14/12/2018
Il mito di Marsia e le orecchie di asino di Re Mida
ovvero della superiorità degli strumenti a corde rispetto a quelli a fiato (e a percussione) nella concezione platonica.
La mitologia greca ci consegna la triste storia di Marsia, un sileno, divinità minori dei boschi, di natura selvaggia e lasciva, molto spesso assimilate ai satiri, da cui si differenziano solo per gli arti inferiori di natura equina (mentre nei satiri sono di natura caprina);
Si narra di come la dea Atena una volta inventato l'aulos ne rimanesse ben presto delusa, dato che soffiando nelle canne del flauto, il suo viso si gonfiava e appariva rosso e deformato.
Atena getta dunque via lo strumento musicale, maledicendo chiunque l’avesse raccolto.
Lo raccoglie il nostro Marsia, il quale iniziando a suonarlo, diviene cosi abile che in poco tempo si convince di essere anche più bravo di Apollo.
La sua fama e la sua presunzione lo portano dunque a sfidare il dio in una contesa musicale.
Le Muse, (mousike è l'arte delle muse) sono scelte come giudici della gara, al vincitore sarebbe stato concesso il diritto di far ciò che volesse del contendente.
Le Muse rimangono impressionate dal suono di Marsia e in un primo momento assegnano un pareggio. A quel punto Apollo per vincere usa trucchi da baro e sfida Marsia a cantare e suonare contemporaneamente, cosa impossibile con uno strumento a fiato.
In un'altra versione Apollo invita Marsia a rovesciare il suo strumento e a suonarlo:
Il dio può ovviamente rovesciare la cetra, Marsia invece non può fare altrettanto con l'aulos;
La punizione per la superbia dello sconfitto Marsia è lo scorticamento da vivo.
Ma Apollo partecipa ad un'altra contesa musicale, quella con Pan.
Chi è Pan? E' guarda caso un satiro, altra divinità inferiore, che un giorno imbattendosi nella ninfa Syrinx cerca di sedurla. La ninfa lo rifiuta e, terrorizzata dall'aspetto di Pan, mezzo uomo e mezzo capra, per sfuggirgli si farà trasformare in canna di palude.
Pan raccoglie la canna e tagliatala in varie pezzi la trasformerà nel flauto di Pan.
Ebbene, tornando alla contesa musicale tra Apollo e Pan, ad essa assiste per caso lo stolto Re Mida che, osa mettere in discussione la vittoria di Apollo, e viene punito dal dio con le orecchie d'asino.
Le due storie sono abbastanza simili e sembrano avere lo stesso significato simbolico, ossia
nel contrasto tra strumenti a fiato e strumenti a corda, questi ultimi risultano superiori.
Guardiamo di nuovo alla civiltà e mitologia greca:
La cetra (o la lira) è strumento caro di Apollo, dio della ragione e delle arti, ma anche ad Orfeo, ordinatore della natura che col suo canto poteva ammaliare tutte le creature.
Oltretutto Apollo era anche il dio dell’ispirazione poetica e nell’antica Grecia spesso la cetra accompagnava il canto, la poesia e il racconto di miti:
l’Iliade e l’Odissea, comprendevano l’accompagnamento della musica.
Platone considera la musica come componente essenziale dell’educazione dei giovani:
poiché con l’aulos non è possibile cantare e suonare contemporaneamente, il valore educativo del canto viene meno. Di qui la predilezione di Platone per la cetra, anche per via del suono più armonioso e celestiale che emette.
Infatti egli riconosce alla musica il potere di condizionare gli animi, quindi va usata con cautela:
alcune melodie ispirano stati d’animo positivi, altre stati d'animo opposti;
L’aulos suscita le passioni invece di placarle, ed è considerato lo strumento della trance, soprattutto perché è associato a culti di origine orientale, in particolare quello di dioniso-Bacco.
Le voci acute delle Menadi, il suono stridulo dell’aulos, il grave rimbombo dei timpani e dei crotali: questi sono gli elementi sonori che accompagnano i ritmi sfrenati delle danze di satiri e menadi del tiaso dionisiaco.
L'aulos è dunque strumento legato ai piaceri, al vino, alla dissolutezza, alla irrazionalità.
Gli strumenti a fiato sono tipici di satiri e sileni, pastori e contadini.
Sembra dunque (cfr. Augusto Gentili, Musica e Amore, ed. Giunti) che “la superiorità degli strumenti a corde e della voce venga conclamata anche nell'ordine sociale essendo riservata agli uomini colti e urbanizzati, mentre la musica incolta e contadina, cattiva e disordinata, è fatta essenzialmente di strumenti a fiato e percussioni”.
Ordine e caos, ossia armonia e disarmonia, accordo musicale e dissonanza, ragione e istinto
melodie apollinee e dionisiache.