Francesca Miserocchi - Guida Turistica Mantova

Francesca Miserocchi - Guida Turistica Mantova Guida turistica Mantova qualificata

Il linguaggio misterioso e affascinante degli Arazzi di Raffaello. Vivacità cromatica, preziosità dei materiali, intensi...
22/10/2020

Il linguaggio misterioso e affascinante degli Arazzi di Raffaello.
Vivacità cromatica, preziosità dei materiali, intensità prospettica e varietà di spessore: “Una gioia per gli occhi”.
Questa è la mostra al Palazzo Ducale di Mantova dal 24 ottobre al 7 febbraio 2021.

Credits. Su concessione del MiBACT - Palazzo Ducale di Mantova

Il Palazzo Ducale di Mantova propone un nuovo percorso
12/06/2020

Il Palazzo Ducale di Mantova propone un nuovo percorso

Il Palazzo Ducale di Mantova propone un nuovo percorso Dopo il successo della prima settimana di riapertura del museo di Palazzo Ducale, da sabato 13 Giugno 2020, la Reggia dei Gonzaga si potrà visitare con un percorso completo. Dal Castello di San Giorgio, con la mirabile Camera degli Sposi, capol...

Palazzo Ducale riapre al Pubblico
06/06/2020

Palazzo Ducale riapre al Pubblico

Palazzo Ducale di Mantova riapre al pubblico Ieri, venerdì 5 Giugno, la Reggia dei Gonzaga ha aperto i battenti. La Camera degli Sposi, capolavoro assoluto di Andrea Mantegna, é stata la prima gemma ad essere ammirata dai numerosi visitatori, me compresa, che, dalle ore 8.30, attendevano in piazza...

Dopo una lunga pausa e un silenzio riflessivo, ripartiamo insieme dalla Cultura e dai Beni Culturali, la punta di diaman...
27/05/2020

Dopo una lunga pausa e un silenzio riflessivo, ripartiamo insieme dalla Cultura e dai Beni Culturali, la punta di diamante del Nostro Paese...

Insieme per ripartire alla scoperta dei Tesori di Mantova Dopo una lunga pausa e un silenzio riflessivo, ripartiamo insieme dalla Cultura e dai Beni Culturali, la punta di diamante del Nostro Paese. La città di Mantova, menzionata da Dante e cantata da Virgilio, offre Arte, Cultura e Bellezza, cibo...

Rinaldo Mantovano, Madonna con il Bambino e i santi Benedetto e Giovanni evangelista Gonzaga, parrocchialeFermo Ghisoni ...
26/05/2020

Rinaldo Mantovano, Madonna con il Bambino e i santi Benedetto e Giovanni evangelista Gonzaga, parrocchiale
Fermo Ghisoni da Caravaggio, Madonna col Bambino e i santi Stefano, Girolamo, Antonio abate e Giorgio
Mantova, Museo Diocesano(1534 circa)

Le due opere furono realizzate dai collaboratori di Giulio Romano, sulla base dei suoi disegni conservati al Louvre.
Nel quadro di sinistra, opera di Rinaldo Mantovano, la Vergine é posta al centro sotto un padiglione di seta verde e oro. Sulle sue ginocchia il Bambino Gesù che regge con la sinistra il globo e con la destra tocca il baculo pastorale di San Benedetto. Dall’altro lato San Giovanni Evangelista é in dialogo con la Vergine.

Rinaldo Mantovano, pur diventando il braccio destro di Giulio, rimane fedele ai tratti fondamentali della sua formazione, avvenuta alla scuola del Mantegna e di Leonbruno. Egli costruisce la plasticità in modo delicato, sovrapponendo strati di colori chiari e scuri, con luci morbide. La sua linea é snella e decorativa piuttosto che tesa e plastica. Quale allievo del Mantegna é molto abile nello scorcio prospettico, apprezzabile in questa tela.
Il quadro di sinistra, opera di Fermo Ghisoni da Caravaggio, era stato realizzato per la scomparsa chiesa di Santo Stefano in Mantova. La Vergine, assisa in trono, sorregge il Bambino Gesù. Al suo cospetto e in ginocchio Santo Stefano che mostra, con la mano destra, una delle pietre del suo martirio. In primo piano, a sinistra, il temibile drago, dalle fauci spalancate, é stato reso inerme da un bellissimo San Giorgio, loricato all’antica.

Fermo Ghisoni da Caravaggio fu un altro pittore dell’Italia settentrionale e, come Rinaldo, rimase per più di dieci anni con Giulio (1526-1540). Egli mostra uno spiccato talento decorativo. Le sue figure sono piene di grazia, i colori freddi e chiari definiscono la fragile superficie degli oggetti. Divenne un importante pittore di immagini religiose a Mantova e nei dintorni.

La galleria della Mostra Seconda metà del XVI secolo, Mantova, Palazzo DucaleLa maestosa galleria affaccia sul cortile d...
15/05/2020

La galleria della Mostra

Seconda metà del XVI secolo, Mantova, Palazzo Ducale

La maestosa galleria affaccia sul cortile della Mostra e si pone a raccordo tra gli appartamenti di T***a e della Rustica, opera di Giulio Romano. É uno dei più vasti ambienti del Palazzo Ducale, con i suoi sessantaquattro metri di lunghezza e quasi sette di larghezza.

