10/06/2026
𝐃𝐚 𝟒𝟐 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞, 𝐥𝐚 𝐜𝐞𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐱 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐞 𝐜𝐨𝐧 “𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐨𝐟.” 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐯𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨.
Ci sono storie che sembrano piccole, semplici, normali, e invece custodiscono dentro di loro qualcosa di raro: l’autenticità dei sentimenti, la forza dei ricordi, la gioia di ritrovarsi. Quella che vi stiamo per raccontare è una di queste. Sembra quasi impossibile da credere ma ogni anno da quarantadue anni, una classe delle scuole medie, la nostra, si dà appuntamento per una cena e serve anche un tavolo molto lungo, perché nessuno di noi vuole mancare. Si parte con un messaggio su WhatsApp, ci si saluta e si organizza. C’è qualche capello bianco in più, vite diverse da raccontare, figli che crescono, fatiche attraversate, gioie da condividere, eppure, ogni volta, appena ci si incontra, il tempo si accorcia, spariscono i decenni e tornano i ragazzi di allora. Accanto a noi, sempre lei, la professoressa che ci ha accompagnato in una stagione irripetibile della vita. Per tutti, ancora oggi, semplicemente “la Prof.”. È lei la vera protagonista di questa storia, il collante di questo gruppo. Quest’anno, per un compleanno speciale della Prof., abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso. Non una cena, non un regalo qualunque, ma una giornata da vivere insieme. Una sorpresa pensata con il cuore: una gita a Firenze, come quelle di fine anno che si facevano a scuola. Così di buon mattino, tra abbracci, risate e un buon caffè, siamo partiti per vivere insieme questo giorno speciale. Ed eccoci a Firenze, bellissima e luminosa, con le sue piazze, le sue chiese e i palazzi ricchi di storia. Camminando insieme, quasi sospesi tra passato e presente, con la Prof. a farci da guida con passo sicuro, come ai vecchi tempi, abbiamo visitato luoghi speciali. Ci sentivamo adulti con i passi leggeri di ragazzi, ancora capaci di stupirci davanti ad una giornata apparentemente semplice ma per tutti indimenticabile. Tra un gelato e una fotografia, tra un pranzo condiviso e una panchina al sole, ci siamo accorti quanto è importante ritrovarsi, un regalo grande, non scontato. In fondo al cuore, per tutti noi, un profondo senso di gratitudine per questa donna speciale, “la Prof.” che tanti anni fa ci insegnava materie scolastiche con grande pazienza ma che, forse senza saperlo, stava seminando nelle nostre vite molto di più. In un mondo che corre e dimentica in fretta, noi continuiamo a fermarci una volta all’anno. A sederci insieme, da quarantadue anni. Grazie di cuore da tutti noi Prof. e appuntamento alla prossima cena e perché no alla prossima gita.
𝐶𝑜𝑛 𝑎𝑓𝑓𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑆𝑢𝑎 𝑐𝑙𝑎𝑠𝑠𝑒 𝐼𝐼𝐼𝐷, 𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑠𝑐𝑜𝑙𝑎𝑠𝑡𝑖𝑐𝑜 1984/85 𝑀𝑎𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒.