15/10/2026
“Il turista è sacro”. Siamo sicuri?
È una frase che sentiamo ripetere da decenni nel turismo. Una convinzione diventata quasi indiscutibile.
Eppure, è arrivato il momento di metterla in discussione.
I lifers sono sacri.
In Visit Italy li chiamiamo così perché la parola “residenti” non racconta fino in fondo il loro ruolo.
I lifers danno vita ai luoghi. Ci abitano, lavorano, studiano, crescono i figli, costruiscono relazioni, custodiscono tradizioni e rendono una città riconoscibile.
Sono loro a creare, ogni giorno, gran parte di ciò che un turista viene a cercare.
Eppure, quando si prendono decisioni sul turismo, troppo spesso passano in secondo piano.
Una famiglia che non riesce più a permettersi una casa.
Un quartiere che si riempie di alloggi brevi e si svuota di residenti.
Un centro storico che perde i negozi di quartiere.
Una piazza che da luogo di incontro diventa spazio di consumo.
Ogni volta che accade, sottraiamo qualcosa alla vita di una comunità.
Il turista trascorre in una destinazione qualche giorno.
Il lifer vive ogni giorno le conseguenze delle scelte che riguardano quella destinazione.
E questo dovrebbe cambiare il modo in cui misuriamo il successo del turismo.
È anche il principio da cui nasce l'Equazione della Sostenibilità Turistica.
La qualità dell'esperienza turistica è legata al benessere di chi vive il territorio.
Quando questo viene compromesso, anche il valore della destinazione, prima o poi, si deteriora.
Basta osservare Roma, Firenze, Venezia e tante località di quell'1% del territorio italiano su cui si concentrano gran parte dei flussi turistici.
Luoghi sempre più visitati, nei quali diventa sempre più difficile abitare.
Città che attraggono il mondo, ma rischiano di perdere chi le rende vive.
Possiamo continuare a misurare arrivi e presenze.
Ma dovremmo domandarci, con la stessa attenzione, quanto sia migliorata la vita di chi ci abita.
Chi viaggia merita accoglienza, rispetto e servizi di qualità.
Ma il diritto di visitare un luogo non può prevalere sistematicamente sul diritto di viverlo.
Qui entra in gioco la responsabilità di chi governa le destinazioni.
Dobbiamo continuare a promuovere il turismo, attrarre viaggiatori e creare opportunità economiche.
Ma dobbiamo anche regolamentarlo, governare i flussi, tutelare il diritto alla casa e gli spazi della vita quotidiana.
Attrarre sempre più turisti senza preoccuparsi di chi resta rischia di diventare un successo soltanto nei numeri.
Il turismo dovrebbe rendere le città luoghi migliori in cui abitare.
Una città che perde abitanti, abitudini e identità perde anche ciò che la rende interessante da visitare.
Per questo è importante interiorizzare che le città possono avere turisti, ma i turisti non possono avere le città.
È tempo di cambiare il nostro vecchio mantra.
I lifers sono sacri.
Ed il rispetto per chi arriva, comincia proprio dal rispetto per chi resta.
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Mi chiamo Ruben Santopietro e dal 2016 guido Visit Italy, la piattaforma culturale indipendente che racconta l’Italia lontano dai riflettori.
Qui parlo di turismo, delle sue trasformazioni e del percorso di un’impresa che cresce insieme ai territori a cui dà voce.