30/04/2020
Storia n. 20 Mare e navi
Il mare che circonda le isole Eolie conserva numerosi relitti di navi naufragate con l’intero carico di merci e oggetti di bordo. Nella sezione di età greca e romana del Museo, la sala XXVII è interamente dedicata all’esposizione di anfore, servizi di ceramica da mensa a vernice nera, parti di metallo dello scafo, vasi usati dai marinai, e altri vari oggetti trovati nei relitti sommersi. L’esposizione segue un percorso cronologico dal II millennio a.C. al XVII secolo.
Note sulla ricerca
Le prime esplorazioni del mare eoliano furono fatte da Gianni Roghi (1960-61) e dal Club Mediterranee che avevano creato a Lipari una Ecole de Plongee (1961-63). Il primo scavo di archeologia subacquea fu condotto dalla Royal Air Force (RAF) diretto dal generale L.M.A. Edmonds che esplorò una parte del relitto A di Filicudi. Seguirono le ricognizioni di Gerhard Kapitan anche in collaborazione col gruppo inglese NACSAC della Royal Navy (1968) e le numerose segnalazioni di appassionati subacquei come Francesco Oddo, Bartolo Eolo Giuffrè, Francesco Vaiarelli. Una spedizione dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma sul relitto della Secca di Capistello che, purtroppo era stato oggetto di saccheggi, finì tragicamente nel 1969. Poi nel 1975 e 1976 i fiorentini Mario e Enrico Ciabatti, Jo e Michele Signorini sul relitto dell’età del Bronzo a Lipari; il Centro Sperimentale di Archeologia Marina di Albenga sul relitto F di Filicudi. Nel 1976 si tenne a Lipari il Congresso Internazionale di Archeologia Marina. L’archeologo Nino Lamboglia, fondatore dell’Istituto internazionale di studi liguri, con l’American Institute of Nautical Archaeology e il Subsea Oil Service di Milano riprese le esplorazioni del relitto della Secca di Capistello (1976-1977). In seguito importanti contributi alla ricerca sottomarina furono dati dal Nucleo Carabinieri Sommozzatori di Messina e dall’Università di Oxford con Mensum Bound (1986-1987). Dal 1999 con S.C.R.A.S. (Servizio Coordinamento Ricerche Archeologiche Sottomarine) e dal 2004 con la Soprintendenza del Mare, istituita grazie all’opera di Sebastiano Tusa, il patrimonio archeologico subacqueo è tutelato dalla Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e I.S.
FILICUDI CAPO GRAZIANO
Relitto A Roghi. 196 -173 a.C.