Pietraperzia - Info point Turismo, Libero Consorzio Comunale di Enna

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12/02/2019

24 Gennaio 2019 Radioluce PIETRAPERZIA. CARNEVALE PIETRINO 2019. PIETRAPERZIA. Anche quest’anno a grande richiesta torna il Carnevale Pietrino. L’amministrazione comunale del sindaco Antonio Bevilacqua invita tutti i cittadini a partecipare al Carnevale che si terrà giovedì 28 Febbraio, sabato...

03/05/2018

Cave di gesso
A tre chilometri dal centro abitato di Pietraperzia, in contrada Marano si trovano le superstiti strutture delle "carcare" di Pietraperzia, fornaci dismesse da una ventina d'anni, nel tempo abbandonate e dimenticate, oggi un unicum di archeologia industriale dell'estinta civiltà mineraria.
Le fornaci in pietrame a secco fornivano la materia prima per la costruzione e la decorazione delle abitazioni o per la produzione di calce idraulica. Il gesso veniva estratto dalle cave attraverso una rete di piccole esplosioni precedute da mini trivellazioni con pali in ferro a punta piatta: La roccia gessosa si frantumava in grossi massi che venivano ulteriormente ridotti dai lavoranti.
Dalla cava la pietra gessosa veniva trasportata alla vicina fornace dove, disposta con maestria in modo semicircolare (ovvero seguendo il perimetro della fornace), veniva fatta ardere per 6-8 ore finché, assumeva un colore bianco-rossastro,e veniva fatta raffreddare; quindi si passava alla definitiva fase, necessaria per ottenere la raffinazione della polvere bianca e per arrivare alla selezione più accurata di blocchi da costruzione, detta “mazziatura”.

03/05/2018

PIRAMIDE

Sull'altopiano di Cirummeddi (Cerumbelle), si trova un'insolita costruzione in pietra calcarea di 12 m d'altezza, la cui sommità si raggiunge attraverso quattro rampe di scale (forse sede di antichi culti), probabilmentee realizzata dagli antichi abitatori.

03/05/2018

Effigie della Madonna della Cava.
L'immagine, dipinta su pietra arenaria, venne ritrovata nel 1223 a circa 3 Km dal paese e la tradizione attesta che avvennero diversi miracoli, legati a tale ritrovamento. La tela, per paura delle incursioni iconoclaste di Leone Isaurico che vietava le immagini sacre (726 d.C.) e poi dei saraceni nel IX secolo, rimase sotterrata per diversi secoli.
Oggi la particolare e pregevole opera si trova nella Chiesa Madre, sovrastante sculture del Gagini.

19/04/2018

CITAZIONI PIETRAPERZIA
“Cittadina a nord-ovest di Piazza Armerina presso una rupe sforacchiata (donde il nome) da numerose camere sepolcrali preelleniche.
Fu un forte castello, menzionato da Edrisi […] “sasso forato” […]. Pietraperzia probabilmente dal francese pierre percée “pietra forata”.
Giovan Battista Pellegrini Dizionario di toponomastica – I nomi geografici italiani (Torino 1990)

“[…] Tale si è la fertilità del territorio di Pietraperzia, che credesi comunemente a pochi sottostare di tutta l'isola, poiché abbonda in pasture per nutrire il bestiame, è molto adatto alle biade di ogni genere, lussureggia pure in vigneti ed in alberi fruttiferi.”
Vito Amico Lexicon topographicum siculum (Catania 1757)

“Il territorio, piuttosto fertile, oltre alle importanti granaglie, produce notevole quantità di mandorle, olive e pistacchi.”
A.A.V.V. Guide Generali della Sicilia – La Provincia di Enna – (Catania 1937)

