28/06/2026
I musei non solo custodiscono oggetti d’arte e conducono attività finalizzate alla loro divulgazione, sono sempre più consapevoli del cambiamento climatico, trovandosi spesso ad essere protagonisti di fronte alle nuove “sfide ambientali”, sviluppando progetti volti alla sostenibilità.
Un recente progetto che all’interno del Museo d’arte orientale E. Chiossone ha unito cultura e sostenibilità è il progetto “Herit Adapt” focalizzato sulla “Resilienza del patrimonio culturale e naturale del territorio attraverso il turismo sostenibile, l’adattamento ai cambiamenti climatici e il coinvolgimento dei cittadini”, un’azione pilota volta alla valorizzazione e alla protezione di opere e luoghi d’arte.
Il progetto, da una parte, ha portato alla realizzazione di segnaletica verticale “in aggiunta” alla già presente segnaletica turistica in alcune zone del centro storico genovese e la realizzazione di segnaletica posizionata ex-novo all’interno del Parco di Viletta di Negro con lo scopo di segnalare i percorsi che conducono al Museo, limitando così l’“overtourism” (sovraffollamento turistico) del sito UNESCO “Le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli". Una possibilità concreta di invitare i visitatori a recarsi in musei limitrofi, raggiungibili a piedi, garantendo così la sostenibilità e la fruizione ottimale dei luoghi dell’arte.
Una seconda parte del progetto ha comportato l’acquisizione digitale di dieci (su un totale di dodici) armature giapponesi appartenenti alla collezione permanente del Museo.
La Quinta Galleria conserva infatti una delle sezioni più emozionanti della sua splendida raccolta d’arte orientale: dodici armature giapponesi databili fra il XVI e il XIX secolo, prova della maestria artigianale che fonde bellezza e funzionalità.
L'intervento ha permesso la creazione di modelli tridimensionali ad alta risoluzione, completi di texture fotorealistiche. Per consentire una scansione completa, ogni armatura è stata temporaneamente estratta dalle vetrine espositive, permettendo allo strumento di scansione di ruotare liberamente a 360° attorno ai soggetti.
Il progetto ha, come fine, quello di aumentare la fruibilità attraverso la realizzazione di un “gemello digitale” (digital twin), divulgandone le informazioni attraverso supporti multimediali e interattivi.
In una logica conservativa la possibilità di disporre di un “digital twin” permette non solo di avere maggiore consapevolezza delle alterazioni del materiale ma anche di alternare un periodo di esposizione ad altri di riposo o eventuale restauro.
Non solo, anche dal punto di vista della ricerca scientifica, il modello digitale permette una visibilità completa, fedele e a tutto tondo dell’oggetto, evitando così la manipolazione diretta del bene in un’ottica di sostenibilità e conservazione.
L’obiettivo è quindi rendere i contenuti consultabili in qualsiasi momento, essendo i modelli completamente “esplorabili” anche quando le opere possono non essere fisicamente esposte, garantendo così una fruizione continuativa e diffusa del patrimonio, in questo caso, un unicum “identitario” della collezione che interessa un’intera Galleria dedicata.
Le armature e i loro “digital twin” sono visionabili https://www.museidigenova.it/it/larmatura-giapponese-0