01/04/2020
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E' uscito il volume "Soppressioni napoleoniche a Faenza".
Troverete uno studio su piani paralleli (storico, architettonico, artistico) riguardante gli edifici religiosi della città di Faenza nel periodo napoleonico. Numerose chiese, conventi e sedi di confraternite furono chiusi al culto, molti degli edifici furono venduti e radicalmente trasformati, oppure andarono distrutti in seguito, per vicende belliche o demolizioni.
Partendo dalla “Tabella delle case esistenti nella città di Faenza” redatta da Giuseppe Pistocchi e Giuseppe Morri nel 1798, il primo vero catasto della città, Stefano Saviotti ha ricostruito le vicende storiche di ben settantanove edifici di proprietà ecclesiastica dalle origini sino ad oggi, con particolare riferimento alle tumultuose vicende del periodo napoleonico. In seguito alle soppressioni, parecchie opere d’arte che ornavano le chiese furono vendute, spostate altrove, o perdute. Molte di esse attualmente fanno parte delle collezioni della Pinacoteca Comunale e del Museo Diocesano di Faenza, altre ancora sono in importanti musei e collezioni italiane o estere. Grazie ad antichi taccuini di viaggio, agli inventari delle chiese e ad altre fonti, Monica Naldoni ha individuato le opere d’arte di loro pertinenza, al fine di riportarle virtualmente nelle loro sedi originarie.
È nata così una sorta di “Guida delle chiese di Faenza prima di Napoleone”, che per la prima volta ci offre un quadro complessivo del grande patrimonio storico e artistico accumulato nel corso dei secoli e che nel Settecento aveva raggiunto il suo apice.