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Un tuffo nel Medioevo con la Pro Loco Lentini! 🏰Ieri, 2 giugno, abbiamo vissuto una giornata indimenticabile a San Marco...
03/06/2026

Un tuffo nel Medioevo con la Pro Loco Lentini! 🏰
Ieri, 2 giugno, abbiamo vissuto una giornata indimenticabile a San Marco d’Alunzio in occasione della suggestiva Giornata Medievale.
Tra storiche mura in pietra, scorci mozzafiato affacciati sul mare e il fascino senza tempo di epoche lontane. Ci siamo lasciati trasportare dai ritmi dei musici, dai costumi d'epoca e dall'atmosfera unica di uno dei borghi più belli della Sicilia ✨
Un grazie di cuore a tutti i partecipanti che hanno reso questa giornata speciale con il loro entusiasmo e la loro compagnia! 📸
Alla prossima avventura insieme! 🗺️👥

01/06/2026
31/05/2026
Forse non tutti sanno che il grande Franco Battiato scelse proprio la nostra Lentini come palcoscenico per le riprese di...
30/05/2026

Forse non tutti sanno che il grande Franco Battiato scelse proprio la nostra Lentini come palcoscenico per le riprese di questo straordinario videoclip.
Passeggiare per le nostre strade, ammirare i nostri scorci e poi ritrovarli immortalati dall'arte di uno dei più grandi cantautori della storia della musica italiana è un'emozione unica. Questo video non è solo musica: è un omaggio alla bellezza autentica della nostra terra, vista attraverso lo sguardo poetico di un maestro.
Un orgoglio immenso che abbiamo il dovere di custodire, ricordare e condividere con il mondo. ❤️

Best of FrancoBattiato: https://goo.gl/YaTwU9Subscribe here: https...

29/05/2026
29/05/2026
🚨 SALVIAMO L'AFFRESCO DEL CROCIFISSO! 🚨La nostra Chiesa Rupestre del Crocifisso è un vero e proprio unicum in Italia. L'...
29/05/2026

🚨 SALVIAMO L'AFFRESCO DEL CROCIFISSO! 🚨
La nostra Chiesa Rupestre del Crocifisso è un vero e proprio unicum in Italia.
L'unico luogo ad aver ricevuto per ben due volte il finanziamento del censimento "I Luoghi del Cuore FAI".
Siamo diventati un modello in tutta Italia per la nostra capacità di fare squadra e restituire valore alla bellezza.
Abbiamo già fatto miracoli riaprendo le porte della chiesa, ma il lavoro non è finito: l'affresco della Crocifissione rischia ancora di scomparire e ha bisogno di un restauro urgente.
Le votazioni sono tornate! Una firma o un voto non ti costano nulla, ma per noi significano tutto.!
👇 VOTA ORA CON UN CLICK 👇
🔗 https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-rupestre-del-crocifisso?ldc=
Aiutaci a proteggere la nostra storia! Schiaccia sul link e vota ,oppure fai un salto in Pro Loco✨

Ricordiamo che è possibile visitarla in qualsiasi momento chiamando ai nostri numeri:
fisso: 0958133044
cellulare: 371 466 6113







UNPLI Siracusa Pro Loco Carlentini APS - SR - Pro Loco Pedagaggi

Ho votato CHIESA RUPESTRE DEL CROCIFISSO (LENTINI, SIRACUSA) al censimento del FAI. Aiutami a far scalare la classifica a questo luogo del cuore, votalo anche tu!

29/05/2026

La storia
Alcuni ne attribuiscono l'origine ai Templari, che lo avrebbero realizzato tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIII; essi avrebbero sbarrato l'alveo del fiume Trigona-Galici, qualche centinaio di metri prima della confluenza nel fiume San Leonardo, con lo scopo di creare una riserva di caccia e di pesca.
La leggenda narra invece che Ercole, recando in dono a Cerere la pelle del leone di Nemea, si fosse innamorato dei luoghi facendo nascere un lago che da lui avrebbe preso il nome.
Il lago fu apprezzato e descritto già nell'Ottocento da viaggiatori stranieri, come Charles Didière, che, nell'agosto del 1829, chiamò il Biviere terza meraviglia della Sicilia. Il lago era però anche portatore di febbre e di morte: non appena arrivava il caldo, infatti, la malaria (descritta anche da Giovanni V***a) si diffondeva nel territorio circostante. Per questo motivo, vi furono già a partire dalla fine del XIX secolo, progetti di bonifica; intorno agli anni trenta il lago venne prosciugato. I lavori di bonifica durarono circa trenta anni. Scomparve così il lago di Lentini e con esso anche la flora e la fauna che in esso proliferava.
Alla fine degli anni settanta, si pensò alla ricostruzione del lago come serbatoio di acqua per uso agricolo e industriale. Fu con i finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno che venne realizzato un invaso più piccolo ma più profondo con una capacità di 127 milioni di metri cubi utili d'acqua. Dopo lungo tempo e molte polemiche, il bacino si è riempito trasformandosi nuovamente in un'importante oasi naturalistica e in habitat per la sosta di uccelli migratori e per la nidificazione di molte altre specie. Infatti, secondo alcuni censimenti della LIPU, sono state contate 25.000 presenze di volatili, appartenenti a 150 specie diverse, 15 delle quali vi nidificano.