30/03/2018

E’ Pasqua anche in cucina
Così come da tradizione popolare tavole bandite con pane votivo, agnello di marzapane e dolci con l'uovo intrappolato
Pasqua a tavola con i piatti tipici dell'arte culinaria ennese. Agnello, pane votivo e dolci di pasta frolla non mancheranno a tavola.
La cucina del territorio ennese, così come quella siciliana, vanta una gastronomia ricchissima di prodotti e si caratterizza per la semplicità degli ingredienti usati . E' durante le più importanti ricorrenze come il Natale, il Carnevale e la Pasqua che la gastronomia siciliana dà il massimo grazie ad alcuni piatti che rientrano ormai a pieno titolo nella tradizione culinaria.
La gastronomia ennese è lo specchio di una provincia prevalentemente dedita all’agricoltura e alla pastorizia. Verdure, legumi, uova e formaggi, sapientemente abbinati fra loro, ricorrono in molte delle ricette locali.
Il piatto che ha un un ruolo preponderante nella tavola siciliana, e che ritroviamo anche in tutti i comuni della provincia durante il periodo pasquale, è l'agnello,cotto al forno insieme alle patate, oppure come base per altre ricette.
Anche il pane, simbolo della millenaria tradizione agricola siciliana, assume un ruolo preponderante nella tavola pasquale siciliana,considerato non solo una pietanza semplice, ma anche perchè assume un ruolo votivo imprescindibile.Infatti, il frumento rientra nella simbologia propria della festa tanto che è utilizzato per adornare i Sepolcri. Il pane votivo è presente in numerose città dell'isola dove assume le forme più svariate e può essere utilizzato per decorare, ad esempio, gli altari.
Ma il clima allegro e di rinnovamento della festa lo ritroviamo particolarmente nella pasticceria siciliana regina della gastronomia isolana.I dolci che vengono preparati per la Pasqua assumono varie forme e richiedono l'utilizzo di svariati ingredienti. Tra i vari esempi del connubio tra simbologia e dolci pasquali si possono citare i tradizionali dolci di pasta frolla contenenti un uovo s**o. L'agnellino pasquale o la colomba sono degli elementi che rientrano nella simbologia propria della ricorrenza che essi aiutano a celebrare. L'agnello, già citato come base di alcune ricette pasquali siciliane, ispira anche alcuni dolci particolari, l'agnellino pasquale è infatti un dolce siciliano molto antico che viene preparato e regalato ad amici e familiari, soprattutto bambini.

15/03/2018

8 Dicembre festa dell’Immacolata Concezione
Nel 1854 Papa Pio IX proclama l'8 Dicembre festa dell'Immacolata Concezione con la bolla “Ineffabilis Deus”

Nel 1854, nella Ca****la Sistina, Papa Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti, 1846-1878) proclama l'8 Dicembre festa dell'Immacolata Concezione con la bolla “Ineffabilis Deus” che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Solo una creatura priva di peccato sarebbe stata perfetta per portare in grembo il Figlio di Dio. L'istituzione della festa dell'Immacolata Concezione affonda le sue radici in due apparizioni mariane, entrambe riconosciute dalla Chiesa Cattolica.
La prima avvenne a Parigi nel 1830 ad una novizia di nome Catherine Labouré ,la seconda, la più famosa, avvenuta nel 1858 a Lourdes, si riferisce all'apparizione della Beata Vergine presentatasi come Immacolata Concezione, ad una pastorella di nome Bernadette.
La festa dell'Immacolata Concezione è particolarmente sentita in Italia, ma in particolare nel Sud della Pen*sola, in quanto l'Immacolata era la protettrice del Regno delle Due Sicilie durante la dominazione borbonica.
Ad Enna il simulacro della SS. Immacolata, opera d'arte del Quattrocchi, risale al 1400 ed è custodito nella Chiesa di San Francesco D'Assisi facente parte dell'antico palazzo appartenuto alla potente famiglia dei Chiaramonte; il re Martino d'Aragona nel 1392 sconfisse i potenti feudatari a lui avversi, donando la munita dimora ai francescani, pronti a ricavarne il tempio ed il convento.

Già dalle prime luci del giorno saranno officiate le celebrazioni eucaristiche; particolari quelle delle ore 7, con la messa dell’Aurora e delle 11,00 circa preceduta dall’omaggio floreale portato dai vigili del fuoco.
Nel pomeriggio spazio alla processione con il simulacro della Vergine Immacolata per le vie della città.

