06/10/2025
Le parole che seguono vi riveleranno un fatto che mi è accaduto, ma sono anche un indizio del prossimo tour di Memento Loci, al quale poter partecipare:
Dopo quindici anni sono riuscito a salire di nuovo su un aereo.
La claustrofobia ha ceduto il posto all’animo che fremeva per conquistare percezioni nuove.
Dopo aver visto ogni perfetto angolo dell’Italia, della quale mai ci si stanca e che sempre ci rinnova, la Turchia era il viaggio più simbolico, perché ponte tra il Vecchio Continente e le terre lontane d’Oriente.
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E per vivere questa percezione dell’ “oltre”, basta un primo affaccio a Pamukkale, la “fortezza di cotone” della Turchia, famosa per le sue terrazze bianche di travertino, formate da sorgenti termali ricche di minerali.
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Fin dall’antichità queste acque furono considerate sacre e salutari; una percezione che ricordano le Terme di Saturnia o la Balena Bianca in Val d’Orcia.
Ma il surreale è quello che vi aspetta alla fine del cammino, in cima, dove i greci fondarono qui la città di Hierapolis nel II sec. a.C., trasformandola in un centro di culto e benessere.
Bianche terme e rovine di un caldo ocra, indissolubili.
Ancora oggi ci si può immergere in queste vasche millenarie dagli immutati specchi d’acqua, immaginando chi prima di noi si è soffermato su quel luogo lunare.
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Il percorso parte dalla terra per arrivare al cielo, un rituale.
Un rito iniziatico di quello che prima era inconcepibile, che sembra terminare con un teatro romano, con una scenae frons per lo più intatta, anche nei decori.
Ma il punto più alto è al termine di una scalinata, dalla quale dominano i resti della monumentale chiesa dedicata all’Apostolo Filippo, i cui possenti resti di pilastri che sorreggevano un’immensa cupola, sono avvolti da un silenzio mistico.
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Dopo un devastante terremoto nel 1354 d.C., la città venne progressivamente abbandonata. Oggi il sito è patrimonio Unesco, dove natura e storia si incontrano in uno scenario unico al mondo.