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Ne ho fatta una così perché tanto quando ti metti in posa non vieni bene mai
19/06/2023

Ne ho fatta una così perché tanto quando ti metti in posa non vieni bene mai

Quant'è bella Firenze, la Firenze di Dante, quella di Leonardo e di Michelangelo. La Firenze dei ragazzi, in primavera, ...
04/03/2023

Quant'è bella Firenze, la Firenze di Dante, quella di Leonardo e di Michelangelo. La Firenze dei ragazzi, in primavera, quella dei baci e dei tramonti. Quant'è bella Firenze, la Firenze antifascista.

Emozione nobile e spesso demonizzata,   la tristezza andrebbe invece abbracciata e tenuta stretta. Oggi ho visto quest'o...
01/02/2022

Emozione nobile e spesso demonizzata, la tristezza andrebbe invece abbracciata e tenuta stretta. Oggi ho visto quest'orso a forma di lacrimone, sotto un ponte a forma di bocca all'ingiù, come nelle faccine di WhatsApp. Sarà stato un amore finito, un'amicizia tradita, un Vlahovic alla Juventus, oppure sarà stata solo voglia di crescere? Perché dalla tristezza si cresce, dal dolore si rinasce, dalla rabbia si perdona. Emozione nobile, la tristezza, da tenere stretta stretta, come fosse un orso di peluche.

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Breve riflessione pomeridiana.Oggi ho fatto una passeggiata agli Uffizi ed è ufficiale che:- Gli Uffizi hanno riaperto.-...
07/05/2021

Breve riflessione pomeridiana.

Oggi ho fatto una passeggiata agli Uffizi ed è ufficiale che:

- Gli Uffizi hanno riaperto.
- Gli Uffizi hanno riaperto e sono parecchio belli.
- Gli Uffizi hanno riaperto e, se li "passeggiate" con me, sono parecchio PIÙ belli.

Fine breve riflessione pomeridiana.


Le ferite sono così, c'è poco da fare, crude e sincere. Le ferite ti fanno sanguinare di rabbia e di bellezza, ed assiem...
20/03/2021

Le ferite sono così, c'è poco da fare, crude e sincere. Le ferite ti fanno sanguinare di rabbia e di bellezza, ed assieme al sangue, spesso, scivolano via anche le certezze. Le ferite poi si rimarginano, certo, che sennò si muore, ma non torniamo mai ad essere gli stessi di prima. Perché le ferite ti lasciano cicatrici dure e senza forme, come parole di un altro tempo che forse un giorno ti sentirai libero di leggere. Le ferite, che ti piaccia o no, ti costringono a cambiare. Io, non vedo l'ora.

La ferita, , 2021, , Firenze.

Noi uomini siamo esseri semplici e voi donne lo sapete benissimo. Bastano il sapore del vino ed il profumo dell’amore e ...
05/07/2020

Noi uomini siamo esseri semplici e voi donne lo sapete benissimo. Bastano il sapore del vino ed il profumo dell’amore e perdiamo la testa, chiedetelo ad Oloferne. Secondo la Bibbia cristiana, Oloferne era un generale assiro che stava assediando la città israelita di Betulia, ormai ridotta allo stremo delle forze. Quando sembrava vicina la resa, entrò in scena Giuditta, una bella e ricca fanciulla che, con personalità da vendere, si recò da Oloferne fingendo di esserne un po’ invaghita e di voler tradire il suo popolo. Oloferne tutto ringalluzzito si fidò, la invitò a cena e, tra il vino rosso e un occhiolino fatto bene, si appisolò contento ed ubriaco, che quando mi ripiglio ci si diverte Giudy. Lei però non ci pensò due volte, gli sfilò la spada e zac, via la testa e la paura, salvò il suo popolo e diventò un’eroina, chapeau. Da Botticelli a Caravaggio, da Artemisia Gentileschi a Klimt, nei secoli dell’arte si sono confrontati in tanti con questo tema qui. In Piazza della Signoria abbiamo la versione di Donatello che, con bellezza ed eleganza, tutti i giorni ci ricorda come noi uomini siamo esseri semplici, che basta un bicchiere o il profumo di una donna, e via subito la testa.

Giuditta e Oloferne (copia), Donatello, 1455 ca., Piazza della Signoria, Firenze.



Durante la quarantena abbiamo riscoperto il valore delle terrazze, soprattutto chi non ce l’ha, tipo me a Firenze, per f...
04/07/2020

Durante la quarantena abbiamo riscoperto il valore delle terrazze, soprattutto chi non ce l’ha, tipo me a Firenze, per fortuna non era ancora questo caldo qui. Da lì ognuno di noi poteva guardare cose diverse, mentre per le strade risuonava prima Azzurro e poi l'Inno. In realtà quello sotto casa mia metteva anche The Final Countdown degli Europe, che non ho mai capito se volesse farci forza e caricarci, o se ci volesse ricordare l’inesorabile conto alla rovescia, ormai innescato, verso la fine del mondo. Vabbè. Dicevo che da lì ognuno di noi poteva guardare cose diverse, un’alba o un tramonto, un albero o delle luci, i muri più o meno scalcinati dei palazzi, le macchine una dietro l’altra oppure le mutande della nonnina di fronte stese ad asciugare. Ferdinando I de’ Medici di certo non si può lamentare, dalla sua terrazza in Piazza del Duomo ha visto Arezzo e tutte le sue nuvole, Arezzo e tutti i suoi colori, specie quelli medievali, maledetto lui. Gliel’avrei fatta fare in casa mia a Firenze, la quarantena, senza terrazze e con quelle mutande lì, stese ad asciugare.

Piazza del Duomo, Arezzo.


