20/08/2026
Si è svolto questa mattina l’incontro tra il Consorzio Turistico Gubbio Alta Umbria e l’Amministrazione Comunale di Gubbio, alla presenza del sindaco Vittorio Fiorucci e degli assessori Parlagreco, Salciarini e Colaiacovo.
Un confronto richiesto dal Consorzio per portare all’attenzione dell’Amministrazione le criticità che gli operatori turistici stanno riscontrando sul territorio dalla primavera ad oggi, ma soprattutto per avviare una riflessione più ampia sul futuro turistico della città.
Il primo elemento emerso è che la difficoltà che stanno attraversando le imprese non riguarda esclusivamente Gubbio. Il mercato turistico nel 2026 appare più complesso e meno prevedibile rispetto agli anni precedenti e difficoltà analoghe sono riscontrabili in molte destinazioni italiane.
Questo non significa, però, che Gubbio non debba interrogarsi sulle proprie specificità e sulla propria capacità di competere. Anzi, proprio in un mercato più difficile, una destinazione come Gubbio deve essere ancora più capace di costruire motivi per essere scelta.
Durante l’incontro il Consorzio ha sottolineato come gli eventi siano importanti, possano creare movimento e generare presenze, ma non possano rappresentare da soli una strategia turistica.
Un evento deve essere uno strumento della strategia, non la strategia stessa.
Per questo Gubbio ha bisogno di un vero piano di marketing turistico e territoriale, che parta da alcune domande fondamentali: chi vogliamo attrarre? In quali periodi? Perché un visitatore dovrebbe scegliere Gubbio? Quale prodotto turistico vogliamo proporre? Quali mercati vogliamo intercettare? Attraverso quali canali e quale comunicazione?
E soprattutto, ogni azione deve poter essere misurata nei suoi risultati.
Perché anche un eventuale aumento delle presenze, da solo, non è sufficiente a descrivere la salute del settore.
Il turismo è sano quando le imprese riescono a vivere, investire e crescere. La presenza non è automaticamente valore.
Occorre quindi guardare anche alla permanenza media, alla spesa sul territorio, alla redditività delle imprese, agli investimenti e alla capacità degli eventi e delle iniziative di produrre ricadute economiche diffuse.
Un altro elemento centrale del confronto ha riguardato il ruolo del Consorzio stesso.
A Gubbio esiste già una realtà organizzata che riunisce operatori dell’accoglienza, della ristorazione, dei servizi, della cultura e delle altre attività legate all’ospitalità.
Non è più attuale la narrazione dell’operatore che pensa esclusivamente al proprio orticello. Oggi esistono nuove generazioni di imprenditori, una maggiore disponibilità alla collaborazione e la consapevolezza che, in un territorio come Gubbio, da soli non si va lontano. Il territorio deve vendere una destinazione, non una singola attività.
La parte privata, dunque, non è disorganizzata: esiste già un interlocutore strutturato. Il passaggio successivo deve essere quello di trasformare questa presenza in un percorso condiviso, operativo e continuativo con l’Amministrazione.
Da qui la richiesta di valorizzare la Consulta sul Turismo già esistente, trasformandola in un vero tavolo permanente pubblico-privato, capace di lavorare concretamente sulla programmazione.
Un altro tema affrontato riguarda il concetto stesso di prodotto turistico.
Il turista non acquista soltanto una camera o un monumento: acquista un’esperienza complessiva della città.
E quell’esperienza è fatta anche di qualità urbana, manutenzione del verde, decoro, uniformità e qualità dei dehors, organizzazione degli spazi, eventi, servizi e percezione generale della destinazione.
Anche il decoro è turismo. Anche il verde è turismo. Anche una piazza ben organizzata è turismo.
Allo stesso tempo, una destinazione non può vivere soltanto di ciò che già possiede. Deve essere in grado di costruire nuove esperienze e nuovi prodotti turistici.
