sintesi di divesi stili per i continui rifacimenti nel corso dei secoli, nel campanile vi sono infatti evidenti tracce di stile di epoca normanna e aragonese, mentre la bella facciata è in stile tardo rinascimentale con degli elementi barocchi.
Proseguendo lungo il percorso panoramico si può ammirare la bella Torre di San Nicola e la Chiesa di Santa Maria Maggiore, una chiesa a due navate, al cui interno è custodita una croce del XV sec. Nelle vicinanze si trova il Museo di Cultura Materiale dedicato a Silvestro Nasca. Scendendo si può visitare la Chiesa di Sant'Antonio Abate, la Chiesa di San Giuseppe con annesso il convento e la Chiesa di Santa Margherita risalente al XIII sec. e ricostruita nel 1700
al cui interno è custodito un interessante archivio storico. All'interno della chiesa si possono ammirare un pulpito di pregevole fattura e una statua dell'Immacolata. Continuando il percorso s'incontra il Palazzo Mammano, la Chiesa di San Pietro, il Convento di Sant'Agostino e, inserito nell'antico quartiere arabo, il quartiere Rocche, la Casa Museo di Cultura Contadina. Il caratteristico quartiere Rocche è caratterizzato da un tessuto urbanistico arabo, con un intreccio di cortiletti, stradine e scalinate.
Segue la visita del Palazzo Giunta dove si trova l'Ecomuseo Naturalistico "Diodoro Siculo" del Cutgana dell'Università degli Studi di Catania.
Il nostro giro turistico continua quindi spostandosi nella parte bassa del paese con la visita della Chiesa di Sant'Antonio da Padova sita in piazza Garibaldi. Interessante è la facciata ed il campanile risalente al XVIII sec. progettato da un allievo del Vaccarini. All'interno della chiesa sono custoditi importanti opere tra il Crocifisso ligneo risalente al XV sec, una "Adorazione dei Magi" del XVI sec., una statua della "Madonna dei Poveri" del 1500 ed un quadro del Bazzano raffigurante la "Vergine Maria Sant'Antonio da Padova".
Scendendo lungo la via Vittorio Emanuele, a destra si può vedere il Palazzo Nobiliare Zuccaro risalente al 1600 che ha ospitato Giuseppe Garibaldi. Percorrendo sempre la via Roma si incontra L'Edicola dedicata al patrono San Filippo.
Alla fine della discesa a sinistra, si può ammirare la Fontana di Ercole ricostruita recentemente e più avanti il Monumento dei Caduti.
Proseguendo lungo la strada si incontra sulla destra l'Abbazia di San Filippo Santa Maria Latina, una chiesa ricca di storia e testimonianze artistiche il cui prospetto è stato rifatto i primi anni del '900. Al suo interno si possono ammirare: i quadri dei maestri Sozzi e Randazzo e la cateva, il pregevole Coro Ligneo risalente al 1800, il Polittico raffigurante Santa Maria Latina e il sepolcro di San Filippo risalente al XVI sec. In prossimità dell'Abbazia si può visitare la Grotta di San Filippo che è stata, secondo la tradizione, la prima abitazione del Santo. Poco distante della chiesa Abbazia, sulla via S.Pertini, si trova la Biblioteca Comunale, ricca di pregiati volumi nata da un lascito di "Pietro Mineo"di cui prende il nome.
L'itinerario turistico di Agira termina con la visita del castello, il monumento più rappresentativo della città. Fu costrutio dagli arabi su una preesistente struttura, probabilmente un castello svevo dell’epoca federiciana. Le prime notizie certe risalgono al 1274, quando lo troviamo inserito nello statuto angioino dei castelli col nome di “Castrum Sancti Philippi”. Il castello, che si pensa doveva essere grande e importante strategicamente, presenta una struttura militare a due livelli sovrapposti e conserva ancora le torri laterali e le tracce della cinta muraria. E' teatro del presepe vivente la cui rappresentazione avviente il 24 dicembre in un incantevole scenario.
Nel secolo XIV fu protagonista di un importante evento bellico, quando sotto la guida di Ferrario De Abellis resistette per lungo tempo alle truppe di Enrico Chiaramonte. Da allora iniziò la decadenza. Nel terremoto del 1693 crollò definitivamente il mastio. Sulla sommità esiste ancora la chiesetta dedicata a San Filippo, la tradizione pone la residenza di San Filippo d’Argirò proprio nella chiesetta in cima al Castello che la tradizione vuole sia stata costruita dallo stesso santo e intitolata a San Pietro in Vincoli.

