10/09/2026
Il naviglio è sacro per noi milanesi. E fuori Milano è ancora più suggestivo , andando verso Robecco dove ville e castelli si specchiano nelle sue acque e dove la chiazza di gasolio sta uccidendo la fauna e avvelenando le sponde. L’acqua del naviglio è pulita, è vita, serve anche per irrigare i campi, non è una fogna in cui sversare i liquami. È un’ecosistema fatto di uccelli, rane, libellule,tanti pesci..
Fa male vedere gli uccelli imbrattati, i pesci morti, l’acqua oleosa...
Il primo indiziato è un grosso tombino sulla strada di Ponte Vecchio, vicino a Magenta. È qui che qualcuno, forse giovedì notte col buio, secondo i tecnici potrebbe aver agito, sollevandolo e scaricando — l’ipotesi è da un’autobotte — grandi quantità di un idrocarburo, simile al gasolio. Le prime ispezioni hanno accertato che proprio da questo punto verso Nord le acque sono sempre state pulite e sporche, invece, verso Sud, cioè verso Milano, dove da ieri sono più limpide grazie agli interventi di pulizia di vigili del fuoco ed enti coinvolti. Partono da qui le indagini per risalire all’autore del maxisversamento, che si ipotizza doloso, di una sostanza inquinante che ha macchiato e inquinato per 28 chilometri il canale, non solo il più iconico di Milano e dintorni, tanto vissuto e amato dai cittadini, ma anche risorsa per campi e fauna. «Abbiamo notato l’acqua stagnante e sembra diesel, vede che il colore tende all’azzurrino? Hanno bloccato la navigazione con le navette già da Boffalora, qui i pesci stanno morendo, ne abbiamo visti alcuni che affiorano, a galla, e pedalando sentiamo l’odore per più di un chilometro, almeno fino a Robecco. È un disastro, ci fa male perché questa è un’oasi felice e l’acqua era limpida», indicano due ciclisti che arrivano da Lonate Pozzolo, Fabrizio e Andrea, indicando il primo panno bianco messo in acqua per arginare la fuoriuscita.
L'articolo completo di Ilaria Carra e Simone Bianchin su Repubblica Milano