09/05/2026
La Grecia, in vista dell’avvio della stagione estiva 2026, per proteggere gli ambienti naturali dal rischio dell’overtourism ha deciso di mettere un blocco allo sfruttamento commerciale delle spiagge in alcune delle località balneari più frequentate.
Il provvedimento vieta in 251 spiagge il noleggio di attrezzature balneari, l’apertura di bar e taverne, l’installazione di impianti per la diffusione di musica e l’organizzazione di eventi.
Si tratta di una scelta lungimirante e opposta a quella che l’Italia sta portando avanti, dove le spiagge continuano a essere viste come un prolungamento della città in cui tutto è possibile e in cui realizzare attività di varia natura.
La decisione greca è stata presa in modo congiunto dai ministri dell’Economia e dell’Ambiente. Si tratta infatti di una azione funzionale non solo a proteggere gli ambienti naturali ma a disegnare un diverso turismo e un diverso modo di intendere gli spazi. Quella della Grecia non è una scelta coraggiosa, ma una scelta consapevole che guarda al futuro e che la premierà, che le consentirà di preservare il territorio e di restare una meta turistica apprezzata. Si tratta dell’unica scelta possibile, libera da ipocrisie e false azioni o dichiarazioni a difesa della natura.
Noi, intanto, continuiamo ad appoggiarci a modelli e visioni ormai vecchie di trent’anni; sventoliamo bandiere blu o con le vele per giustificare il nostro operato; ricorriamo un’idea fallimentare destinata a crollare.