10/09/2026
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Nel cuore della Valle Bova, sopra Erba, si apre uno dei luoghi più spettacolari e misteriosi della Brianza: il Buco del Piombo, una gigantesca caverna giurassica scavata nella roccia dell’Alpe Turati. Il suo ingresso, alto 45 metri e largo 38, è così imponente da sembrare una sorta di Duomo di Milano scavato nella montagna.
Ma il Buco del Piombo non è soltanto una meraviglia geologica. Da millenni l’uomo frequenta questo antro: qui sono stati ritrovati strumenti in selce e resti dell’Ursus spelaeus, il grande orso delle caverne. E proprio nell’immenso ingresso venne costruita, già nella tarda antichità, una struttura fortificata: un fortino risalente almeno al VI secolo, di cui ancora oggi si possono riconoscere le tracce.
Poi arrivò l’Ottocento e il Buco del Piombo divenne una meta del Romanticismo. In un’epoca in cui la natura selvaggia suscitava quel sentimento di “sublime”, fatto di terrore e meraviglia, nobili e viaggiatori si avventuravano lungo i sentieri per raggiungere la grande grotta.
Tra i suoi visitatori illustri troviamo il viceré Eugenio de Beauharnais nel 1808, il duca Ranieri d’Austria nel 1819 e persino la regina Margherita di Savoia nel 1878. Il Buco del Piombo entrò così nell’immaginario romantico della Brianza, diventando protagonista di racconti e incisioni.
Ancora oggi, tra stalattiti, stalagmiti e cunicoli, conserva tutto il fascino di una natura che sembra quasi architettura. E c’è un ultimo dettaglio: la grotta è tuttora proprietà privata della famiglia Parravicini Sossnovsky, che ne custodisce la memoria e ne ha favorito la riapertura al pubblico.
Il Buco del Piombo è il racconto perfetto di un luogo in cui natura, storia e romanticismo si incontrano… e il Conte di Villago ti invita a scoprirla ora in prima persona ✨
🗓️ Sabato 12 Settembre
🕰 dalle ore 10:30 alle ore 12:30
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Un saluto dal Conte di Villago, au revoir! ♥️