Amazzonia, Machu Picchu, la Foresta Nera, Mowgli, Bagheera, Baloo e tutto il libro della giungla. Invece no, semplicemen...
03/07/2020

Amazzonia, Machu Picchu, la Foresta Nera, Mowgli, Bagheera, Baloo e tutto il libro della giungla. Invece no, semplicemente Toscana. Più precisamente ci troviamo sotto al Sasso Spicco della Verna, chicca del Santuario francescano. Pare che il buon San Francesco si ritirasse spesso qui, in preghiera e in riflessione. Il posto in effetti un po’ magico è, non ho sentito la chiamata ma insomma due domande me le sono fatte. Tipo che chissà come fa ‘sto sasso a stare in questo modo da secoli, che la scienza te lo spiega, certo, ma la pelle ti sussurra altro. Oppure tipo che chissà come mai a noi uomini importa così poco della natura, del suo perfetto equilibrio, ed a questo nemmeno la scienza sa rispondere. E poi sarà l’aria o sarà quella croce, ma alla fine, quando rimani lì solo, completamente solo, ci scappa anche una preghierina che fa più o meno così: speriamo che non venga giù tutto proprio ora, che mica sono Mowgli.

Sasso Spicco, La Verna, Toscana.


Mi fa così caldo che vorrei fosse già notte, ora subito, che almeno si smuove un po' l'aria. Vorrei che fosse già notte ...
02/07/2020

Mi fa così caldo che vorrei fosse già notte, ora subito, che almeno si smuove un po' l'aria. Vorrei che fosse già notte e che stessi già sognando, quando di tutto il resto non importa più. Allora ho pensato subito a Piazza Santa Croce, al suo sapore di notte, al suo odore d'aria fresca e al suo rumore di sogni. E mi sento già meglio, che mi è venuta voglia di un aperitivo, prima che sia notte.

Piazza Santa Croce, di notte, Firenze.

La foto non è il massimo ma l’opera quasi sì, fosse solo per il nome, Genio della Vittoria, che mi garbò subito. A propo...
01/07/2020

La foto non è il massimo ma l’opera quasi sì, fosse solo per il nome, Genio della Vittoria, che mi garbò subito. A proposito di geni, l’autore è Michelangelo e, sempre a proposito di geni, è esposta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, capolavoro del Vasari. L’origine della statua non è chiarissima, probabilmente avrebbe dovuto far parte della famosa e mai completata tomba di Papa Giulio II, come i Prigioni, con i quali tra l’altro condivide qualche forma. Il genio vittorioso, che Michelangelo scolpisce giovane, forte e bello, blocca con nonchalance e destrezza il corpo anziano dello sconfitto, ormai privo di energie, intrappolate nella materia. Entrata a far parte della collezione Medici, l’opera divenne presto un riferimento alla vittoria di Firenze su Siena, infatti fu collocata sotto la parete del Salone affrescata con le battaglie tra le due città nemiche. Chissà se il burbero Michelangelo avrebbe approvato.

Genio della Vittoria, Michelangelo, 1534 ca., Salone dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze.

E come un girasole giro intorno a te, che sei il mio sole anche di notte, cantava Giorgia. Fortuna però che il fenomeno ...
30/06/2020

E come un girasole giro intorno a te, che sei il mio sole anche di notte, cantava Giorgia. Fortuna però che il fenomeno del sole a mezzanotte c’è solo al profondo Nord, che io sennò farei parecchia fatica a dormire. Giorno o notte che sia, il girasole resta comunque un simbolo della bella Toscana, macchie di colore sparse qua e là tra il caldo afoso, le strade tutte curve ed i canti delle cicale. Ai turisti piacciono molto e, volenti o nolenti, spesso bisogna accostare per fare le foto, veloci please che i tempi sono stretti, ma veloci non lo sono mai e dopo dieci minuti di selfie tocca sempre minacciare di lasciarli a piedi, giuro che vado via, ma in realtà mi piace vederli contenti. Per questo poi ci soffro, quando ad aprile mi chiedono di passare da un campo di girasoli. Ad aprile non ci sono, c’è poco da fare, e quindi spiego loro che bisogna aspettare l’estate, il caldo afoso, le strade tutte curve ed i canti delle cicale. Ma dopodomani se ne vanno e allora nulla, niente girasoli, sarà per la prossima volta, però vi posso mettere il cd di Giorgia, se volete.

Girasoli, Toscana.



La Venere è la Venere e la Primavera è la Primavera, siamo tutti d’accordo, su questo non ci piove. Ma se proprio dovess...
29/06/2020

La Venere è la Venere e la Primavera è la Primavera, siamo tutti d’accordo, su questo non ci piove. Ma se proprio dovessi scegliere un quadro solo del Botticelli, io credo proprio che sceglierei questo, la Calunnia. Forse perché nel dipinto l’artista parla davvero di sé, di un’esperienza vissuta in prima persona. O forse per le dimensioni ridotte, che la Primavera dove la metto, non mi passa nemmeno dalla porta, invece questo mi starebbe parecchio bene qui, tra il frigo e la tv, che sono due anni che c’ho ‘sto spazio vuoto da riempire e la luce sarebbe buona, soprattutto di mattina. La figura che preferisco è la vecchietta vestita di nero, sulla sinistra, impersonificazione del rimorso, del pentimento, qualcosa con cui prima o poi dovremo confrontarci tutti. Quando verrete con me agli Uffizi poi vi spiego il dipinto per intero, che se vi dico tutto ora che gusto c’è. Però almeno vi siete fatti un’idea, per il regalo dico, che tra un paio di mesi è il mio compleanno e c’ho giusto uno spazio vuoto tra il frigorifero e la tv.

La Calunnia, Botticelli, 1496/97, Galleria degli Uffizi, Firenze.

Indirizzo

Florence

Telefono

+393382045773

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