13/06/2023
Conoscevo molti dei posti in cui faccio i miei giri oggi ancora prima di essere una guida turistica. E in quasi 20 anni ho visto cambiamenti. Pochi nei luoghi e tanti nelle persone che questi luoghi li abitano.
Alcune di queste persone ho imparato a conoscerle piano. Prima di vista e poi con due chiacchiere fino ad entrare più in profondità nel loro mondo. Forse il mio carattere introverso ha fatto sì che queste persone si aprissero con me più facilmente, vedendomi abbastanza tranquillo senza mai chiedere oltre. E un contributo fondamentale lo ha dato anche il mio cane, Spina, che si è fatta amare e coccolare da tutte queste persone. E chi ama gli animali è pressoché impossibile che abbia un cuore chiuso.
Purtroppo molti dei residenti di questi minuscoli grandi paesi sono anziani e inevitabilmente nel tempo li ho visti sparire con il loro unico mondo.
Enis e Giuliana abitavano a Volpaia, nella prima casa a sinistra arrivando dalla strada a valle. La vecchia casa dei cacciatori era diventata loro. E con amore e dedizione l'avevano aperta agli ospiti coltivando quel terreno di fronte con olivi e vigneti. Avevano anche le api.
Quando io li ho conosciuti l'attività di bed and breakfast l'avevano già terminata, ma continuavano a custodire come un tesoro i diari dove gli ospiti avevano scritto a penna le loro impressioni, i ricordi e i ringraziamenti.
(Il mondo senza social dove lasciare stelline e pallini)
Giuliana me li mostrava con orgoglio. Mi leggeva quelli in Italiano e chiedeva che traducessi quelli in altre lingue (almeno quelle che ero in grado di capire) e almeno apparentemente sembrava si ricordasse di ogni ospite che era su quei quaderni.
Il marito, Enis, solo apparentemente più schivo. Perché quando entravi in casa loro era seduto vicino al camino o alla televisione. Apparentemente perché quel vinsanto, quel vino e quel miele ci aveva lavorato lui per farli ve**re così. Così genuini.
E li facevano assaggiare alle persone che portavo in visita da una parte per orgoglio e con certo la speranza di venderlo, ma dall'altra e soprattutto perché erano persone con un senso dell'Ospitalità. La "o" maiuscola ha tutta la sua ragione di esserlo. (H di hospitality in inglese)
(Continua)