25/04/2026
COMMEMORARE: Ricordare qualcuno o qualcosa parlandone in forma solenne, celebrare.
Il verbo commemorare prevede la presenza di almeno due persone: una che parla, un'altra che ascolta e, magari, aggiunge qualcosa.
Oggi voglio rammentare un gruppo di architetti milanesi, esponenti del Brutalismo, che hanno regalato al capoluogo lombardo molti edifici che ormai sono parte imprescindibile del nostro skyline.
Banfi, Belgiojoso, Rogers e Peressutti (altrimenti conosciuti come i BBPR), 4 alunni del Politecnico di Milano, laureati nel 1932.
Siamo in pieno regime f4scista.
E loro, se all'inizio, per fare gavetta, cercano di piegarsi alle richieste del mercato, ad un certo punto si distaccano totalmente, diventando antifascisti militanti.
Aiutano come possono: di giorno il loro studio li vede al lavoro su edifici e palazzi, mentre la sera li osserva silenziosi stampare volantini sovversivi, organizzare espatri verso la Svizzera per gruppi di ebrei, sbobinare registrazioni dei movimenti delle pattuglie tedesche.
Si muovono tra Milano e la Val d'Intelvi, dove Banfi possiede una villa che diventa fondamentale per la fuga oltre confine.
Nel 1944, Banfi e Belgiojoso vengono arrestati e trasferiti a Mauthausen: il primo dei due morirà nel campo una manciata di giorni prima della liberazione.
Sono architetti che hanno cambiato il volto della città, sono uomini che hanno tentato di modificarne la storia lavorando per la Liberazione.
Sono uomini d'ingegno, pratici, che hanno piegato le loro capacità al servizio degli altri, rifuggendo l'abbrutimento che la guerra porta con sè.
Germano Facetti, compagno di Belgiojoso nel campo di concentramento, ricorda che l'architetto raccontava ai detenuti la storia degli Sforza, delle tecniche costruttive del Bramante e del Filarete, parlava " del bello, dei valori della cultura, liberava le loro menti dall’orrore quotidiano e consentiva di sperare ancora: l’unico modo per non arrendersi alla bufera che li assediava".
Perché forse, ancora una volta, sono proprio la sete di cultura e il desiderio di conservare la propria storia, gli unici antidoti alla stupidità dell'uomo che vuole la guerra.