La galleria fu iniziata nella seconda metà del XVI secolo per volere di Guglielmo Gonzaga, terzo Duca di Mantova, su progetto di Giovan Battista Bertani. I lavori si conclusero all’inizio del XVII secolo da Giuseppe Dattaro, prefetto delle fabbriche sotto Vincenzo I Gonzaga. A differenza dello Studiolo e della Grotta, scrigni d’arte e di preziosità della raffinatissima Isabella d’Este, la galleria fu pensata come un Museo ampio e luminoso volto ad accogliere i capolavori come la Morte della Vergine del Caravaggio, ora al Louvre, o i Trionfi di Cesare del Mantegna, ora a Hampton Court. Nulla é rimasto della meravigliosa collezione, la Celeste Galeria di Minerva, metafora inventata per esaltare la ricca galleria gonzaghesca. La grande vendita del 1627 a Carlo I d’Inghilterra e, tre anni dopo, il sacco lanzichenecco, hanno svuotato il palazzo dei suoi inestimabili tesori.

Attualmente si ammirano una serie di busti databili tra l’età romana tardo-repubblicana (40-30 a.C.) e la metà del III secolo d.C., integrati da alcuni esemplari della seconda metà del XVI secolo.
Straordinario é il colpo d’occhio dell’insieme!

Ippolito Andreasi, Soffitto della loggia dei Marmi (1567-1568 circa)Düsseldorf, Museum Kunstpalast, Graphishe SammlungL’...
13/05/2020

Ippolito Andreasi, Soffitto della loggia dei Marmi (1567-1568 circa)

Düsseldorf, Museum Kunstpalast, Graphishe Sammlung

L’ attuale loggia dei Marmi, detta anche dei Mesi, risulta da un rimaneggiamento cinquecentesco di un costrutto giuliesco, concepito come loggia aperta in tre arcate. Destinata ad ospitare le raccolte di antichità dei Gonzaga, presenta un’articolata relazione fra dipinti e stucchi.

L’originale assetto é documentato da cinque opere grafiche di Ippolito Andreasi. Il disegno mostra la copertura che corrisponde alle tre campate della loggia. Il sottile grafismo sottolinea la scansione architettonica della volta e mostra decorazioni e ornamenti di sapore classico. Al centro di ognuna delle tre fasce é un tondo con quattro putti, alcuni danzanti in cerchio, altri con strumenti musicali. Gli affreschi mostrano decorazioni pittoriche a grottesca, ornamenti in stucco e rilievi di gusto antiquario. Come ebbe a dire Pietro Aretino, le invenzioni di Giulio erano “anticamente moderne e modernamente antiche”.

La decorazione, nel suo complesso, rievoca la Loggia di villa Madama, di villa Lante e le logge di Palazzo Te.

Giove sostiene Venere, svenuta per la disfatta dei troiani (1538 circa)Mantova, Palazzo Ducale, sala di T***a (particola...
08/05/2020

Giove sostiene Venere, svenuta per la disfatta dei troiani (1538 circa)

Mantova, Palazzo Ducale, sala di T***a (particolare)

Giulio Romano fra il 1536 e il 1539 fu impegnato nella costruzione di un nuovo appartamento nell’ambito del Palazzo Ducale: l’appartamento di T***a. Obbediva ad una funzione pubblica ed era organizzato secondo un programma politico che celebrava il nuovo potere del duca Federico II Gonzaga.

La sala di T***a era destinata alle udienze e si pensa che Federico II vi svolgesse incarichi politici ufficiali e vi tenesse grandi ricevimenti. Il programma iconografico, proiettato sulle pareti e sul soffitto, fu elaborato dall’umanista Benedetto Lampridio con scene tratte dall’Iliade e dall’Eneide, Omero e Virgilio. Sulla volta compare la dimensione celeste riservata alle divinità dell’Olimpo con al centro Giove che sostiene fra le braccia Venere. Il tema é l’aiuto delle divinità agli eroi terreni, travolti dall’infuriare della battaglia: Atena protegge Diomede, mentre Venere tutela Enea.

La stanza celebra la nuova dignità raggiunta da Federico II, l'espansione territoriale e la continuità della dinastia gonzaghesca.

Diomede combatte contro i fratelli Ideo e Fegeo (1536-1538)Mantova, Palazzo Ducale, sala di T***aIl 1536 fu data molto i...
30/04/2020

Diomede combatte contro i fratelli Ideo e Fegeo (1536-1538)
Mantova, Palazzo Ducale, sala di T***a

Il 1536 fu data molto importante per Federico II Gonzaga: venne definito il passaggio del Monferrato alla dinastia gonzaghesca. In tale data l’idea di realizzare nell’ambito del Palazzo Ducale, in Corte Nuova, un appartamento ove Giulio Romano progettò la fabbrica e il suo apparato decorativo che fu attuato dai suoi collaboratori con grande celerità.

