08/01/2023
Da pochi giorni è trascorsa l'epifania, giorno della visita dei Re Magi a Gesù, quindi secondo la cronologia più classica in questi giorni si dovrebbe compiere quello che è stato uno degli episodi più violenti del Vangelo, la strage degli Innocenti.
Secondo il Vangelo secondo Matteo, Erode il Grande re della Giudea ordino di uccidere tutti i bambini più piccoli di 2 anni nella zona di Betlemme, con lo scopo di uccidere Gesù.
Sarebbero stati proprio i Magi ad avvisare Re Erode della nascita del Re dei Re, ma un angelo avvisa i saggi viaggiatori di non andare a riferire della loro visita a Gerusalemme. Contestualmente un secondo angelo avrebbe avvisato Giuseppe di fuggire in Egitto per scampare alla strage.
L'episodio quindi dovrebbe collocarsi dopo il 6 gennaio, ma la Chiesa individua nel 28 dicembre (tra il 7 e il 4 avanti Cristo) il giorno del massacro.
La datazione dubbia si collega agli studi che da tempo gli storici stanno facendo sulla vicenda.
La strage degli Innocenti è presente solamente in un vangelo e storicamente trova conferma più dal carattere violento ed iracondo di re Erode, più che in fonti storiche.
Re Erode rimane nella storia un personaggio fortemente discusso, tanto che lo scrittore Macrosius disse che quando Augusto seppe della morte dei figli di Erode esclamò che era più sicuro essere il maiale di Erode, piuttosto che un suo parente. In effetti Erode il Grande uccise (o fece uccidere) una moglie, tre figli, tre cognati e una suocera.
Con questo carattere non dovrebbe stupire che possa aver ordinato l'uccisione di un migliaio di neonati per toglierne uno di torno.
A onor del vero non c'è traccia di questo ordine nelle cronache dell'epoca.
La scena comunque rimase una delle più rappresentate grazie al suo impatto emotivo. L'uccisione di bambini innocenti è da sempre un tema toccante.
Nelle foto qui sotto si vede la versione presentata da Domenico del Ghirlandaio nel 1485-8 per l'Ospedale degli Innocenti.
La pala presenta un'adorazione dei magi al centro.
A sinistra San Giovanni Battista patrono di Firenze e a destra San Giovanni Evangelista patrono dell'Arte della Seta, corporazione che curava l'ospedale degli Innocenti.
Nel dettaglio in alto a sinistra la strage degli Innocenti, dipinta in colori morbidi ad attenuare la violenza e il dolore (considerando che l'opera era destinata proprio a un luogo di fanciulli) e sullo sfondo si riconoscono dei monumenti che, pur stilizzati, rappresentano Roma: il Colosseo, la Colonna Traiana e la Piramide.
Sotto la strage, che cerca il contatto visivo con gli spettatori, c'è un autoritratto del Ghirlandaio.