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In Toscana anche i coltivatori sono artisti...Foto di David Pistolesi
30/05/2022

In Toscana anche i coltivatori sono artisti...

Foto di David Pistolesi

Il 22 Maggio 2022 torna la Giornata Nazionale delle Dimore Storiche, evento in cui oltre 400 luoghi esclusivi in tutta I...
05/05/2022

Il 22 Maggio 2022 torna la Giornata Nazionale delle Dimore Storiche, evento in cui oltre 400 luoghi esclusivi in tutta Italia – come castelli, rocche, ville, parchi e giardini – saranno visitabili gratuitamente. Un vero e proprio patrimonio a disposizione della collettività per un giorno, un’occasione da non farsi sfuggire.

In Toscana saranno oltre 120 le dimore storiche aperte e visitabili con prenotazione obbligatoria da effettuare sul sito di ASDI.

Al link le dimore toscane e come prenotare ⬇
https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/eventi-dimore/312262/giornata-nazionale-a-d-s-i-domenica-22-maggio-2022-scopri-e-prenota/?lan=&tab=toscana

17/04/2022
L'EREMO LE CELLE, SULLE ORME DI SAN FRANCESCO di Gabriele RuffoliPer chi è alla ricerca di pace e tranquillità tra la na...
15/04/2022

L'EREMO LE CELLE, SULLE ORME DI SAN FRANCESCO
di Gabriele Ruffoli

Per chi è alla ricerca di pace e tranquillità tra la natura della Toscana, l’Eremo Le Celle è sicuramente il luogo ideale. Questo complesso è intriso di grande spiritualità e sorge a soli cinque chilometri dal bellissimo centro storico di Cortona in provincia di Arezzo. Famoso per aver a lungo ospitato San Francesco, secondo la tradizione qui il Poverello di Assisi scrisse il suo testamento spirituale.
La storia dell’Eremo Le Celle però inizia ben prima dell’arrivo di San Francesco, infatti il nome della località cortonese evoca l’antica presenza di piccole grotte ricavate nella roccia e utilizzate dai pastori e dai contadini locali. La forza del torrente dei Cappuccini, in particolare, veniva sfruttata per alimentare dei mulini ad acqua un tempo presenti in quella zona.
San Francesco arrivò a Cortona nel 1211 insieme a frate Silvestro. Ma fu grazie all’aiuto di Guido Vagnotelli che conobbe questo luogo situato alle falde del Monte Sant’Egidio a circa 580 metri slm. Il Poverello ricavò subito alcune celle, tra cui quella in cui più volte soggiornò, fino a pochi mesi prima di morire. All’Eremo, San Francesco, nel 1226 scrisse quello che viene definito il suo testamento spirituale. La sua presenza segnò le genti locali, tra cui Santa Margherita da Cortona che divenne la “terza perla del francescanesimo”. Dopo la morte di Francesco, l’Eremo Le Celle venne sistemato e ampliato da frate Elia.

Gabriele Ruffoli

Il Pan di ramerino è un panino, non troppo grande, morbido e dolce fatto con pasta di pane, zibibbo e rosmarino.Di origi...
14/04/2022

Il Pan di ramerino è un panino, non troppo grande, morbido e dolce fatto con pasta di pane, zibibbo e rosmarino.

Di origine medievale, è legato tradizionalmente al periodo antecedente la Pasqua, in tempi non molto lontani il Pan di ramerino si trovava in vendita nei forni fiorentini e del circondario solamente il giorno del Giovedì Santo, già benedetto dai parroci della zona.
Oggi, il Pan di ramerino si può trovare in vendita anche in altri periodi dell'anno.

Il Pan di Ramerino è un dolce tradizionale tipico delle campagne fiorentine, molto povero, ma davvero gustoso. Provare per credere!

A Firenze torna lo "Scoppio del Carro"Domenica di PasquaLa rievocazione dello scoppio del carro si celebra a Firenze orm...
12/04/2022

A Firenze torna lo "Scoppio del Carro"
Domenica di Pasqua

La rievocazione dello scoppio del carro si celebra a Firenze ormai da 9 secoli, per ricordare il ritorno dei fiorentini dalle Crociate nel 1101. Secondo la leggenda Pazzino de’ Pazzi portò a Firenze tre pietre focaie del sepolcro di Cristo, che divennero protagoniste delle celebrazioni cittadine del Sabato Santo per generare la scintilla di fuoco “novello” con cui – dopo la benedizione – riaccendere il focolare domestico.

