25/08/2026
C’è una città in Puglia dove l’argilla non è soltanto una materia da modellare, ma una storia che passa di generazione in generazione. È Grottaglie, in provincia di Taranto, celebre in tutta Italia per le sue ceramiche e per un quartiere unico, dove ancora oggi le botteghe degli artigiani occupano antiche cavità scavate nella roccia.
Il cuore della città è il Quartiere delle Ceramiche, sviluppato lungo la gravina di San Giorgio. Qui maestri ceramisti lavorano tra laboratori, forni e ambienti ipogei un tempo utilizzati anche come frantoi. È questo intreccio tra pietra, fuoco e argilla ad aver trasformato Grottaglie in uno dei principali centri italiani della ceramica artistica.
Ma Grottaglie nasce molto prima delle sue botteghe. Il territorio è segnato dalle gravine e da migliaia di grotte abitate fin dalla preistoria, tanto da essere legate persino all’origine del nome della città. Nella Gravina di Riggio sopravvivono inoltre importanti testimonianze bizantine, con affreschi e iscrizioni in greco.
Dominando il centro storico troviamo il Castello Episcopio, per secoli simbolo del potere dei vescovi tarantini. Oggi ospita il Museo della Ceramica, con centinaia di opere che raccontano l’evoluzione di questa arte dall’antichità fino alla produzione contemporanea.
Passeggiando tra vicoli, archi, case imbiancate e botteghe si incontrano anche la Chiesa Madre, San Francesco De Geronimo e scorci improvvisi sulle gravine.
E la tradizione continua a vivere: nel 2026 il Concorso internazionale di Ceramica Contemporanea "Mediterraneo" ha richiamato a Grottaglie centinaia di opere e artisti provenienti da decine di Paesi.
Grottaglie è questo: una città che ha trasformato terra e fuoco in identità. E dove, entrando in una bottega, sembra ancora possibile vedere secoli di storia prendere forma tra le mani di un artigiano.