Nei dintorni di Agira
Lasciato l'abitato di Agira merita una visita il Canadian War Cemetery, cimitero di guerra canadese. Bellissimo cimitero monumentale immerso nella campagna ennese che si trova a circa 70 chilometri da Catania, esattamente al chilometro 68 della statale 121, per l'esattezza due chilometri prima di arrivare all'incrocio della strada provinciale che porta sulla destra a Gagliano Castelferrato e Troina e a sinistra a Catenanuova. Il cancello d'ingresso è prospiciente la S.S. 121 che da Leonforte porta a Catania.
Una visita di questo luogo sacro che ha una grande importanza storica, meta non solo di turisti canadesi, ma di tutte le nazioni del mondo, rappresenta la fraternità.
Adagiato su una collinetta in una splendida posizione il Canadian War Cemetery è un cimitero di guerra, così ben curato che sembra un parco. Qui sono seppellite le spoglie di circa 490 giovani canadesi (13 membri della Royal Canadian Air Force e 477 dell’esercito) che hanno dato la vita per la libertà. L’unico cimitero in Italia dove sono seppelliti solo canadesi.
Un luogo particolarmente magico e molto suggestivo, dove la pace e la serenità invitano a riflettere sull’atrocità della guerra e la brutalità e la stupidità dell’uomo, capace di distruggere quando il cuore e la mente non ragionano. E’ emozionante visitare questo solitario luogo sacro. Mentre si sale su per la collinetta e si cominciano a scorgere le lapidi il sibilo del vento tra i rami dei pini rende ancora più suggestivo il luogo. E’ molto commovente leggere le tante iscrizioni alla memoria di quelle giovani vite spezzate e degli ufficiali (tutti intorno ai 20 anni) che nel luglio del 1943 persero la vita durante i combattimenti per liberare la Sicilia dal nazifascismo nel corso della II guerra mondiale. Viene spontaneo chiedersi quale fosse la vita che conducevano nella loro patria quei giovani ignari del crudele destino che li attendeva e quali fossero i loro sogni e le loro speranze. Qualche foto qua e là resiste alla brutalità del tempo. Sulle lapidi di candido marmo è impressa la foglia di acero, simbolo della loro patria, il Canada.
Quando si arriva in cima alla collinetta si presenta agli occhi del visitatore un panorama mozzafiato, il bellissimo lago Pozzillo e, sullo sfondo, il vulcano Etna.
Il 10 luglio del 1943 con l’operazione militare indicata con il nome in codice ”Operazione Husky” iniziava la “Campagna d’Italia”. Più di 25.000 soldati che facevano parte della potente armata alleata, sbarcarono nelle coste della Sicilia con l’obiettivo di aprire un fronte nell’Europa continentale e concentrare i propri sforzi per liberare l’Italia difesa dalle truppe dell'Asse (tedesche e italiane), l’intesa stipulata tra la Germania e il Regno d’Italia, chiamato appunto Asse Roma-Berlino, che mirava a un “Nuovo ordine” che avrebbe visto la supremazia della Germania. Lo sbarco in Sicilia rappresentò una delle più importanti operazioni anfibie della seconda guerra mondiale. A questa operazione presero parte le due grandi forze alleate: la 7a Armata statunitense al comando del generale G. Smith Patton e l’8a Armata britannica al comando del generale britannico B. Law Montgomery. La 7a Armata del generale Patton avrebbe dovuto occupare la parte occidentale dell’isola, mentre l’8a Commonwealth Armata del generale Montgomery la parte centro orientale, un’azione a tenaglia con l’obiettivo di imprigionare le forze dell’Asse riunite nella 6a Armata italiana del generale A. Guzzoni. Lo sbarco sulle coste siciliane fu ancora più massiccio dell'operazione militare in Normandia. Dal punto di vista strategico quest’azione militare ebbe un esito deludente per gli Alleati, ma da un punto di vista politico l’invasione della Sicilia favorì la destituzione di Mussolini e la caduta del fascismo. Con l’armistizio di Cassibile le forze armate italiane cessarono le ostilità contro gli anglo-statunitensi.
Il prezzo da pagare in termini di vite umane è stato pesantissimo. A settembre del 1943 la località di Agira fu scelta dai funzionari canadesi per seppellire tutti i soldati canadesi caduti in Sicilia che si sono sacrificati per la libertà.

Agira Canadian War Cemetery - Cimitero di guerra canadese Interessante cimitero monumentale immerso nella campagna ennes...
13/06/2018

