20/10/2026
Dietro e davanti alla camera - Il cinema secondo Donatella Finocchiaro
Di Francesco Tufano
Il cinema come sogno a occhi aperti, spazio creativo e strumento per trasmettere emozioni. Donatella Finocchiaro racconta il proprio mestiere attraverso il doppio sguardo di attrice e regista, due esperienze che le permettono di vivere diversamente la costruzione di una storia e il rapporto con il pubblico.
Nella recitazione, l’interprete diventa un tramite: accoglie le emozioni, le attraversa e le restituisce a chi guarda. Dietro la macchina da presa, invece, il cinema assume la forma di una grande scatola dei desideri, nella quale far confluire visione personale, immaginazione e mondo interiore.
Dopo tanti anni da attrice, Finocchiaro riconosce nella regia una possibilità sempre più importante di espressione. Racconta di aver concluso a marzo le riprese di un documentario, vivendo quei giorni in un flusso creativo continuo: anche di notte pensava alle scene da girare, alle parole e alla direzione da dare al racconto. Un coinvolgimento che ritrova anche nel lavoro teatrale.
La riflessione personale si allarga poi allo spazio riservato alle donne. Dal debutto da protagonista in “Angela” di Roberta Torre alle successive esperienze, Finocchiaro ricorda personaggi femminili di grande forza. Oggi, nella sua lettura, sono soprattutto le serie televisive a offrire opportunità alle interpreti, mentre il cinema sembra concederne meno.
Per cambiare questa situazione, sottolinea, i premi non sono sufficienti. Serve un impegno di produttori, sceneggiatori e registi nel costruire ruoli femminili significativi e nel sostenere le donne che vogliono realizzare i propri progetti. Favorevole alle quote rosa, Finocchiaro rivendica la necessità di percorsi capaci di aprire opportunità concrete, accompagnando e valorizzando il talento.