L’ambiente principale, con funzione di sala delle udienze, é la sala detta di T***a, illustrata dalle vicende della guerra di Ilio. Sul soffitto compaiono scene di combattimenti ispirati al V libro dell’Iliade di Omero. Il lato nord della copertura mostra l’episodio del greco Diomede che, dall’alto del suo carro da battaglia, punta la lancia contro i fratelli Ideo e Fegeo.

Giulio conferisce al combattimento un’ altissima drammaticità. Il ritmo concitato dell’azione e la forte tensione emotiva ben si addicono al tono epico-celebrativo dell’intera sala.

La caduta di Icaro (1536)Parigi musée du Louvre, département del Arts graphiquesIl magnifico disegno é uno dei capolavor...
24/04/2020

La caduta di Icaro (1536)
Parigi musée du Louvre, département del Arts graphiques

Il magnifico disegno é uno dei capolavori di Giulio Romano conservato nelle collezioni del Louvre, già appartenuto al “ libro de’ disegni” del Vasari. É il modello preparatorio per il dipinto su tela inserito al centro del soffitto della camera dei Cavalli nell’appartamento di T***a di Palazzo Ducale, per il Duca Federico II Gonzaga.

La scena é tratta da due episodi desunti dalle Metamorfosi di Ovidio: La caduta di Icaro e La caduta di Fetonte. Dedalo e Icaro, imprigionati nel Labirinto nell’isola di Creta, tentano la via di fuga. Malgrado gli avvertimenti del padre di non volare troppo alto, Icaro si fa prendere dall’ebbrezza del volo e si avvicina troppo al sole: il calore fonde la cera, facendolo cadere nel mare. Nell’alto del cielo si scorge Fetonte, a testa in giù, che ha lasciato le briglia del cocchio solare. Le nubi dense e vaporose fanno da sfondo agli splendidi corpi, morbidi e serpentini, forgiati dal Pippi con estrema cura anatomica.

La vitalità dinamica e la verve brillante del suo tratto non tralasciano i dettagli: il piumaggio delle ali, i riccioli svolazzanti, la spumosità della barba e l’irruenza dei cavalli che accentuano l’effetto drammatico della scena.
Nella tela, eseguita da un suo collaboratore, Fermo Ghisoni, i rapporti tra le figure e l’intenso dinamismo dei corpi non risultano pienamente espressi.

Busto di Mosè con le tavole della Legge (1535 circa)Parigi, musée su Louvre, département des Arts La tradizionale immagi...
21/04/2020

Busto di Mosè con le tavole della Legge (1535 circa)

Parigi, musée su Louvre, département des Arts

La tradizionale immagine di Mosè col volto luminoso, é ripresa da Giulio Romano in questo straordinario disegno. Mosè, per rivelazione divina, consegna al popolo i Dieci comandamenti, le Dieci parole della vita. Si é avvicinato più di ogni altro a Dio.

Il suo volto brilla di una luce così splendente che gli ebrei, rimasti alla base del monte Sinai, non possono vederlo senza che egli si veli il viso, tanto la luce é abbagliante!
Nel disegno il busto del Patriarca, rappresentato con in mano le tavole della Legge, é trasformato nel serbatoio di una lampada a olio.
La capigliatura, morbida e fluente, presenta nella parte superiore due orifizi per i lucignoli della lampada che, una volta accesa, avrebbero indicato, con le loro fiamme, “le corna” del profeta.

É una delle affascinanti invenzioni, che esalta l’estro e l’indole versatile del Pippi sempre “vario, ricco e copioso d’invenzione e d’artifizio”

Il disegno é lo studio per la figura sullo sfondo di un quadro, Ritratto di dama, conservato nelle collezioni reali ingl...
17/04/2020

Il disegno é lo studio per la figura sullo sfondo di un quadro, Ritratto di dama, conservato nelle collezioni reali inglesi. 1524 - 1531 sono le date ipotizzate per il dipinto, sulla base del personaggio rappresentato.

Isabella d’Este che Giulio Romano effigiò durante il suo primo anno di permanenza a Mantova, in data 1524.
Margherita Paleologo, sposa di Federico II Gonzaga, ritratta nel 1531. La seconda ipotesi é supportata dalla critica più recente.
Nel disegno la figura femminile, intenta a sollevare una tenda sullo sfondo, é ammantata di fascino ed eleganza. I contorni sono fluidi, le forme morbide, il panneggio con pieghe f***e, cadenzate e scavate, scolpisce la figura dal viso dolce e mite.
Giulio si affida ad un uso sapiente della luce che ottiene facendo contrastare il bianco della carta con le parti eseguite ad acquerello. L’elegante “silhouette” pare essere scolpita plasticamente nello spazio.

É un disegno che il Pippi schizza rapidamente con la punta sottile di una penna rivelando un tratto sicuro, concreto ed efficace che lo condurrà alla caratterizzazione materiale della superficie, uno degli elementi cardine della sua arte.

Indirizzo

Via Pomponazzo 23
Mantua
46100

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 20:00
Domenica 09:00 - 20:00

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