28/05/2026

Lago del Biviere -nidificazione cicogne

28/05/2026

la storia di questa Icona, inizia sulla spiaggia di Agnone, nel mese di Giugno dell’anno del Signore 1240. L'equipaggio di una “sciabica”, cioè un’imbarcazione per la pesca da strascico, si era dato appuntamento sulla spiaggia. Uno dell’equipaggio, ingannava il tempo passeggiando sulla spiaggia, fin tanto che, con suo grande stupore, trovò una grande tavola di legno dipinta, con l’immagine della Madre di Dio Odigitria. Fin dai tempi antichi la Madonna Odigitria era venerata in particolar modo dalla gente dedita alla vita del mare, della quale divenne la Patrona, la vera condottiera, la guida, nei pericolosi viaggi. Grande fu la felicità dei pescatori che in questo ritrovamento riconobbero subito una predilezione della Mamma Celeste. Superato il primo momento di meraviglia, si pose il problema di chi fosse il proprietario della meravigliosa Immagine. Le consuetudini volevano che qualsiasi cosa “pescata” la si dovesse vendere per poi dividerne il ricavato all’equipaggio, ciascuno secondo il proprio grado. La Madonna, però, così venerata ed amata, di certo non si poteva vendere: con quale cuore ci si poteva liberare di una così grande? Si convenne così di donare l’icona alla chiesa cittadina, ove chiunque potesse recarsi per venerarla; l’equipaggio della sciabica era però composto da catanesi e lentinesi. Occorreva allora decidere se l’Icona dovesse andare a Catania o a Lentini. Probabilmente si decise di custodire l’Immagine presso la vicina Basilica cistercense del Murgo, che sebbene incompleta, poteva tuttavia offrire un minimo di riparo. Per evitare contese campanilistiche, che spesso sfociavano in episodi violenti, si cercò di rimettere questa decisione al giudizio di Dio. Una coppia di buoi indomiti fu legata ad un carretto e su di questo, in processione, fu deposta la sacra immagine. Lasciati liberi, i buoi, presero la via di Lentini. Il 24 Giugno del 1240, l’icona fu consegnata ai magistrati della città. La contesa si spostò quindi in seno alla città di Lentini ove, come gli scritti del tempo ci tramandano, per metterla al sicuro e preservarla “dalle rapaci invide mani”, l’icona fu conservata nel Castello che sorgeva sul monte Latina, oggi Tirone, da dove prese il titolo di Santa Maria Maggiore del Castello. Il senato cittadino stabilì nel giorno del 2 Luglio la festa dell’Icona.
Solo in occasione della Festa e nei casi di gravità, in particolar modo nei periodi di siccità o del dilagare di epidemie, l’Icona veniva portata in processione dal castello alla città, previo giuramento del Senato di restituirla al castellano sotto la penale della fortissima somma di 5000 scudi.
Il 30 giugno del 1665 venne effettuato il primo restauro documentato dell’immagine, in quanto questa risultava scurita e tarlata. Come ci informa un atto notarile rogato dal notaro Matteo Tomo di Lentini, l’immagine, a sua maggior gloria e per una migliore conservazione, fu coperta da una rizza d’oro. Alla base di questa immagine furono trovate delle scritte in alfabeto latino recanti la dedica “LUCAS AD LEONTINOS” (da San Luca ai lentinesi), testo per certo inserito subito dopo il trasporto della sacra Icona a Lentini, al fine di evitare ulteriori contese sulla proprietà della miracolosa immagine.
Nel 1675, essendo venuta meno l’egemonia del castellano, di trasportare l’Icona nella chiesa di Santa Maria della Cava, ove fu deposta in una ca****la a Lei dedicata.
Grazie ai numerosi miracoli ottenuti per l’intercessione della Beata Vergine, la notorietà dell’immagine crebbe al punto tale da divenire patrona e titolare della Chiesa di Lentini.
Il devastante terremoto del 1693 vide l’immagine miracolosamente salva, mentre la chiesa ove era ospitata crollò quasi interamente. Fu così che l’Icona raggiunse la sua sede definitiva nella chiesa madre di Lentini dedicata a Sant’Alfio. In epoca successiva la rizza d’oro seicentesca deve essere stata sostituita con quella d’argento, fino a qualche decennio fa ancora visibile sull’Icona.
Per una curiosa ragione sul retro della tavola dell’icona era stata incollata anche una tela quattrocentesca, raffigurante la Madonna, Gesù Cristo e Dio Padre, come certifica Giovanni Nicolosi, che nel 1941 esegui un ulteriore restauro dell'Immagine.
La festa della Madonna del Castello viene celebrata il 5 di Agosto di ogni anno.

Indirizzo

Via Conte Alaimo, 5
Lentini
96016

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Domenica 09:00 - 13:00

Telefono

+390958133044

Sito Web

https://drive.google.com/file/d/17Jlb9_K3So3nyOkJdPAkS2GspAdnfQ-E/view?usp=sharing, https

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