04/04/2026
I CAMPANILI DI SAN PIETRO DEL BERNINI. STORIA DEL LORO ABBATTIMENTO
Roma, gennaio 1637. Bernini riceve dalla Reverenda Fabrica Sancti Petri (l’ente che sopraintende agli interventi della basilica di San Pietro) l’incarico di realizzare, su specifica indicazione di papa Urbano VIII, due torri campanarie alle due estremità della facciata della basilica.
Si trattava di riprendere il lavoro già avviato dal Maderno, il quale aveva avuto da papa Paolo V il compito di costruire due campanili per rendere meno sproporzionata la facciata della basilica, ritenuta disarmonica in quanto eccessivamente larga, impedendo a coloro che si trovavano di fronte alla basilica di vedere in tutta la sua magnificenza la cupola michelangiolesca.
Appena avviati i lavori di scavo il Maderno dovette però fermarsi per la presenza di evidenti problemi di natura geologica del terreno.
Pur conoscendo bene il problema segnalato dal Maderno, il Bernini accetta l’incarico, sicuro del successo dei lavori. Accantonati i progetti del Maderno, che prevedevano due basse torri anche per non insistere troppo sul terreno, Bernini propone due alti campanili di tre piani ciascuno, per un’altezza di circa trenta metri. Quando il papa, riunito con i cardinali della Reverenda Fabrica Sancti Petri vede il modellino ligneo realizzato, come racconta Filippo Baldinucci, gli applausi nell’ampia sala letteralmente si sprecarono. Ma quegli iniziali entusiasmi non saranno purtroppo forieri di successivi successi.
Il 20 maggio 1638 Bernini, non senza orgoglio, pone la prima pietra delle nuove fondamenta. La costruzione della torre campanaria meridionale procede speditamente. Il 29 giugno 1641, solenne festività di San Pietro e Paolo, Bernini la mostra al papa, seppur in forma approssimata, in quanto solo la parte inferiore è realmente terminata mentre quella superiore è un modello in legno.
L’atteso giudizio di Urbano VIII, tuttavia, non è quello sperato dal Bernini. Al papa, infatti, il campanile non piace. Lo trova poco imponente e oltretutto gli fanno notare la presenza di allarmanti crepe sulla facciata della chiesa, proprio a ridosso del campanile. Le preoccupazioni del Maderno sembrano essersi tristemente avverate.
Le critiche pontificie determinano l’abbattimento della parte in legno del campanile e la temporanea sospensione dei lavori, che ripresero solo mesi dopo e interessarono anche l’inizio della costruzione della torre settentrionale. Tuttavia l’entusiasmo iniziale sembra molto scemato. Alle negative osservazioni del papa si aggiunge anche la drastica riduzione di finanziamenti, diretta conseguenza del gravoso impegno del papa nella guerra contro il ducato di Castro che assorbe energie e tanti, troppi soldi.
A mettere la parola fine sulla già fragile storia dei campanili è la morte di Urbano VIII. Quando il conclave elegge al soglio pontifico Innocenzo X, il nuovo papa, certo non simpatizzante per il Bernini. A nulla servono le giustificazioni del Bernini sull’inevitabile assestamento delle fondamenta della chiesa. Il papa non vuole sentire ragioni, e forte anche di una perizia tecnica prodotta dall’acerrimo rivale Borromini, ordina l’abbattimento della torre meridionale e di quel poco della settentrionale, disponendo inoltre, a titolo risarcitorio, il blocco del pagamento di successivi emolumenti destinati da contratto al Bernini per la realizzazione dei campanili.
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📷Viviano Codazzi, Veduta di Piazza San Pietro con i campanili