31/08/2026
Siamo abituati a immaginare il Teatro alla Scala come un luogo sacro, dove il silenzio regna sovrano e le regole di decoro e rispetto devono essere seguite alla perfezione.
Bè, la situazione più di un secolo fa era davvero molto diversa!
Partiamo dai palchetti per esempio.
Erano letteralmente l’estensione di casa propria: il proprietario poteva decorare questa piccola stanza secondo i propri gusti con dipinti, tende e mobili che assecondavano il gusto personale.
Unica regola: la tenda verso la platea doveva essere dello stesso colore delle altre (rossa oppure azzurra a seconda del periodo storico).
Durante i lunghi spettacoli si poteva bere, fumare e persino mangiare!
E non si trattava di sandwich o toast, ma veri e propri pranzetti riscaldati nel retropalco da cuochi professionisti che potevano comprare le pietanze al caffè-rosticceria vicino al teatro oppure erano preparati dagli stessi nelle cucine ricavate al secondo Ridotto del Teatro.
Ve la immaginate una Scala così?
Con il profumo dello zafferano, del vino, del fumo dei sigari, delle lampade ad olio, il tutto appesantito dall’aria viziata dovuta all’assenza delle finestre, senza contare il profumo delle signore agghindate!
Che dite?
Organizziamo un tour?