22/05/2026
Si è spento il nostro caro Carlo Petrini.
Oggi è una giornata molto triste, iniziata con una notizia che non eravamo pronti a ricevere, perché per quanto ci si possa preparare è sempre triste accogliere la scomparsa di qualcuno a cui vuoi molto bene e con cui hai condiviso un tratto di strada.
Carlìn è stato per noi come uno zio, un fratello, un nonno, sicuramente un amico.
E’ stato sempre presente, soprattutto da quando Dario e Franca ci hanno lasciato.
E’ stato un consigliere, una spalla, un punto di riferimento.
Per la nascita della nostra Fondazione è stato fondamentale, il confronto con lui è stato continuo in questi anni, c’era sempre. Con una telefonata, un pensiero, non ha mai mancato una riunione, un appuntamento.
Non potremo dimenticare la genialità delle intuizioni, la visione straordinaria, la tenacia e la capacità di trasformare i modi di vedere il mondo e le cose superando barriere e pregiudizi, luoghi comuni e reticenze e trasformando i comportamenti e le idee delle persone fino a trasformarle in progetti.
Essere rivoluzionari è questo, lui lo è stato.
In ogni sua frase si poteva trovare un filo di fiducia e amore.
Il 24 marzo a Roma eravamo tutti convinti che non sarebbe venuto, invece alla fine è arrivato, con quel suo sorriso, anche se più affaticato del solito, ha dedicato tempo ed energie.
Pensare che da oggi non ci sarà più è una enorme tristezza per tutti noi.
Ci stringiamo alla sorella, ai familiari, agli amici più intimi, al gruppo di ragazzi e ragazze che vegliava su di lui tutti i giorni seguendolo come ombre operose nelle questioni lavorative, e non solo…
Mattea Fo, Jacopo Fo, Stefano Bertea, Jaele Fo, Marco Marchetti, la Fondazione Fo Rame tutta.
Foto © Alberto Peroli