24/02/2026
Il Consorzio Turistico Gubbio Alta Umbria esprime forte e motivata preoccupazione per i progetti eolici nel territorio di Gubbio, che prevedono l’installazione di aerogeneratori alti fino a 200 metri sui crinali dell’area eugubina.
Il paesaggio rappresenta il principale motore economico della nostra destinazione. Non è soltanto un valore identitario o culturale, ma il pilastro su cui si fonda la competitività turistica di Gubbio e dell’Alta Umbria.
Modificare in modo permanente il profilo dei crinali significa colpire direttamente l'attrattività del territorio agli occhi dei visitatori italiani e internazionali. L’installazione di impianti a ridosso della città medievale comprometterebbe l’intera offerta turistica, generando:
Inquinamento visivo: il profilo monumentale di Gubbio, preservato intatto per secoli, verrebbe sovrastato da pale giganti visibili da ogni punto panoramico, deturpandone l’immagine iconica.
Inquinamento acustico: la prossimità degli impianti solleva seri dubbi sulla qualità del soggiorno, specialmente per chi ricerca il silenzio e la quiete, elementi integranti e imprescindibili dell'esperienza nel nostro territorio.
Le possibili conseguenze non sono teoriche ma concrete. L’installazione di macchine industriali di tali proporzioni colpirebbe al cuore i segmenti in maggiore crescita:
Cicloturismo e Turismo Outdoor: La trasformazione dei crinali in siti industriali comprometterebbe l'attrattività per i cicloturisti e gli escursionisti che scelgono Gubbio per l'integrità dei suoi percorsi.
Indebolimento del turismo naturalistico e slow: L'alterazione dei panorami storici lungo i grandi cammini (come il Cammino di Francesco) e sui crinali appenninici danneggerebbe irreparabilmente l'immagine promozionale costruita in anni di investimenti.
Perdita di valore delle strutture: Si prospetta un calo del valore percepito per tutte le strutture ricettive panoramiche che puntano sulla quiete e sull'integrità ambientale.
Oltre all’impatto visivo, GAU pone l'accento sull'industrializzazione forzata delle nostre valli. La realizzazione di simili impianti non si ferma ai crinali, ma comporta una trasformazione industriale del fondovalle: l'adeguamento della viabilità per il transito di mezzi eccezionali, nuovi sbancamenti e l'installazione di chilometri di cavidotti e sottostazioni elettriche. Questo "disfacimento" della natura trasforma un territorio “vergine", allontanando chi cerca un’esperienza turistica autentica.
La transizione energetica è necessaria e auspicabile, ma non può tradursi in una scelta che penalizzi uno degli asset strategici del territorio. Non a questo prezzo. Alla luce della recente archiviazione delle istanze da parte della Regione Umbria, il consorzio turistico GAU rileva che si è aperta una finestra temporale preziosa.
Poiché le società proponenti hanno la facoltà di riformulare le domande, è fondamentale utilizzare questo tempo per attivare subito i tavoli di confronto.
Decisioni che incidono in modo permanente sul paesaggio non possono essere calate dall’alto né affrontate solo a colpi di carte bollate.
Il turismo genera lavoro diffuso, sostiene famiglie e rappresenta una delle colonne portanti dell’economia locale.
Per questo motivo, GAU chiede formalmente:
L’apertura immediata di un tavolo pubblico di confronto tra operatori economici, istituzioni e comunità locale, prima di ogni eventuale ripresentazione dei progetti.
La redazione di una valutazione indipendente sull’impatto economico e turistico, che analizzi gli effetti a medio e lungo termine sull'indotto.
La sospensione di ogni iter che non preveda una tutela rigorosa dei crinali e dei coni visivi del territorio.
Il Consorzio ribadisce con fermezza che la tutela del paesaggio coincide con la tutela dell’economia e dell’occupazione.
Il futuro turistico di Gubbio non può essere messo a rischio senza un confronto vero e trasparente.
Per il consorzio GAU - Gubbio Alta Umbria
Presidente Gloria Margaret Pierini