Col passare del tempo questa usanza venne spostata alla Domenica di Pasqua e fu costruito un “carro del fuoco”. L’attuale Brindellone di Firenze, che risale al 1700, la mattina di Pasqua viene accompagnato per le vie del centro da 150 figuranti del corteo storico e da 4 buoi bianchi agghindati con fiori. È il volo dell’innesco, che per la sua forma è chiamato “colombina” e viaggia su una fune, a dare il via allo scoppio del carro che dura per una ventina di minuti: per Firenze questo tragitto di 150 metri tra l’altare maggiore della cattedrale e la piazza (e ritorno) ha un importante significato. Un viaggio senza intoppi tradizionalmente è un segno di buon auspicio per la città.

Tratto da:
https://ilreporter.it/sezioni/eventi/scoppio-carro-firenze-2022-orario-come-si-celebra-quando-diretta-tv/

Buonanotte da FirenzeFoto di Daniele Venegoni
10/04/2022

Buonanotte da Firenze

Foto di Daniele Venegoni

L'ABBAZIA DI SANT'ANTIMO, LA SUA STORIA E LA LEGGENDA DI CARLO MAGNO di Gabriele RuffoliL’ abbazia di Sant’Antimo è un c...
04/04/2022

L'ABBAZIA DI SANT'ANTIMO, LA SUA STORIA E LA LEGGENDA DI CARLO MAGNO
di Gabriele Ruffoli

L’ abbazia di Sant’Antimo è un complesso monastico olivetano situato presso Castelnuovo dell’Abate a 380 metri s.l.m. all’interno del comune di Montalcino, in provincia di Siena. Si tratta di una delle architetture più importanti del romanico Toscano abitata nei secoli dai monaci benedettini. La Chiesa attuale è stata edificata all’inizio del XII secolo, ma le origini dell’Abbazia sono molto più antiche, pare che la fondazione di Sant’Antimo possa risalire al IX secolo, all’epoca del Sacro Romano Impero, guidato da Carlo Magno, ritenuto il fondatore di una ca****la, detta Carolingia, corrispondente all’attuale sagrestia.
Il nome dell’abbazia è tutt’oggi in disputa tra due Santi con lo stesso nome: il primo è citato negli ”acta Sancti Anthimi” dove è narrata la storia, quasi leggendaria, del sacerdote Antimo imprigionato sotto gli imperatori Diocleziano e Massimiano. Secondo una leggenda papa Adriano I, nel 781, avrebbe consegnato parte delle reliquie dei santi Antimo e Sebastiano a Carlo Magno, che le donò all’abbazia nell’atto della fondazione.
L’altro santo, anch'esso di nome Antimo a cui si fa risalire il nome, fu un diacono di Arezzo, martirizzato insieme a San Donato nel 352. Alla sua morte Antimo, non fu però sepolto a Pionta, nell’Aretino, ma nella zona in cui adesso si trova la chiesa.
Secondo la tradizione popolare l’abbazia originaria fu edificata per volontà di Carlo Magno nel 781. Si racconta che l’imperatore e il suo esecrito stessero percorrendo quella che sarebbe divenuta la Via Francigena. Di ritorno da Roma, alle pendici del monte Amiata imperversava una temibile epidemia di peste. Carlo Magno, come molti suoi soldati, corse il rischio di essere colpito dall’epidemia, l’imperatore, si accampò in prossimità del torrente Starcia (ai piedi di Castelnuovo dell'Abate) e fece un voto chiedendo la grazia per se stesso e per la sua gente affinché il potente flagello cessasse. La notte gli apparve in sogno un uomo che disse di chiamarsi Antimo e lo rassicurò che non avrebbe corso nessun pericolo e per questo decise di far fondare l’Abbazia di Sant’Antimo proprio lì vicino.
La rara bellezza di questa struttura ha originato un’altra leggenda, dai connotati meno storici, secondo la quale Sant’ Antimo fu costruita per opera delle fate, che, trasportando colonne sulla testa e pietre sulle dita, la completarono in una sola notte.

Gabriele Ruffoli

A Lucca
21/03/2022

A Lucca

Indirizzo

Viale Spartaco Lavagnini
Florence
50121

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