Un visitatore può arrivare a Gubbio, visitare una chiesa, un museo, il centro storico e ripartire il giorno successivo. Ma se trova un’offerta articolata di esperienze — outdoor, trekking, enogastronomia, natura, attività per famiglie, esperienze culturali, tour del territorio — può avere un motivo in più per fermarsi una notte.
Una notte in più significa una camera occupata, un ristorante, un bar, un negozio, un museo, un servizio. Significa valore economico che rimane sul territorio.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla Mostra Mercato del Tartufo, considerata dal Consorzio un prodotto turistico identitario e strategico per Gubbio.
Non soltanto un contenitore di eventi, ma un progetto che mette insieme enogastronomia, produttori, ristorazione, ospitalità, territorio e promozione turistica.
Per questo è fondamentale una programmazione anticipata e una comunicazione adeguata, affinché la manifestazione possa essere proposta sul mercato con il necessario anticipo e possa diventare realmente uno strumento di attrazione turistica.
Una destinazione non può programmare a breve termine ciò che vuole vendere ai propri visitatori.
La calendarizzazione degli eventi deve essere sufficientemente lunga da permettere agli operatori di organizzarsi e, soprattutto, alla destinazione di comunicare per tempo la propria offerta.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema dell’occupazione del suolo pubblico, una questione particolarmente complessa per una città come Gubbio, dove la presenza di eventi storici, manifestazioni, vincoli e normative rende spesso difficile individuare e mettere a disposizione spazi permanenti per le attività.
Il Consorzio ha evidenziato la necessità di continuare a lavorare per trovare un equilibrio tra le esigenze delle imprese, la tutela del patrimonio e l’organizzazione degli eventi, anche alla luce di una normativa nazionale che rende spesso complessa la gestione degli spazi pubblici a livello locale.
Un focus particolare è stato dedicato anche al tema dell’abusivismo nel settore dell’ospitalità e della somministrazione, chiedendo all’Amministrazione un rafforzamento dei controlli e una maggiore tutela per le imprese che operano nel rispetto delle regole.
Sono presenti sul territorio situazioni di strutture ricettive non regolarmente riconosciute e attività di somministrazione svolte da soggetti che non avrebbero i requisiti per farlo. Una situazione che, soprattutto in un momento di difficoltà economica, rischia di creare una concorrenza profondamente distorsiva nei confronti delle aziende che sostengono regolarmente tutti gli oneri previsti dalla legge.
La tutela delle imprese regolari è una priorità. Le aziende che fanno parte del Consorzio operano nel rispetto delle normative e degli obblighi previsti, e questo deve essere un valore riconosciuto e tutelato.
Il problema diventa ancora più evidente nei momenti di minore domanda: se il numero complessivo dei visitatori diminuisce e una parte di questi viene intercettata da attività non regolari, le presenze che rimangono vengono distribuite su una platea sempre più piccola di imprese che operano correttamente, mettendo ulteriormente sotto pressione la loro sostenibilità economica.
Per questo il Consorzio ha chiesto all’Amministrazione maggiore attenzione e controlli sia nel comparto della ricettività sia in quello della somministrazione, nell’interesse non soltanto degli operatori regolari, ma dell’intero sistema economico e turistico della città.
Per questo è fondamentale una programmazione anticipata e una comunicazione adeguata, affinché la manifestazione possa essere proposta sul mercato con il necessario anticipo e possa diventare realmente uno strumento di attrazione turistica.
Una destinazione non può programmare a breve termine ciò che vuole vendere ai propri visitatori.
La calendarizzazione degli eventi deve essere sufficientemente lunga da permettere agli operatori di organizzarsi e, soprattutto, alla destinazione di comunicare per tempo la propria offerta.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema dell’occupazione del suolo pubblico, una questione particolarmente complessa per una città come Gubbio, dove la presenza di eventi storici, manifestazioni, vincoli e normative rende spesso difficile individuare e mettere a disposizione spazi permanenti per le attività.
Il Consorzio ha evidenziato la necessità di continuare a lavorare per trovare un equilibrio tra le esigenze delle imprese, la tutela del patrimonio e l’organizzazione degli eventi, anche alla luce di una normativa nazionale che rende spesso complessa la gestione degli spazi pubblici a livello locale.
