05/01/2022
Una delle mostre del 2022 (sarà un anno molto ricco di esposizioni) da non perdere!
“DAI ROMANTICI A SEGANTINI” A PADOVA
DAL 29 GENNAIO LA SUPER COLLEZIONE
DI OSKAR REINHART. LE ANTICIPAZIONI
FIRMATE DA MARCO GOLDIN PER VOI
Dal 29 gennaio al 5 giugno si svolgerà nel Centro San Gaetano a Padova la nuova, grande mostra firmata da Marco Goldin e organizzata da Linea d’ombra, in accordo con il Comune patavino. “Dai romantici a Segantini. Storie di lune e poi di sguardi e figure. Capolavori dalla Fondazione Oskar Reinhart” (www.lineadombra), gode anche del supporto di APS, AcegasAPSAmga e della Camera di Commercio di Padova ed è realizzata per celebrare “Padova Urbs picta” diventata pochi mesi fa patrimonio Unesco. Il catalogo della mostra sarà un meraviglioso libro che consentirà a tutti di scoprire per la prima volta in Italia la storia della collezione di Oskar Reinhart e tutti i movimenti e gli artisti che vi sono compresi. A cominciare ovviamente dai grandissimi romantici come Friedrich fino agli incantati pittori della montagna come Segantini e Hodler. Ogni martedì e venerdì, fino alla conclusione del mese, pubblicheremo estratti dal lungo saggio di Marco Goldin per il catalogo della mostra. Cominciamo oggi con alcune notizie sulla famiglia Reinhart e sulla collezione. A venerdì per la pittura romantica e Friedrich. Buona lettura!
"Winterthur, nel secondo Settecento, aveva un aspetto molto tranquillo e provinciale ma nel secolo successivo la rapida espansione industriale, soprattutto quella nel settore tessile, fece diventare la città assai nota nel mondo, quasi a contendere alla vicina Zurigo il ruolo egemonico nel Cantone. La ricchezza rese possibile il collezionismo, che nella famiglia Reinhart vide in Theodor, il padre di Oskar, il primo rappresentante. Era a capo di un ricco gruppo mercantile, Gebrüder Volkart, che importava ed esportava molti tipi di merce, dal cotone al caffè al cacao e aveva filiali tra l’India e il sud America. Theodor era anche patrono di alcuni artisti, tra i quali Ferdinand Hodler.
Il collezionismo non era da lui visto come una speculazione economica ma era il risultato di una educazione familiare. Il motto di Reinhart era che l’arte dovesse essere accessibile a tutti, anche a coloro che non avevano il denaro per acquistare opere. Questa idea fu di esempio per tutti i figli. George, il maggiore, collezionista di arte europea e asiatica, poi Hans che fu poeta e promosse letteratura e teatro. Werner fu assistente di grandi musicisti come Stravinsky, Schönberg, Webern, Hindemith. Offrì tra l’altro a Rainer Maria Rilke l’ultima casa della sua vita, Château Muzot nel Canton Vallese.
Questo ambiente familiare così stimolante porta Oskar, in modo naturale, nel mondo degli artisti e dei musei. Nel 1924, a 39 anni, lascia la Volkart per dedicarsi completamente alla sua collezione. Nello stesso anno acquista un grande casale di campagna, “Am Römerholz”, nella parte nord di Winterthur, sul fiume Lindberg. Costruisce immediatamente, accanto, un grande spazio per esporre i suoi quadri. Già nel 1930, rispondendo allo spirito del collezionismo paterno, comunica alla città di voler rendere accessibile al pubblico la sua collezione, anche se la Fondazione Oskar Reinhart aprirà nel gennaio 1951, con una selezione coerente delle opere raccolte nei decenni, da Friedrich fino a Segantini e Hodler. L’allestimento delle sale, all’interno delle quali sono collocati i dipinti, rispecchia lo stile delle epoche da cui giungono i dipinti stessi, che sono circa 600, cui si aggiungono oltre 7000 opere su carta. Tutto con artisti svizzeri, tedeschi e austriaci."
[Albert Anker, L'asilo, 1890 - Kunst Museum Winterthur, Fondazione Oskar Reinhart © SIK-ISEA, Zurigo (Philipp Hitz)]