Agira Canadian War Cemetery - Cimitero di guerra canadese

Interessante cimitero monumentale immerso nella campagna ennese. Adagiato su una collinetta in una splendida posizione nel comune di Agira, in provincia di Enna, nel cuore della Sicilia, a circa 70 chilometri da Catania, il Canadian War Cemetery è un cimitero di guerra, così ben curato che sembra un parco. Qui sono seppellite le spoglie di circa 490 giovani canadesi (13 membri della Royal Canadian Air Force e 477 dell’esercito) che hanno dato la vita per la libertà. L’unico cimitero in Italia dove sono seppelliti solo canadesi. Un luogo particolarmente magico e molto suggestivo, dove la pace e la serenità invitano a riflettere sull’atrocità della guerra e la brutalità e la stupidità dell’uomo, capace di distruggere quando il cuore e la mente non ragionano. E’ emozionante visitare questo solitario luogo sacro. Mentre si sale su per la collinetta e si cominciano a scorgere le lapidi il sibilo del vento tra i rami dei pini rende ancora più suggestivo il luogo. E’ molto commovente leggere le tante iscrizioni alla memoria di quelle giovani vite spezzate e degli ufficiali (tutti intorno ai 20 anni) che nel luglio del 1943 persero la vita durante i combattimenti per liberare la Sicilia dal nazifascismo nel corso della II guerra mondiale. Viene spontaneo chiedersi quale fosse la vita che conducevano nella loro patria quei giovani ignari del crudele destino che li attendeva e quali fossero i loro sogni e le loro speranze. Qualche foto qua e là resiste alla brutalità del tempo. Sulle lapidi di candido marmo è impressa la foglia di acero, simbolo della loro patria, il Canada. Quando si arriva in cima alla collinetta si presenta agli occhi del visitatore un panorama mozzafiato, il bellissimo lago Pozzillo e, sullo sfondo, il vulcano Etna. Il 10 luglio del 1943 con l’operazione militare indicata con il nome in codice ”Operazione Husky” iniziava la “Campagna d’Italia”. Più di 25.000 soldati che facevano parte della potente armata alleata, sbarcarono nelle coste della Sicilia con l’obiettivo di aprire un fronte nell’Europa continentale e concentrare i propri sforzi per liberare l’Italia difesa dalle truppe dell'Asse (tedesche e italiane), l’intesa stipulata tra la Germania e il Regno d’Italia, chiamato appunto Asse Roma-Berlino, che mirava a un “Nuovo ordine” che avrebbe visto la supremazia della Germania. Lo sbarco in Sicilia rappresentò una delle più importanti operazioni anfibie della seconda guerra mondiale. A questa operazione presero parte le due grandi forze alleate: la 7a Armata statunitense al comando del generale G. Smith Patton e l’8a Armata britannica al comando del generale britannico B. Law Montgomery. La 7a Armata del generale Patton avrebbe dovuto occupare la parte occidentale dell’isola, mentre l’8a Commonwealth Armata del generale Montgomery la parte centro orientale, un’azione a tenaglia con l’obiettivo di imprigionare le forze dell’Asse riunite nella 6a Armata italiana del generale A. Guzzoni. Lo sbarco sulle coste siciliane fu ancora più massiccio dell'operazione militare in Normandia. Dal punto di vista strategico quest’azione militare ebbe un esito deludente per gli Alleati, ma da un punto di vista politico l’invasione della Sicilia favorì la destituzione di Mussolini e la caduta del fascismo. Con l’armistizio di Cassibile le forze armate italiane cessarono le ostilità contro gli anglo-statunitensi. Il prezzo da pagare in termini di vite umane è stato pesantissimo. A settembre del 1943 la località di Agira fu scelta dai funzionari canadesi per seppellire tutti i soldati canadesi caduti in Sicilia che si sono sacrificati per la libertà. Una visita di questo luogo sacro che ha una grande importanza storica, meta non solo di turisti canadesi, ma di tutte le nazioni del mondo, rappresenta la fraternità.

13/06/2018

L’attività di informazione ed accoglienza turistica ha l’obiettivo del miglioramento dei servizi attraverso l’efficienza e l'efficace gestione delle risorse a disposizione, e un servizio chiaro, aggiornato e rispondente alle attese dell’utente.

20/04/2018

ARTIGIANATO E PRODUZIONE DI MAIOLICHE E CERAMICHE
La produzione agirina di ceramiche si è molto sviluppata in questi ultimi anni: la maiolica si contraddistingue particolarmente per un design moderno ma sempre seguente le linee della coloristica siciliana. Le aziende dalla ricca e differenziata produzione, a cui si rivolge una clientela nazionale e internazionale, sviluppano la loro attività in contrada Caramitia.

20/04/2018

ARON HA KODESCH

Il manufatto è straordinario nella sua unicità per il materiale lapideo, infatti la maggior parte degli antichi aron pervenuti è realizzata in legno questo invece, rarissima eccezione, è stato costruito in pietra: è questa una delle ragioni per cui esso è attualmente al centro di una grande attenzione di studiosi ed esperti. "Una vera rarità in tutta l'area mediterranea", (risale al 1454, la data impressa è 6826, secondo la computazione ebraica).
E' stato conservato nell'Oratorio, sorto sul luogo dell'antica Sinagoga di cui restano I muri perimetrali, subito dopo il decreto di espulsione di Ferdinando II d'Aragona e adattato ad altare cristiano.
E' definito “aragonese”per la presenza dello stemma degli Aragona.
Dell'Aron di Agira si occupò anche il famoso archeologo Paolo Orsi. La città ha in progetto di aprire un centro permanente di studi ebraici.

Indirizzo

Via Roma, 413
Enna
94100

Telefono

0935 502362

Sito Web

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