19/12/2021
SICILIA: SIN DAL TEMPO DEI ROMANI UN PAESE A SE STANTE
I Romani, giunti in Sicilia, diedero subito un'impronta amministrativa in quella compresa nei confini dell’isola.
La Sicilia era suddivisa in due "sub-province": la Siracusana dipendente dal Pretore e la Lilibetana dipendente da un Questore. La Siracusana apparteneva al Regno Siceliota, l'antico regno conquistato nella II guerra Punica. La Lilibetana era eredità della “Epicrateia punica” conquistata nella I guerra punica. Le due province, già prima della conquista romana, sussistevano e si auto amministravano come Stati, formatisi col tempo da varie formazioni politiche delle antiche tribù indigene che l’abitavano.
I Cartaginesi fondarolo le polis nell 'VIII secolo quando i commercianti Fenici furono costretti a concentrarsi nell'estremo occidente. Polis che, benchè sotto la protezione di Cartagine, erano assolutamente libere e non subivano un dominio diretto. Col tempo i Cartaginesi penetrarono anche nelle città-stato degli Elimi (popolazione indigena dell'estremo ovest) nelle zone interne dove vivevano le tribù, che furno individuate nei Sicani.
Nel 405 col trattato tra Dionisio e Cartagine nacque la "provincia punica". I confini orientali erano mobili con tendenza alla crescita a discapito del Regno Siceliota. Agrigento, spesso assumeva il ruolo di città-stato cuscinetto. Abbandonate le ambizioni politiche del V secolo, sotto i tiranni Emmenidi, la città si dedicò all’arte ed ai traffici lasciando ai Punici ed ai Siracusani il compito della politica, fino a quando la stessa venne inglobatanell’Epicrateia Punica.
Ad oriente il "Regno di Sicilia" si formò molto lentamente. I Greci all’inizio erano organizzati in Pòleis, in lotta tra di loro. Le città si adeguarono a questo tipo di organizzazione urbana. Nel 650 a.C., con le prime conquiste delle zone interne, inziò ad evidenziarsi l’ egemonia siracusana guidata da un potere oligarchico.
Nel 485 iniziarono le “grandi manovre”. Il tiranno di Gela, Gelone della dinastia dei Dinomenidi , riuscì a conquistare Siracusa ed unire le due città in un'unica signoria. Da allora si creò l'asse Siracusa-Gela: la società siceliota assunse così una proprio fisionomia politica. La Politeia (Repubblica quasi democratica post tirannide) continuò ad espandersi nell'isola nonostante fosse ostacolata da un'altra formazione statale, la Lega Sicula di Ducezio.
Con la Lega Sicula, per la prima volta i Siciliani, riuscirono a dare vita ad una formazione politica che fu in grado di superare i particolarismi tribali.
Dioniso il Vecchio fece passi enormi nella costruzione di uno stato siracusano. All'interno della Polis siracusana aveva il titolo di "Stratega Autocrate", quindi assunse quello di "Arconte di Sicilia" delle polis siceliote.
I possedimenti italioti furono organizzati a parte, dalla Corte di Locri e in una lega italiota separata. Ecco che iniziò a configurarsi una “Sicilia Federalista".
Intorno al 340, ai tempi di Timoleonte (capo della spedizione inviato da Corinto a supportare i siracusani esiliati nel lentinese stanchi della situazione di incertezza), la Repubblica Siracusana raccolse tutta la Sicilia greca in una Symmachìa Siceliota.
L’atto di nascita formale dello Stato di Sicilia avvenne poco dopo. Il nuovo tiranno, Agatocle che sottomise un terzo dell’Italia e portò la guerra contro Cartagine in Africa, si pose nel 304 il diadema con il titolo di Re di Sicilia. La città di Siracusa mantenne le sue assemblee e magistrature elettive, ma ormai il “Regno” era una cosa distinta e separata.
Questo Regno siceliota ebbe vita travagliata ed alterna, con momenti in cui fu restaurata la Repubblica e momenti in cui l’unità centrale per qualche anno si dissolse, tornando all’ antico municipalismo.
Anche Pirro, a Palermo, si proclamò Re di Sicilia, con i Cartaginesi asserragliati al Lilibeo, e, dopo di lui, ancora, Ierone II che per molti anni fu alleato e protetto dei Romani, ormai in un’enclave che andava da Taormina a Noto escluse.
Nel complesso, i Romani trovarono al loro arrivo una provincia punica e un Regno di Sicilia: in pratica due stati formatisi lentamente nei secoli e che semplicemente si limitarono a fondere nella Provincia di Sicilia.
Prima toccò all’occidente: l’Epicrateia punica fu trasformata in Provincia nel 240, ponendo proprio a “Marsala” la base della prima amministrazione romana. Le tre città che non rienrarono nel progetto, perché “federate” di Roma, furono quelle ai confini della Provincia o strappate al Regno Siceliota: Messina, Noto e Taormina. Lo stesso Regno Siceliota, da quel momento in poi, divenne un protettorato romano.
Poco dopo cadde anche la monarchia orientale: la Sicilia tentò di allearsi con i Cartaginesi per riacquistare libertà ed indipendenza. Marcello espugnò Siracusa nel 212 e gli ultimi focolai di resistenza furono spenti entro il 210.
Il Regno di Sicilia divenne, quindi, Provincia di Sicilia, con i Pretori romani seduti nella reggia dei Dinomenidi e dei Dionisi, con le stesse leggi ed usanze e con un vice-governatore in occidente ad amministrare gli ex-domini punici.
E così l’antico limes politico divenne solo frontiera amministrativa, fissandosi al Salso e alle Madonie.
Cronologia relativa alla capitale di quel periodo:
733 a.C. Fondazione di Siracusa, ad opera di Archìa.
733 - 485 a.C. I Repubblica Siracusana: Oligarchia dei nobili o Gàmoroi
485 - 466 a.C. I Tirannide Siracusana/Siceliota: Dinastia dei Dinomenìdi
466 - 405 a.C. II Repubblica Siracusana: Democrazia moderata o Politèia
405 - 344 a.C. II Tirannide Siracusana/Siceliota: i Dionisi
344 - 318 III Repubblica Siracusana e Symmachìa Siceliota: la Repubblica di Timoleonte
318 - 289 Regno Siceliota di Agatocle
289 - 281 IV Repubblica Siracusana
281 - 280 Tirannia di Iceta e successiva guerra civile (280-278)
278 - 276 Regno Siceliota di Pirro
276 - 215 Tirannia di Ierone II
264 - 240 I Guerra Punica: I Romani conquistarono l'Epicrateia Punica e la trasformarono in Provincia di Sicilia
215 - 214 Regno Siceliota di Ieronino
214 - 212 V e ultima Repubblica Siceliota
218 - 201 II Guerra Punica: Conquista romana dello Stato Siceliota