11/06/2026
Claudia Pinelli
Attivista antifascista Assopace Palestina
Non c'è nulla di banale o di scontato in questo racconto autobiografico di Gino Perri. Sono pagine intense di vita, di origini, di nuove radici, di bellezza, di amore, che non nascondono drammi e sconfitte, ma anche la capacità e la forza, sempre, di ricominciare e reinventarsi. Quello che si avverte, divorando una pagina dopo l'altra grazie a una scrittura chiara e immediata, è l'intensità di una vita vissuta nel e per il collettivo, spesa, e mai svenduta, in un Noi per cui mettersi a disposizione, con entusiasmo, malgrado nulla sia semplice e assolutamente nulla si possa mai dare per scontato. Non tutti hanno la capacità di saper vedere senza limitarsi a guardare come è riuscito a fare Gino con quella curiosità intelligente, sua meravigliosa caratteristica, che lo ha portato non solo a avvicinare le persone, ma a mettersi a disposizione, a confrontarsi senza supponenza, a proporre, sostenuto da valori acquisiti con anni di lotta sul campo, consapevole che i diritti si conquistano con l'impegno e, con gli altri, si può cercare di fare la differenza. E mentre la Storia si compie, e in questo libro se ne racconta tanta dalla strage di piazza fontana al G8 di Genova, dalle lotte sindacali agli assassinii di Fausto e Iaio e di Luca Rossi, Gino è attore e non comparsa, partecipa a dibattiti e manifestazioni, fa attività sindacale e politica nel senso più ampio e vero del termine anche con l'attività culturale dell'associazione Metromondo. Non è un libro autocelebrativo quello di Gino Perri, una biografia da piedistallo, è vita vissuta con tanta buona fede, entusiasmi, qualche delusione, ma soprattutto, con un impegno che non è mai venuto meno e ancora tanto da vivere e raccontare. Un libro che in questi tempi, in cui la notte si spinge sempre più in là, fa bene, davvero.
Claudia Pinelli