Un focus particolare è stato dedicato anche al tema dell’abusivismo nel settore dell’ospitalità e della somministrazione, chiedendo all’Amministrazione un rafforzamento dei controlli e una maggiore tutela per le imprese che operano nel rispetto delle regole.
Sono presenti sul territorio situazioni di strutture ricettive non regolarmente riconosciute e attività di somministrazione svolte da soggetti che non avrebbero i requisiti per farlo. Una situazione che, soprattutto in un momento di difficoltà economica, rischia di creare una concorrenza profondamente distorsiva nei confronti delle aziende che sostengono regolarmente tutti gli oneri previsti dalla legge.
La tutela delle imprese regolari è una priorità. Le aziende che fanno parte del Consorzio operano nel rispetto delle normative e degli obblighi previsti, e questo deve essere un valore riconosciuto e tutelato.
Il problema diventa ancora più evidente nei momenti di minore domanda: se il numero complessivo dei visitatori diminuisce e una parte di questi viene intercettata da attività non regolari, le presenze che rimangono vengono distribuite su una platea sempre più piccola di imprese che operano correttamente, mettendo ulteriormente sotto pressione la loro sostenibilità economica.
Per questo il Consorzio ha chiesto all’Amministrazione maggiore attenzione e controlli sia nel comparto della ricettività sia in quello della somministrazione, nell’interesse non soltanto degli operatori regolari, ma dell’intero sistema economico e turistico della città.
Per questo è fondamentale una programmazione anticipata e una comunicazione adeguata, affinché la manifestazione possa essere proposta sul mercato con il necessario anticipo e possa diventare realmente uno strumento di attrazione turistica.
Una destinazione non può programmare a breve termine ciò che vuole vendere ai propri visitatori.
La calendarizzazione degli eventi deve essere sufficientemente lunga da permettere agli operatori di organizzarsi e, soprattutto, alla destinazione di comunicare per tempo la propria offerta.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema dell’occupazione del suolo pubblico, una questione particolarmente complessa per una città come Gubbio, dove la presenza di eventi storici, manifestazioni, vincoli e normative rende spesso difficile individuare e mettere a disposizione spazi permanenti per le attività.
Il Consorzio ha evidenziato la necessità di continuare a lavorare per trovare un equilibrio tra le esigenze delle imprese, la tutela del patrimonio e l’organizzazione degli eventi, anche alla luce di una normativa nazionale che rende spesso complessa la gestione degli spazi pubblici a livello locale.
Un focus particolare è stato dedicato anche al tema dell’abusivismo nel settore dell’ospitalità e della somministrazione, chiedendo all’Amministrazione un rafforzamento dei controlli e una maggiore tutela per le imprese che operano nel rispetto delle regole.
Sono presenti sul territorio situazioni di strutture ricettive non regolarmente riconosciute e attività di somministrazione svolte da soggetti che non avrebbero i requisiti per farlo. Una situazione che, soprattutto in un momento di difficoltà economica, rischia di creare una concorrenza profondamente distorsiva nei confronti delle aziende che sostengono regolarmente tutti gli oneri previsti dalla legge.
La tutela delle imprese regolari è una priorità. Le aziende che fanno parte del Consorzio operano nel rispetto delle normative e degli obblighi previsti, e questo deve essere un valore riconosciuto e tutelato.
Il problema diventa ancora più evidente nei momenti di minore domanda: se il numero complessivo dei visitatori diminuisce e una parte di questi viene intercettata da attività non regolari, le presenze che rimangono vengono distribuite su una platea sempre più piccola di imprese che operano correttamente, mettendo ulteriormente sotto pressione la loro sostenibilità economica.
Per questo il Consorzio ha chiesto all’Amministrazione maggiore attenzione e controlli sia nel comparto della ricettività sia in quello della somministrazione, nell’interesse non soltanto degli operatori regolari, ma dell’intero sistema economico e turistico della città.
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