Pietraperzia “Lu Signuri di li fasci”Una delle commemorazioni più rappresentative e caratteristiche in Sicilia, nel peri...
07/03/2018

Pietraperzia “Lu Signuri di li fasci”

Una delle commemorazioni più rappresentative e caratteristiche in Sicilia, nel periodo pasquale, è la processione del Venerdì Santo nella cittadina di Pietraperzia (foto 1); il venerdì precedente si è svolta quella suggestiva dell'Addolorata (foto 2).
Il nucleo e l'anima di tutta la rappresentazione sta nella grande trave di legno, circa 9 metri di altezza, inserita in una base cubica di cipresso che la sostiene, detta “VARA”.
Verso il tramonto viene deposta all'esterno della chiesa e ad essa si appone una struttura metallica circolare. Da quel momento, con afflusso continuo e permeato da profonda religiosità collettiva, la popolazione si avvicina e ognuno annoda al cerchio una lunga striscia bianca (32m.x40cm). Le fasce raggiungeranno alla fine il numero di 200 (foto 3).
Poco prima dell'inizio della processione è posto sulla sommità l'antico e prezioso crocifisso che con rituale antico, viene prima passato di mano in mano dai confrati disposti a catena di fronte alla chiesa del Carmine
Ai piedi del Cristo è posto un globo dai vetri policromi, poi illuminato, simbolo del mondo e delle sue diversità (foto 4),in questo momento storico, fonte e spunto quanto mai attuale di riflessione.
Alle ore 20,00, appena un confrate designato batte tre colpi sulla VARA, la croce improvvisamente viene innalzata e si trasforma in una montagna bianca innevata, al cui vertice domina il Cristo; la fluorescenza data dal riflesso delle lampade impiantate sull'asse verticale dà veramente la sensazione di un avvenimento improvviso e miracoloso. La perfetta riuscita sincronica dell'innalzamento è vista come simbolo beneagurante per tutta la collettività.
Segue, a processione avviata, l'Urna con il Cristo morto e il fercolo dell'Addolorata portati dai confrati.
Pietraperzia, specie in questo periodo, è dunque un gioiello dell'entroterra siciliano da scoprire e da cui restare affascinati perché tanti sono, oltre ai riti legati alla Settimana Santa, gli spunti e le suggestioni che possono invitare il turista a scoprire questi luoghi (foto 5).
Il turismo, nei piccoli centri come questo, è scoperta di storia, cultura, ospitalità e vitalità di tessuto sociale. Perdendosi senza fretta tra i vicoli della cittadina e il territorio circostante, vengono alla luce cucina e artigianato, spazi incontaminati e tradizioni che non sarà facile dimenticare e che mostrano il volto di una Sicilia accogliente e autentica.
Prima tappa è certamente la visita al Castello costruito dai normanni al seguito del conte Ruggero tra il 1072 e il 1088 e poi assegnato con investitura feudale al milite francese Abbon de Barrès, la cui discendenza si schierò sempre con gli Angioini (foto 6-6a).
Quanto rimane è interessante da visitare in quanto si tratta di uno dei maggiori esempi di architettura castellana in Sicilia.
Notevole artisticamente è anche la Chiesa cinquecentesca di Santa Maria Maggiore (foto 7) in cui si trova il dipinto “ La Vergine in Gloria” di Filippo Paladini (1544-1614) e i sarcofagi dei nobili feudatari Barresi che abitarono il castello; al di sotto si trova la chiesa della Cateva o Caterva, in origine cripta greco bizantina,in cui è conservato un prezioso crocifisso proprio di epoca bizantina in oro zecchino; il sito è visitabile per tutto il mese di maggio (foto 8-9).
Altro sito interessante è (a quattro chilometri dal centro), il Santuario della Madonna della Cava, di cui si trova dipinta l'immagine su lastra di pietra (1223), visitabile dal mese di maggio al mese di settembre (foto 10).
Molti altri spunti per itinerari interessanti possono inoltre essere consigliati dagli uffici comunali, tenendo allo stesso tempo presente che le strutture ricettive, i bar e i punti di ristorazione sono in grado di soddisfare le più svariate esigenze turistiche.

Si ringrazia Antonio Caffo per le foto e le preziose notizie storiche gentilmente fornite.

Indirizzo

Enna
94100

Telefono

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